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Lesa maestà

7 commenti (espandi tutti)

Ok, ok...certo che è amichevole! Anche per me lo è...la questione è incasinata, stiamo parlando di ricostruzioni storiche ormai...abbiamo scavato con la vanga la terra dei fatti che conoscevamo (ognuno quello che conosceva per parte sua) e siamo arrivati alla roccia delle convizioni personali: sia la mia che la vostra, di vanga, sbattono sulle "rocce" delle convinzioni altrui...almeno su una cosa però siamo d'accordo: che la pulizia andava fatta; poteva essere fatta meglio o più in profondità ma era (ed è) necessaria; su questo siete d'accordo, son certo.

PS: ah quasi dimenticavo, con tutte queste belle parole di fratellanza universale : ovviamente io penso di avere ragione lo stesso ;-)

Capisco, sul punto dirimente preferisci non rispondere (ed io sono una carogna, indeed ...). Pazienza, me ne farò una ragione .... :-)

Capisco, sul punto dirimente preferisci non rispondere

Per uno stesso punto, come sai, passano infinite interpretazioni :-)...e poi ho provato a risponderti...

(ed io sono una carogna, indeed ...)

No, dai, non fare così...

Se parti da questo presupposto [...] mentre quello della banda rivale nemmeno sapeva quel che combinavano i suoi scherani), è molto difficile discutere, ed io temo che tale rifiuto di guardare in faccia la realtà ti sia indispensabile per non far crollare il mito: è questo il punto fondamentale, Marco, questo!

Sono contento di saperti così innamorato della giustizia...comunque se la cosa ti fa così incazz.... anche per fatti così distanti nel tempo, riguardanti partiti defunti, immagino quanto ti facciano saltare i nervi i casi più recenti di manovali condannati e di capi puliti puliti: Massimo Maria Berruti, Previti, Mills...

Certo, se il PCI o i per me detestabilissimi capibaracca del PCI si fossero salvati a mezzo di amicizia politica con i magistrati (ma prima bisogna dimostrarlo, almeno in uno stato diritto) sarei infuriato.

beh la divisione della torta a milano ed in tutta la lombardia è una cosa risaputa e che nessuno nega, seppur ci siano stati esemplari casi di resistenza al sistema (che di solito si pagavano con l'emarginazione politica). io dico che bisognava fare di più: al di là di ogni considerazione politica quelle poche mosche bianche dovevano andare direttamente alla magistratura e fare saltare il tavolo da gioco, non limitarsi semplicemente a non giocare stando a guardare.

esiste un vecchio numero di diario del 98 con in copertina una bella mela rossa morsicata ed il titolo "Tangenti rosse". Li si riporta cosa scrissero i giudici in merito alla sistema di tangenti e cioè che tutto il partito, almeno dal 1987, era direttamente coinvolto nella spartizione. Partito che allora vedeva a milano una maggioranza migliorista filo-craxiana. A parte questo c'era poi il sistema coperativo che riusciva a mascherare in vari modi tangenti che altrimenti sarebbero state alla luce del sole, esattamente come quelle del psi per fare un esempio. La tesi di Barbacetto è questa: il psi e in parte la dc sono caduti rovinosamente perchè i soldi arrivavano direttamente "nell'anticamera di craxi" o a Citaristi che però "faceva da scudo ai segretari politici del partito". Il partito comunista arrivò in ritardo dopo essersi limitato per anni alle transazioni coop-partito. Per quanto riguarda il pci i magistrati arrivarono fino a botteghe oscure ed infatti perquisirono l'edificio e mandarono inviti a comparire a D'Alema e Occhetto, indagarono Folena, arrestarono Burlando. Secondo Barbacetto fu la diversità del sistema illecito di finanziamento del pci a fare arenare le indagini.

Le cose non dovrebbero essere molto cambiate. Si sa che nelle regioni rosse politica, economia e massoneria sono un'unica cosa e spesso hanno anche un unico nome: una volta pci, poi pds, ds ed oggi PD.
Un esempio lampante? Bologna e la sua università che non aspetta altro che divenire fondazione per utilizzare a piacimento il proprio gigantesco patrimonio immobiliare.

Chissà invece gli amici della compagnia delle opere che combinano di bello.
Dimenticavo: nei sogni degli ubriaconi si aggirano vecchie cariatidi reduci da mani pulite che, usciti in qualche modo o dal carcere o dalle indagini, si sono ancorati al Pirellone come le cozze agli scogli e pretendono percentuali su progetti e appalti. Ovviamente per conto di nessuno. Ma questi sono sogni.

esiste un vecchio numero di diario del 98 con in copertina una bella mela rossa morsicata ed il titolo "Tangenti rosse". Li si riporta cosa scrissero i giudici in merito alla sistema di tangenti e cioè che tutto il partito, almeno dal 1987, era direttamente coinvolto nella spartizione.

Concordo e sottolineo che c'era piena consapevolezza anzi direzione dei vertici nazionali: gli indizi se non le prove sono evidenti.

Partito che allora vedeva a milano una maggioranza migliorista filo-craxiana. A parte questo c'era poi il sistema coperativo che riusciva a mascherare in vari modi tangenti che altrimenti sarebbero state alla luce del sole, esattamente come quelle del psi per fare un esempio.

E' vero che a Milano c'erano i miglioristi filo-craxiani, ma non e' assolutamente possibile ricondurre la partecipazione del PCI al sistema delle tangenti alla corrente migliorista di Milano.

La tangente di Panzavolta a Greganti non ha nulla a che fare con i miglioristi di Milano:

  • si tratta di una tangente di 1.245 miliardi di lire identica a quella data ai vertici nazionali di DC e PSI
  • Greganti era un funzionario PCI torinese alle dirette dipendenze dei vertici nazionali PCI-PDS e con attivita' prevalente a Roma
  • la tangente aveva a che fare con un appalto nazionale di 3000 miliardi dell'Enel, non con spesa pubblica milanese. 887 milioni dell'appalto riguardavano un impianto elettrico in Sardegna
  • Panzavolta addirittura seppure conoscesse Greganti come funzionario comunista si assicura tramite Gardini che Greganti sia realmente referente dei vertici nazionali, perche' sono i vertici nazionali PCI che controllano i gruppi parlamentari a Roma e il membro in quota PCI nel CdA Enel
  • il segretario nazionale M.Stefanini proprio mentre Greganti incassava una rata di 621 milioni della tangente di Panzavolta scriveva alla Editori Riuniti (casa editrice del PCI) che il partito si stava attivando per trovare i 600 milioni necessari a coprire i debiti

La tesi di Barbacetto è questa: il psi e in parte la dc sono caduti rovinosamente perchè i soldi arrivavano direttamente "nell'anticamera di craxi" o a Citaristi che però "faceva da scudo ai segretari politici del partito". Il partito comunista arrivò in ritardo dopo essersi limitato per anni alle transazioni coop-partito. Per quanto riguarda il pci i magistrati arrivarono fino a botteghe oscure ed infatti perquisirono l'edificio e mandarono inviti a comparire a D'Alema e Occhetto, indagarono Folena, arrestarono Burlando. Secondo Barbacetto fu la diversità del sistema illecito di finanziamento del pci a fare arenare le indagini.

Questa ricostruzione non e' completa e accurata per quanto riguarda il coinvolgimento dei vertici nazionali del PCI e per quelle tangenti come quella di Panzavolta versate al partito nazionale.  Si tratta della ricostruzione di «Mani Pulite» di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio, edito da Editori Riuniti, il testo che usualmente Mieli impiega per replicare a quanti criticano certi aspetti dell'operato di Mani Pulite a Milano.  Il testo e' stato scritto come una difesa dell'operato di Mani Pulite dagli attacchi di ambiente berlusconiano.  Per quanto sia corretto difendere l'operato di MP nei confronti di DC e PSI non e' assolutamente possibile condonare le acrobazie che il pool di Milano ha compiuto per chiedere l'archiviazione dei vertici PCI per la tangente di Panzavolta, pur in presenza di indizi schiaccianti.

Le cose non dovrebbero essere molto cambiate. Si sa che nelle regioni rosse politica, economia e massoneria sono un'unica cosa e spesso hanno anche un unico nome: una volta pci, poi pds, ds ed oggi PD.

Mi fa piacere di non essere io ad esporre questa ricostruzione del potere della sinistra nelle regioni rosse, che ho sentito piu' volte esprimere da persone che dalla nascita vivono e sperimentano il sistema di potere rosso.

Io ho detto Bologna ma avrei potuto dire Modena o Siena, per fare un esempio.
Il problema è che, a mio avviso, non è praticamente possibile punire certe pratiche.
Prego guardare la sezione "Incarichi attuali" della pagina di Wikipedia  su Fabio Roversi Monaco.
Pare che quando si va contro i massoni, di destra o di sinistra che siano purchè ben radicati nella politica (e quindi nell'economia), la cosa si fa davvero difficile ed il muro quasi insuperabile. Spesso su quel muro ci mettono pure delle simpatiche targhette.