Titolo

Clima, Commercio, Krugman

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Non per fare l'esegesi di Giorgio, che non ne ha bisogno, ma credo che lui intenda che non è un buon argomento contro le ricerche relative al riscaldamento globale l'affermazione che gli scienziati impegnati in queste ricerche, siano in potenziale conflitto di interessi a causa dei fondi ricevuti per le ricerche in questione.

Questo è un argomento che può essere utilizzato per qualsiasi ricerca scientifica che richieda fondi (di fatto la quasi totalità) e che, in quanto tale, porterebbe a dubitare - appunto - di qualsiasi ricerca.

D'altra parte il metodo scientifico ha di bello che lo scienziato non può limitarsi a produrre affermazioni (magari prezzolate), ma deve portare riscontri sperimentali alle sue teorie, che siano a loro volta riproducibili da altri scienziati.

Non è un sistema privo di errori, ma consente di limitare i danni, dato che una teoria a riscontro delle quale si portano dati fasulli, prima o poi viene smascherata.

Ora, il punto a mio avviso è: il riscaldamento globale è solo una teoria - rispettabile come tante altre - oppure ha dei riscontri oggettivi che la rendono non più una opinione autorevole, ma un fatto ? La materia del contendere è tutta qui.

Per fare esempi dei quali si è parlato anche su nFA, la teoria delle stringhe è una bellissima teoria di fisica, con una matematica altamente sofisticata e potenzialmente capace di mettere d'accordo la relatività e la quantistica, ma al momento non ha nessun riscontro sperimentale e quindi rimane nell'ambito delle teorie.

Io personalmente non ho alcuna capacità per dire se i riscontri siano sufficienti o meno, però se la maggior parte dei climatologi lo afferma, tendo a credere agli esperti del settore.

Questo non vuol dire che le opinioni dissenzienti siano errate, è solo che hanno a loro riscontro meno fatti.

Questo ancora, non toglie che intorno al riscaldamento globale ci possa essere un notevole circo mediatico e un gran giro di soldi, tuttavia la cosa non rende meno grave il problema, così come il fatto che attorno all'AIDS si sia mobilitata l'attenzione dei media e le risorse dei governi in misura maggiore, per esempio, rispetto alla più diffusa e mortale malaria, non rende - di per sè - l'AIDS meno grave o meno pericoloso il virus.

EDIT: mentre scrivevo il mio commento Giorgio ha postato il suo, che, ovviamente, dice molto meglio di me quello che io intendevo qui sopra.

Credo che il punto debole della posizione di Giorgio sia che affronta il tema da esperto in materia non avendone i titoli.

Voglio dire, quando mi dice che il consenso è pressochè unanime sull' influenza e sui vaccini, mi limito a prenderne atto. Quando mi parla di clima sono decisamente più scettico: a quanto ne so non è più qualificato di me sul tema, anche se di certo si è documentato meglio.

E' innegabile che su questi temi il cancan mediatico e gli interessi in gioco siano enormi, ed in questi casi il rapporto segnale/rumore tende a 0, diventa difficile raccapezzarsi senza capire veramente la materia. Non sto dicendo che abbia torto, anzi per ora mi sembra quello che ha dedicato maggiori energie alla cosa, solo ho il dubbio che le sue fonti siano più parziali di quanto ritenga.

Marcello, point well taken: non sono un climatologo. A parte l'interesse personale, sono esposto alla letteratura su global warming principalmente perche' alcuni dei lavori piu' importanti sono pubblicati sulle stesse riviste su cui pubblico io e quelli del mio campo, e mi trovo a leggerle. Non mi e' mai capitato negli ultimi 5 anni di leggere un editoriale o una review che non fossero in accordo con AGW. Il mio interesse pero' deriva principalmente dalla constatazione che l'informazione mediatica e' 1) infinitamente piu' divisa di quella scientifica e 2) ideologicamente schierata. Con queste premesse i casi son due: o ti informi, bene, oppure il rischio di essere preso per il naso e' circa 50% da al gore o dall'altra parte.

Ho cercato di motivare le mie dichiarazioni riguardo al consenso sul global warming: ho postato un sacco di articoli da realclimate.org che e' il principale hub online della divulgazione sul global warming; ho citato il paper di Oreskes del 2004 in cui si dice che il 100% della letteratura presa a campione e' in favore di AGW; posso citare un altro lavoro se aiuta: Boykoff 2003, in cui ci si domanda come ad un ampio consenso scientifico non corrisponda un consenso mediatico (anzi, tutt'altro). Ritengo i dati piu' utili delle mie affermazioni. Li ritengo piu' utili (sempre) delle affermazioni del singolo, non importa quanto altisonante sia il nome del singolo.

Il consenso e' importante perche' e' uno dei punti chiave del metodo scientifico. Io non faccio questo lavoro perche' ho fiducia nei miei colleghi (tutt'altro: piu' vado avanti piu' trovo ribrezzo); faccio questo lavoro perche' ho fiducia nel metodo galileiano e baconiano e il lavoro di comunita' e' uno dei pilastri dello stesso. Non ne capisco niente di fisica delle particelle, ma se al CERN mi dicono che costruire LHC e spendere un sacco di soldi per lo stesso e' uno strumento fondamentale per capirne di piu', mi fido, nonostante un sacco di giornali mi raccontino che l'accensione del LHC causera' la fine del mondo.

Tra l'altro, e mi spiace veramente dirlo, non posso non notare una politica di due pesi e due misure sulle pagine di nFA su questo argomento: ad esempio, siamo tutti consapevoli sulla qualita' dell'informazione nei media tradizionali, eppure anche Aldo arriva a portare a supporto del suo negazionismo "perfino" gli articoli della BBC. Sulla questione dell'hockey stick  che risale al 1998 (ripeto: 1998) scrivero' un commento appena raccolgo le braccia da terra; credo che sia facile immaginare come dal 1998 ad esso le cose siano state, diciamo cosi', chiarite...