Titolo

Clima, Commercio, Krugman

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Credo che il punto debole della posizione di Giorgio sia che affronta il tema da esperto in materia non avendone i titoli.

Voglio dire, quando mi dice che il consenso è pressochè unanime sull' influenza e sui vaccini, mi limito a prenderne atto. Quando mi parla di clima sono decisamente più scettico: a quanto ne so non è più qualificato di me sul tema, anche se di certo si è documentato meglio.

E' innegabile che su questi temi il cancan mediatico e gli interessi in gioco siano enormi, ed in questi casi il rapporto segnale/rumore tende a 0, diventa difficile raccapezzarsi senza capire veramente la materia. Non sto dicendo che abbia torto, anzi per ora mi sembra quello che ha dedicato maggiori energie alla cosa, solo ho il dubbio che le sue fonti siano più parziali di quanto ritenga.

Marcello, point well taken: non sono un climatologo. A parte l'interesse personale, sono esposto alla letteratura su global warming principalmente perche' alcuni dei lavori piu' importanti sono pubblicati sulle stesse riviste su cui pubblico io e quelli del mio campo, e mi trovo a leggerle. Non mi e' mai capitato negli ultimi 5 anni di leggere un editoriale o una review che non fossero in accordo con AGW. Il mio interesse pero' deriva principalmente dalla constatazione che l'informazione mediatica e' 1) infinitamente piu' divisa di quella scientifica e 2) ideologicamente schierata. Con queste premesse i casi son due: o ti informi, bene, oppure il rischio di essere preso per il naso e' circa 50% da al gore o dall'altra parte.

Ho cercato di motivare le mie dichiarazioni riguardo al consenso sul global warming: ho postato un sacco di articoli da realclimate.org che e' il principale hub online della divulgazione sul global warming; ho citato il paper di Oreskes del 2004 in cui si dice che il 100% della letteratura presa a campione e' in favore di AGW; posso citare un altro lavoro se aiuta: Boykoff 2003, in cui ci si domanda come ad un ampio consenso scientifico non corrisponda un consenso mediatico (anzi, tutt'altro). Ritengo i dati piu' utili delle mie affermazioni. Li ritengo piu' utili (sempre) delle affermazioni del singolo, non importa quanto altisonante sia il nome del singolo.

Il consenso e' importante perche' e' uno dei punti chiave del metodo scientifico. Io non faccio questo lavoro perche' ho fiducia nei miei colleghi (tutt'altro: piu' vado avanti piu' trovo ribrezzo); faccio questo lavoro perche' ho fiducia nel metodo galileiano e baconiano e il lavoro di comunita' e' uno dei pilastri dello stesso. Non ne capisco niente di fisica delle particelle, ma se al CERN mi dicono che costruire LHC e spendere un sacco di soldi per lo stesso e' uno strumento fondamentale per capirne di piu', mi fido, nonostante un sacco di giornali mi raccontino che l'accensione del LHC causera' la fine del mondo.

Tra l'altro, e mi spiace veramente dirlo, non posso non notare una politica di due pesi e due misure sulle pagine di nFA su questo argomento: ad esempio, siamo tutti consapevoli sulla qualita' dell'informazione nei media tradizionali, eppure anche Aldo arriva a portare a supporto del suo negazionismo "perfino" gli articoli della BBC. Sulla questione dell'hockey stick  che risale al 1998 (ripeto: 1998) scrivero' un commento appena raccolgo le braccia da terra; credo che sia facile immaginare come dal 1998 ad esso le cose siano state, diciamo cosi', chiarite...