Titolo

Lesa maestà

22 commenti (espandi tutti)

 E' vero: il pool Mani Pulite fece il possibile, nei limiti delle notizie di reato ricevute e delle sue competenze territoriali. E' probabile che indagando a FIrenze o Bologna si sarebbero trovati altri reati di corruzione, probabilmente commessi da esponenti del PCI. Ma in questo caso la colpa sarebbe di altri magistrati. Il clima politico però contribuì molto al successo e poi al fallimento della rivoluzione giudiziaria. Per una serie di ragioni, gli italiani o almeno una parte forse maggioritaria di loro erano stufi della loro classe politica e quindi videro per un breve periodo i magistrati come i liberatori, dando loro un ruolo sproporzionato. Poi il sistema crollò e gli italiani provarono un breve interludio di governo "serio". Risultato si affrettarono a votare una persona che li illudese di nuovo che tutto poteva continuare come prima. E continuano a illudersi.

  Nel lungo  ha giocato un ruolo non trascurabile il caso Sofri. Io devo dire non ho mai capito il fascino del personaggio, che ha conquistato anche persone insospettabili (mia moglie ha visto D'Alema andare in pellegrinaggio a Pisa quando fu liberato). Comunque il fascino è tale da aver convinto moltissimi a sinistra a fare una campagna contro la magistratura, abilmente rilanciata dai media di SB.  

E' vero: il pool Mani Pulite fece il possibile, nei limiti delle notizie di reato ricevute e delle sue competenze territoriali. E' probabile che indagando a FIrenze o Bologna si sarebbero trovati altri reati di corruzione, probabilmente commessi da esponenti del PCI. Ma in questo caso la colpa sarebbe di altri magistrati.

Non sono d'accordo con questo riassunto, ho gia' spiegato perche' ma lo ripeto.

Innanzitutto sottolineo che nei precedenti interventi ho criticato l'operato specifico del pool o dell'insieme di magistrati inquirenti diretti da Borrelli a Milano. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa criticare l'insufficiente azione della magistratura italiana nel suo complesso, e indicare le cortine fumogene alzate al Sud quasi senza alcun risultato concreto (vedi Pomicino) oppure l'inazione combinata con l'inconcludenza delle procure delle regioni rosse contro il sistema di potere PCI che era li' particolarmente maggioritario e monolitico.

Io critico specificamente Di Pietro e Mani Pulite a Milano.

Nel comune di Milano hanno governato negli anni precedenti Mani Pulite le giunte rosse PCI-PSI, poi seguite da giunte DC-PSI. A Milano era pienamente realizzato il sistema consociativo DC-PSI-PCI della "dazione ambientale" e della spartizione delle tangenti, regolata se ricordo bene dalla regola: 2 quote al PSI (che poteva allearsi con entrambi per il potere), 1 quota alla DC e 1 quota al PCI. Ho visto anche citato un 18.75% del totale delle tangenti versato al PCI nella ricostruzione delle tangenti per la metropolitana milanese, che non e' molto distante dal 25% della regola base.

Il pool di Mani Pulite con espedienti vari ha tenuto fuori perfino dalle indagini i vertici nazionali PCI, perseguendo invece unicamente i vertici nazionali PSI e DC. Ma ripeto esisteva evidenza schiacciante di un partecipazione consociativa a pieno titolo del PCI di Milano alla spartizione del sistema delle tangenti.  Allo stesso tempo, sempre con espedienti vari, il pool Mani Pulite di Milano, coadiuvato dai giurnali della Fiat e di De Benedetti ha cercato di accomunare i vertici della Lega a quelli di DC e PSI, anche se i vertici della Lega erano totalmente estranei al sistema delle tangenti, sistema che include i reati di corruzione e concussione di amministratori pubblici, ed e' qualitativamente diverso dal finanziamento illecito, sia in Italia sia nell'ordinamento degli altri Paesi OCSE.

E' possibile che grazie alla struttura ideologica ed omertosa dei militanti e dei quadri PCI i vertici PCI si sarebbero potuti salvare da una condanna definitiva.  Ma il pool Mani Pulite doveva inquisirli, invece di "decidere" ad esempio che Primo Greganti aveva usato le tangenti incassate per acquistarsi appartamenti privati, piuttosto che consegnarle a Botteghe Oscure. E doveva portare i vertici PCI a processo, anche solo sulla base di indizi e di teoremi del genere "non potevano non sapere". Ricordo che per una condanna in tribunale sono sufficienti "indizi gravi, precisi e concordanti".

E' anche plausibile che Mani Pulite non avrebbe potuto operare con successo se non alleandosi con parte dei criminali (come il PCI, la Fiat, eccetera) ed omettendo di indagare su una parte dei crimini.  Ma anche in questo caso non posso condonare al pool Mani Pulite e a Di Pietro gli espedienti usati per accomunare i vertici della Lega ai vertici DC e PSI. E in realta' Mani Pulite non sarebbe mai stato possibile se la Lega non fosse diventata il primo partito a Milano, solo questo ha dato la scossa e l'opportunita' per colpire sia pure molto molto parzialmente il sistema consociativo delle tangenti che era alla base dello Stato italiano del tempo.

Alberto, hai ragione al 3.000%, ma non si riuscirà mai a far digerire l'evidenza a chi preferisce girarsi dall'altra parte (e cercar vincere il campionato intergalattico di arrampicata sugli specchi), talvolta facendo sfoggio dell'italico benaltrismo e talaltra cambiando discorso.

Com'è noto, non v'è peggior sordo di chi non vuol sentire ...... :-)

Alberto, hai ragione al 3.000%, ma non si riuscirà mai a far digerire l'evidenza a chi preferisce girarsi dall'altra parte (e cercar vincere il campionato intergalattico di arrampicata sugli specchi), talvolta facendo sfoggio dell'italico benaltrismo e talaltra cambiando discorso.

Com'è noto, non v'è peggior sordo di chi non vuol sentire ...... :-)

Franco, con il dovuto rispetto, trovo questo commento un po' ingeneroso, nonostante lo smiley finale. Dove starebbe l'arrampicarsi sugli specchi, di grazia? A me pare, pensa un po', che sia tutto l'opposto. Tanto per fare un esempio, scrive Alberto L

Io critico specificamente Di Pietro e Mani Pulite a Milano. Nel comune di Milano hanno governato negli anni precedenti Mani Pulite le giunte rosse PCI-PSI, poi seguite da giunte DC-PSI.

Ho appena controllato i nomi dei sindaci milanesi, cercando attraverso di essi di risalire alle coalizioni politiche che li sostenevano, e non vedo tante giunte rosse. Anzi, l'unico sindaco PCI (indagato, infatti) mi sembra Borghini, che è poi finito (sarà un caso, di certo ...) in Forza Italia ... Per il resto vedo un PSI craxiano che fa il bello ed il cattivo tempo, alleandosi di volta in volta con la DC e le solite frattaglie (più spesso) o con il PCI (ed altre frattaglie, fra cui i Verdi ad un certo punto). Volendo fare polemica, ma davvero non ne ho voglia, si potrebbe ricordare che il PCI milanese con cui Craxi si alleava era tutto "migliorista", ossia seguace di Giorgio Napolitano, ossia molto filo-socialista ed in continua lotta con il centro "berlinguerian-comunista". Infatti, era tanto filo socialista che in gran parte lì finì ... ma non importa, questi sono dettagli polemici. Il fatto è che i fatti che AL riporta come noti tali non appaiono dai dati a disposizione. Potresti, Alberto L, spiegarmi su cosa si basa questa tua inferenza? Idem per affermazioni come questa

Il pool di Mani Pulite con espedienti vari ha tenuto fuori perfino dalle indagini i vertici nazionali PCI, perseguendo invece unicamente i vertici nazionali PSI e DC. Ma ripeto esisteva evidenza schiacciante di un partecipazione consociativa a pieno titolo del PCI di Milano alla spartizione del sistema delle tangenti.

QUALI espedienti vari? Se leggo questa affermazione correttamente tu stai affermando che i giudici milanesi intenzionalmente non perseguirono il PCI! Dov'è l'evidenza? Borelli era forse un militante o simpatizzante del PCI?

Aggiungo: erano TUTTI comunisti i giudici italiani nel 1992-'94? Perché, vedi, nemmeno quelli di Napoli, di Roma, di Venezia e tanti altri posti perseguirono i dirigenti nazionali del PCI?

Più in generale, se vi sono argomenti specifici, tipo prove o cose del genere, metteteli. Le persone che Franco qualifica come "sorde" perché "non vogliono sentire" mi sembrano continuino a proporre fatti e dati. Dall'altro lato (aneddoto paterno a parte, sul quale vedi sotto) vedo ben pochi fatti e ben poche date. Restiamo quindi ai fatti e, soprattutto, cerchiamo di chiarire QUALE tema si discuta.

Vediamo, quindi, di provare a fare le cose per benino e vedere CHI, qui, è sordo perché non vuol sentire.

Se leggo attentamente sia tu che Alberto (Lusiani) continuate a ripetere la vecchia tesi craxiana: lo sanno tutti che rubavano (rubano) tutti e che in Lombardia si spartivano la torta equamente e che il PCI era organico al sistema delle tangenti. Quindi se il pool milanese ha messo in galera solo gente del PSI, della DC (e del PSDI, eccetera) questo è dovuto al fatto che funzionava sotto controllo del PCI o che era perlomeno simpatizzante del PCI.

Mi sbaglio o è questa la tesi? Per favore confermate.

In subordine, assunto che quella sia la tesi, essa implica QUALCOSA DI SPECIFICO, rispetto alla colpevolezza ed alla natura deliquenziale del PSI, specialmente nel periodo della gestione Craxi, della DC e, in maniera minore, di alcuni dirigenti/correnti del PLI e del PSDI? Alternativamente, implica questa tesi qualcosa di specifico rispetto alla colpevolezza di altre persone/organizzazioni indagate dal Tribunale di Milano? Esistono fatti e/o argomenti logici a sostenere questa (putativa) implicazione? O non v'è implicazione alcuna?

In subordine ulteriore: ritieni o ritenete che sia possibile, storicamente e fattualmente, affermare che l'utilizzo del potere politico per fini di arricchimento personale e/o di partito sia un fenomeno che ha caratterizzato, dagli anni '70 in poi, in maniera sostanzialmente equivalente la DC, il PSI ed il PCI? Come sopra: vi sono fatti o argomenti logici che suggeriscono l'equivalenza?

===================================================================

Per quanto riguarda l'aneddoto: Il problema NON è se il PCI era fatto di santi o di ladri. Nè se le cooperative rosse finanziassero o meno il partito: certo che lo facevano ed era tutto abbastanza esplicito. Da quanto ne so hanno sempre riportato i fondi in arrivo dalle coop nei loro bilanci - mentre non riportavano quelli in arrivo dall'URSS, per cui sono stati indagati con un nulla di fatto, ovviamente: sarebbe come indagare la vecchia DC per i finanziamenti americani ... giusto, ma purtroppo tempo perso - per questo la "tangente" in questione veniva esplicitamente richiesta (credo la chiamassero "contributo" ...).

Che il sistema delle amministrazioni locali del PCI, in combinazione con le coop rosse, abbia per decenni funzionato da cinghia di finanziamento "esplicito" del PCI stesso, non ho dubbio alcuno. Si dà il caso, però, che la cosa fosse MORALMENTE E POLITICAMENTE ripugnante quanto formalmente (fatti salvi alcuni casi, ovviamente) legale. Il finanziarsi del PCI via coop rosse stava ai grandi furti craxiani (stile Enimont) come l'elusione fiscale legale (anche se spesso immorale) sta all'evasione fiscale totale.

Occorre quindi saper separare i fatti dalle proprie ideologie. Il comunismo e la strategia politica del PCI non diventano migliori o meno ripugnanti solo perché Berlinguer e Natta non si arricchivano personalmente o, non governando, non usavano l'intervento statale nell'economia italiana per arricchire il loro partito ed i loro vassalli. Il giudizio politico sul PCI si può tranquillamente dare senza creare un'inutile, quanto storicamente falsa, cortina fumogena secondo cui erano tutti ugualmente ladri. Non lo erano, sulla base di quanto sappiamo. Alcuni erano più ladri degli altri, mentre altri erano più illibertari degli alcuni. Il manicheismo secondo cui, SICCOME sono politicamente nemici miei ALLORA devono essere per lo meno tanto ladri quanto quelli per cui simpatizzavo (o che erano amici loro, o quello che volete voi) non serve a molto.

==================================================================

V'è infine la favola della purezza leghista ... dunque, avete mai sentito parlare della banca della Lega? E di perché la Lega difese Antonio Fazio sino all'ultimo? Volete che ve la racconti? Volete che vi racconti chi erano i personaggi messi ad amministrare quell'imbarazzante truffa a danno dei propri militanti? Volete che mi metta anche io a fare supposizioni su come fu, poi, che a volare furono solo gli straccetti e che i leader politici coinvolti andarono tutti esenti di qualsiasi colpa? No, perché se davvero siete curiosi qualche aneddoto da raccontare ce l'avrei anche io ...

V'è infine la favola della purezza leghista ... dunque, avete mai sentito parlare della banca della Lega? E di perché la Lega difese Antonio Fazio sino all'ultimo? Volete che ve la racconti? Volete che vi racconti chi erano i personaggi messi ad amministrare quell'imbarazzante truffa a danno dei propri militanti? Volete che mi metta anche io a fare supposizioni su come fu, poi, che a volare furono solo gli straccetti e che i leader politici coinvolti andarono tutti esenti di qualsiasi colpa? No, perché se davvero siete curiosi qualche aneddoto da raccontare ce l'avrei anche io ...

 

Potresti veramente?

Vivo in brianza dove sono tanti quelli convinti della purezza e della diversità della Lega rispetto al resto del carrozzone che mi farebbe veramente piacere saperne di più.

Non che speri di aprire gli occhi ai leghisti (in questo caso sì che "non c'è peggior sordo..") ma considero un mio dovere provarci.

 

Se leggo attentamente sia tu che Alberto (Lusiani) continuate a ripetere la vecchia tesi craxiana: lo sanno tutti che rubavano (rubano) tutti e che in Lombardia si spartivano la torta equamente e che il PCI era organico al sistema delle tangenti. Quindi se il pool milanese ha messo in galera solo gente del PSI, della DC (e del PSDI, eccetera) questo è dovuto al fatto che funzionava sotto controllo del PCI o che era perlomeno simpatizzante del PCI.

La tesi craxiana mirava, in realtà, all'equivalenza “colpevoli tutti” = “colpevole nessuno”, che non corrisponde al mio pensiero. Il fatto che le indagini abbiano coivolto il PCI, ma non raggiunto i vertici politici in egual misura rispetto a DC e PSI, potrebbe significare sia una miglior organizzazione “tangentifera” di quel partito, che una reale mancanza di volontà degli inquirenti a procedere sino in fondo (sospetto corroborato dalle successive scelte di vita di taluni protagonisti), nemmeno escludendo anche una decisione motivata dalla supposta necessità di non avere tutto il mondo politico (ed economico, come si è detto) contro. Tutto ciò, come fai correttamente notare, non cambia il fatto che costoro – quelli successivamente condannati – ladri eran di certo ed andavano perseguiti: affermo semplicemente che la mancata punizione dell'altra banda di malfattori ha reso monca l'opera di Mani Pulite e – perché QUESTO era l'oggetto della discussione – che ciò è esattamente il rimprovero che viene fatto a DiP & soci nel loro lavoro di magistrati, a prescindere dalle motivazioni, di cui nemmeno m'importa molto e che sono, ovviamente, difficili da stabilire.

Per quanto riguarda l'aneddoto che ho narrato, sta solo a significare che nessuno si debba proclamare “moralmente superiore”, giacché comportamenti censurabili stanno – da sempre – ovunque, ed anche che simili atteggiamenti non parrebbero indicare estraneità al gioco dell'arraffa-affaffa ….....

Infine, la purezza leghista: dove l'avrei sostenuta? Io mi limito a sottolineare che il coinvolgimento dei vertici politici (ch'è ciò che conta dal punto di vista della pubblica opinione) della Lega in seguito alle colpe (che pure ci sono) non pare seguire le medesime modalità utilizzate per il PCI. Non saprei dire con assoluta certezza se ciò sia voluto, né quale ne sia il motivo ma - ancora una volta – non trovo particolarmente importante rispondere al quesito: rimane evidente che così è, e la cosa non può essere considerata accettabile.

i fatti che AL riporta come noti tali non appaiono dai dati a disposizione. Potresti, Alberto L, spiegarmi su cosa si basa questa tua inferenza? Idem per affermazioni come questa

Il pool di Mani Pulite con espedienti vari ha tenuto fuori perfino dalle indagini i vertici nazionali PCI, perseguendo invece unicamente i vertici nazionali PSI e DC. Ma ripeto esisteva evidenza schiacciante di un partecipazione consociativa a pieno titolo del PCI di Milano alla spartizione del sistema delle tangenti.

QUALI espedienti vari? Se leggo questa affermazione correttamente tu stai affermando che i giudici milanesi intenzionalmente non perseguirono il PCI! Dov'è l'evidenza? Borelli era forse un militante o simpatizzante del PCI?

Michele, inizio a rispondere partendo dal caso che mi sembra piu' evidente, l'archiviazione chiesta per tre volte dal pool Mani Pulite a favore del segretario amministrativo nazionale PCI-PDS M.Stefanini in relazione alla tangente di 1,245 miliardi di lire pagata a P.Greganti per il PCI da L.Panzavolta, secondo la confessione di quest'ultimo.

Esiste una precisa testimonianza che Primo Greganti ha incassato una tangente di 1,245 miliardi di lire da Lorenzo Panzavolta, per ottenere un appalto di 3000 miliardi per la desolforazione delle centrali Enel a favore della Calcestruzzi di Ravenna, del Gruppo Ferruzzi, diretta da LP.  PG ha versato la tangente nel conto anonimo svizzero Gabbietta. Racconta Marco Travaglio su MicroMega che LP testimonia che prima di dare la tangente si e' assicurato tramite Gardini che PG rappresentasse veramente i vertici nazionali PCI, perche' erano indispensabili ad assicurare la collaborazione del PCI in Parlamento e del rappresentante PCI nel CdA Enel. Nello stesso periodo dell'incasso della tangente di LP, PG ha usato il conto Gabbietta per incassare 1,050 miliardi di lire della Eumit una societa' mista, gestita in condominio dal Pci e dal partito comunista di Berlino Est e per bonificarli in seguito alla tesoreria nazionale del PCI, che li impiego' per sanare i debiti della Ecolibri, gia' presieduta da Paola Occhetto.

Primo Greganti e' un ex operaio Fiat, militante PCI e in seguito funzionario di partito PCI e PDS. Tutto il quadro concorda nell'indicare la diretta responsabilita' dei vertici nazionali sia amministrativi sia politici del PCI.

Esaminiamo ora cosa fa il pool.  Noto a titolo personale che un'inchiesta sul PCI si presenza da subito come particolarmente rognosa sia per il rifiuto di collaborazione da parte di PG, che fara' il massimo consentito di carcerazione cautelare, sia per la nota ed evidente natura ideologica ed omertosa di militanti e quadri comunisti. Quale sara' il PM responsabile di questo procedimento? L'ultimo arrivato, Tiziana Parenti, di origini toscane e in passato iscritta al PCI. Tra parentesi, di conflitto di interessi non si parla nemmeno, e' ovviamente un principio che si applica ai nemici e si interpreta per gli amici. La stessa TP afferma che "Mi venne affidata l' inchiesta Greganti non perche' fossi la piu' brava fra i 50 sostituti, ma perche' ero comunista e quindi avrei dovuto avere un occhio di riguardo".

Ciononostante TP ritiene che vadano rinviati a giudizio i vertici nazionali PCI. Ma questo non succedera'. Nell'ultima settimana prima della conclusione delle indagini, G. D'Ambrosio di fatto si sostituisce a TP nell'inchiesta e scopre che PG ha contratto un mutuo, con una banca che guarda caso e' il Monte dei Paschi di Siena (controllato dal PCI), per acquistare un appartamento di lusso di 1.5 miliardi di lire per uso familiare. Per pagare questo appartamento, PG ha attinto dal conto Gabbietta, prelevando una somma piu' o meno corrispondente alla tangente di LP.

Questa scoperta alleggerisce drasticamente le responsabilita' di PG, che diventa solo un millantatore, mentre prima era inquisito piu' o meno di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione politica. La scoperta azzera anche tutte le responsabilita' del PCI, per questa singola tangente. A questo punto risulta veramente sorprendente il fatto che PG aveva "resistito" per mesi in carcerazione preventiva rifiutandosi pervicacemente di ammettere la verita' che non solo quasi annullava le sue responsabilita' ma azzerava anche quelle del PCI. Anzi aveva affermato "Non sono un millantatore, lo dimostrero'".

A questo punto il pool di Mani Pulite di MIlano, capitanato da F.S.Borrelli, si impone su T.Parenti, titolare del procedimento e vota all'unanimita' di chiedere l' archiviazione per la tangente ammessa da L.Panzavolta. TP si astiene nella votazione. Il pool decide che solo FSB rappresentera' la linea della Procura di Milano su quel procedimento.

La richiesta di archiviazione, difesa oralmente dal PM Di Pietro in persona, viene respinta dal GIP Italo Ghitti il 21 ottobre 1993, elencando 12 richieste di approfondimento delle indagini. A febbraio 1994 il pool Mani Pulite di Milano ritiene di aver approfondito tutto il dovuto e presenta una  seconda richiesta di archiviazione. Il GIP IG respinge anche questa seconda richiesta di archiviazione. A maggio 1995 il segretario amministrativo del PCI M.Stefanini e' ormai morto, e il pool Mani Pulite presenta per la terza volta richiesta di archiviazione, a cura di P.Ielo.  Questa volta il GIP Ghitti accetta.

Vediamo quali erano le motivazioni con cui I.Ghitti si era opposto all'archiviazione dell'inchiesta sui vertici nazionali PCI.

"Gabbietta servi' a Stefanini" MANI PULITE Il gip di Milano spiega le sue motivazioni
Ghitti: quel conto, tramite Greganti, fu gestito dal tesoriere pci pds

"Dall' insieme degli elementi raccolti dal pm, ma che non paiono valutati in alcun modo nella richiesta d' archiviazione... risulta che il conto Gabbietta servi' alla tesoreria, e in particolare al tesoriere, del Pci Pds per operazioni finanziarie dirette a procurare denaro alla struttura del partito". E sottolinea che il conto fu "aperto e gestito" nell' interesse di Stefanini, che "tramite Greganti" l' ha utilizzato. Su Gabbietta passo' il miliardo e 50 milioni partito da Berlino Est e consegnato da Greganti all' ufficio di Stefanini. Con quei quattrini il tesoriere sano' i debiti della Ecolibri, una societa' del Pci gia' presieduta da Paola Occhetto. Dopo una lunghissima analisi, Ghitti costruisce un sillogismo: se i soldi della Germania, attraverso Gabbietta, vanno a Botteghe Oscure, anche gli altri versamenti su questo conto potrebbero avere la stessa destinazione. Ma a incuriosire il gip c' e' soprattutto una lettera, su carta intestata "Partito comunista italiano Direzione", spedita da Stefanini ad alcuni azionisti della Editori Riuniti. Il tema e' sempre lo stesso: il passivo della Ecolibri. Scrive il tesoriere: "Rimane che Ecolibri e' un nostro problema. Infatti ci stiamo attivando in questi giorni per favorire l' acquisizione di risorse, circa 600 milioni, agli Editori Riuniti per l' acquisto del magazzino Ecolibri". In quel periodo c' e' in ballo la tangente versata a Greganti da Lorenzo Panzavolta, manager della Ferruzzi. Cosa ha raccontato Panzavolta? Di avere pagato, per i lavori delle centrali Enel, anche il Partito comunista: due rate da 621 milioni. E Ghitti, cosi' , commenta: "L' espresso riferimento alla somma di 600 milioni circa e le testuali parole "ci stiamo attivando in questi giorni per favorire l' acquisizione di risorse" rappresentano indizio sufficiente per ritenere che Greganti, operando con Panzavolta, compisse una attivita' di cui non solo Stefanini era consapevole, ma per la quale Greganti aveva ricevuto una specifica "legittimazione a operare" da parte dello stesso Stefanini".  [...] Ghitti insiste. Avanza dubbi anche sulla casa di via Tirso, a Roma, che secondo la Procura Greganti avrebbe comprato per se', con i milioni di Panzavolta: "Forse e' sfuggita all' ufficio del pm una serie di documenti e di circostanze su un altro appartamento, quello di via Varese 20 a Roma, che portano ancora a Greganti". Cosa e' successo in via Varese? La notte del 21 settembre, due giorni dopo il secondo arresto di Greganti, un' inquilina del palazzo chiama i carabinieri: due sconosciuti stanno cercando di forzare la porta di casa del compagno G. I carabinieri trovano la serratura manomessa. E scoprono due cose: "Greganti non abita piu' li' da circa un anno e mezzo. L' appartamento e' "effettivamente" in uso al Pds". Ghitti studia tutte le carte che riguardano via Tirso e via Varese. Quindi ammonisce: "Bisogna tener conto di un peculiare schema operativo: l' intestazione fiduciaria". Traduzione: se via Varese in realta' era del Pds, cosa esclude che anche la casa di via Tirso lo sia? Tanto piu' che "costante appare il ricorso, da parte del Pci Pds, ad intestazioni fiduciarie, a singoli militanti, di immobili o quote di societa'".

Vediamo poi cosa racconta Tiziana Parenti, archiviostorico.corriere.it/1999/ottobre/29

La Parenti: mi invitarono a chiedere l' archiviazione per Greganti

MILANO - "Trovo semplicemente scandaloso che Gerardo D' Ambrosio affermi le cose che io dicevo 6 anni fa e per le quali mi sono beccata un' infinita' di querele dai miei cari colleghi. Proprio quel D' Ambrosio che mi invito' a chiedere l' archiviazione delle indagini su Primo Greganti dicendomi: i comunisti sono gli unici che ci difendono". Tiziana Parenti, ex magistrato del pool di Mani Pulite, ora parlamentare dello Sdi, non nasconde la sua soddisfazione nell' assistere alla sua implicita riabilitazione: si dimise alla fine del ' 93 dopo aver sofferto per "due anni di profonda incivilta' giuridica". Ma - chiarisce - ora non c' e' niente di personale: e' solo una questione di principi". Principi che - lei afferma - D' Ambrosio le chiese di violare... "Mi venne affidata l' inchiesta Greganti non perche' fossi la piu' brava fra i 50 sostituti, ma perche' ero comunista e quindi avrei dovuto avere un occhio di riguardo. Era una questione di "opportunita' "! In pratica mi chiese di fare una cosa disonesta deontologicamente, proponendo l' archiviazione. Fatelo voi, dissi a lui e a Borrelli, ma lasciate fuori me". Ma lei indago' anche sul senatore Marcello Stefanini, "tesoriere" del Partito comunista "E non ando' meglio. Mi fu detto che mi divertivo a perseguitare i comunisti. [...]

Ritengo non ci possano essere dubbi, in base all'insieme di indizi e testimonianze esposti, sul fatto che 1) il PCI ha incassato tramite P.Greganti la tangente di Panzavolta 2) i vertici nazionali ne erano al corrente. Riguardo l'azione del pool Mani Pulite di Milano, ritengo che in questa occasione il pool abbia usato dei veri e propri espedienti per impedire al titolare dell'inchiesta di completare la richiesta di rinvio a giudizio e per costruire delle motivazioni, respinte due volte dal GIP, a favore dell'archiviazione del procedimento penale a carico del segretario amministrativo nazionale del PCI-PDS.

Singolare no? Alberto, tu trovi grave la condotta di D'Ambrosio, che salva il PCI-Pds e poi infatti è candidato con gli eredi di quel partito. E tutti ti diamo ragione, ché non sta bene infatti dare immagini di poca terzietà o neutralità...vale oggi con De Magistris e vale sempre con giudici impegnati in inchieste delicate. Anche Tiziana Parenti, dopo aver detto urbi et orbi che bisognava essere duri con il PCI-PDS, si candida con Forza Italia! Strano, ti sei dimenticato di scriverlo, Alberto. Eppure per i tuoi standard, quelli enunciati all'inizio di questa discussione, sembrava che il comportamento di D'Ambrosio, con candidatura finale nelle fila del PD, fosse una cosa insopportabile...a parti rovesciate la Parenti fa lo stesso, anzi, lo fa prima, già nel '94...ma la cosa, in questo caso, non ti disturba, anzi, la citi e la linki che è una meraviglia... Riporto, per intero, il testo che cita anche Alberto. Il pezzo di Micromega dove si parla della vicenda Greganti. Anche qui Alberto, ti sei scordato di scrivere che Travaglio arriva a conclusioni che sono giusto opposte a quelle tue, in merito a come il Pool abbia gestito la questione Greganti, seppure lo stesso Travaglio rimarchi più volte la partecipazione del PCI-Pds al sistema tangentizio...senza però avallare l'idea che l'inchiesta abbia fatto ricorso a espedienti e così via. Il pezzo è molto lungo, ma ne vale la pena...  

Nel decimo anniversario dell'arresto di Primo Greganti, una variopinta compagnia di giornalisti, politici ed ex magistrati ha "riaperto" il caso delle tangenti rosse.

A dar fuoco alle polveri, una lettera del ministro per i rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi, quello che nel 1992 scriveva lettere aperte a Di Pietro invitandolo a "fare pulizia nella Dc", e che oggi si spende senza risparmio di energie per la missione opposta: cercare di dimostrare che il pool di Milano "salvò il Pci-Pds" e distrusse gli altri partiti. Giovanardi, che ha anche scritto un libro pieno di falsità e inesattezze su queste vicende, scrive a Mieli che ci fu un "intervento salvifico a favore del Pci-Pds" da parte del procuratore aggiunto Gerardo D'Ambrosio: "un unicum" nella storia di Mani Pulite.

D'Ambrosio avrebbe fatto un favore al Pci-Pds, nel 1993, andando a verificare se fosse vero che il compagno G aveva usato un contributo versato dal gruppo Ferruzzi per acquistare una casa e non per foraggiare il suo partito, e scoprendo che la circostanza era vera.

D'Ambrosio scrive al Corriere per ristabilire la verità: e cioè che la sua fu una normale indagine per verificare la veridicità o meno delle dichiarazioni di Greganti, e che gli toccò farla personalmente perché il pm titolare dell'inchiesta, Tiziana Parenti, se ne era "dimenticata". La Parenti risponde con una lettera piena di ambiguità e di insinuazioni. Mieli propende apertamente per la versione Parenti, parla di "intervento provvidenziale" di D'Ambrosio e continua ad alimentare l'idea che il caso sia aperto, misterioso, bisognoso di approfondimenti. "Una vicenda storica ancora tutta da scrivere", magari affidandola a un "nuovo De Felice". Un giallo, insomma, che secondo Panorama sortì un solo risultato: "scagionare il Pds". "Se in quel 1993", sintetizza Giovanardi, "si fossero indagati contemporaneamente i vertici amministrativi di Dc, Psi e Pci-Pds, la storia della politica sarebbe cambiata".

Il fatto è che in quel periodo furono effettivamente indagati i vertici amministrativi di tutti e tre i grandi partiti: Balzamo per il Psi, Citaristi per la Dc, Pollini e Stefanini per il Pci-Pds. L'avviso di garanzia a Stefanini, all'epoca deputato e membro della direzione di Botteghe Oscure, fu firmato da D'Ambrosio, Gherardo Colombo e Tiziana Parenti. Ma per quella vicenda Stefanini fu poi, come vedremo, archiviato perché nessuno lo chiamava in causa per la tangente della Calcestruzzi (gruppo Ferruzzi) e perché nemmeno una lira di quella mazzetta risultò pervenuta nelle casse del partito.
Greganti, arrestato due volte su richiesta di Di Pietro e del resto del pool e tenuto in carcere per quasi 5 mesi, fu poi processato e condannato in via definitiva a 3 anni per corruzione. Il Pci-Pds non fu affatto scagionato, tanto che il pm Paolo Ielo (subentrato alla Parenti quando questa si fece eleggere in Parlamento per Forza Italia, nel 1994) nella requisitoria del processo Enel accusa Greganti di avere ricevuto un miliardo e 246 milioni dalla Calcestruzzi "per la direzione centrale del Pds".

Tesi poi confermata puntualmente dalla sentenza del Tribunale di Milano (la vedremo fra poco), resa definitiva dopo i passaggi in Appello e in Cassazione. Già, perché l'aspetto più curioso e stravagante dell'improvviso revival del caso Greganti è questo: che sulla vicenda esiste una sentenza definitiva, una delle tante emesse a Milano, quella sulle tangenti Enel, la quale afferma esplicitamente che il Pci-Pds - attraverso i suoi rappresentanti - incassava mazzette esattamente come gli altri partiti. E, oltre a Greganti, condanna Giovanni Battista Zorzoli, membro del Cda Enel in quota Pci-Pds, a 4 anni e 6 mesi per corruzione.

In soldoni: Greganti chiese e incassò quel miliardo e rotti per conto del Pci-Pds nella partita dell'Enel: in cambio di appalti alle cooperative rosse e del voto favorevole del consigliere Zorzoli alle delibere del Cda dell'ente energetico pubblico. Il fatto è che poi quei soldi li tenne per sé: in parte (circa 700 milioni) li usò per acquistare un appartamento in via Tirso a Roma, dove trasferì in blocco la sua numerosa famiglia, in parte (500 milioni, della seconda tangente Panzavolta, più interessi) li tenne parcheggiati in Svizzera sul conto estero numerato. Prendeva i soldi per il partito, ma quella volta - a differenza di altre - se li tenne. Resta semmai da capire perché il Pci-Pds abbia continuato a mantenere rapporti, anche d'affari, con il compagno G. Ma queste sono questioni politiche, non giudiziarie. Il caso Greganti, con buona pace di Mieli, Giovanardi & C., è chiuso. Sepolto sotto una grandinata di pesanti condanne per corruzione. In attesa del nuovo De Felice, si potrebbe partire dalla sentenza definitiva. Il compagno G

Primo Greganti viene arrestato per la prima volta il primo marzo 1993.
Ordine di custodia firmato dal gip Italo Ghitti su richiesta di Antonio Di Pietro. Il pool Mani pulite lo accusa di corruzione, per aver ricevuto in Svizzera 621 milioni dal gruppo Ferruzzi, fra il 1990 e il 1992, per appalti Enel.
Denaro che rappresentava la prima delle due quote riservate al Pci-Pds delle tangenti concordate con il sistema dei partiti (l'1,6 per cento sul valore delle commesse). A parlarne ai magistrati milanesi è Lorenzo Panzavolta, amministratore della Calcestruzzi di Ravenna, cioè l'uomo che provvide materialmente ai versamenti estero su estero. Si accerterà successivamente che vi furono tre
versamenti, per la precisione: 621 milioni depositati il 21 novembre 1990 sul conto "Gabbietta" intestato a Greganti presso la Banca di Lugano; 525 milioni nel settembre 1992 sul conto 294469 presso la Banca del Gottardo di Zurigo, sempre nella disponibilità di Greganti; 100 milioni consegnati brevi manu nello stesso 1992 al "compagno G". Greganti, dopo una lunga carriera nella tesoreria del Pci torinese, è da qualche anno un funzionario - prima ufficiale, poi ufficioso - dell'amministrazione di Botteghe Oscure.
Racconta Panzavolta detto "Panzer", plenipotenziario di Raul Gardini per il settore dell'edilizia, che per gli appalti di desolforazione delle centrali elettriche in tutta Italia (lavori per un totale oltre 3 mila miliardi), la sua impresa concordò con Dc, Psi e Pci-Pds una quota di 1 miliardo e 242 milioni
per ciascun partito.

Furono Valerio Bitetto, potentissimo consigliere di amministrazione socialista dell'Enel, e il tesoriere nazionale del Garofano Vincenzo Balzamo a comunicargli che bisognava pagare anche Botteghe Oscure. Poi si presentò da lui Greganti a battere cassa.

Panzavolta, che pure sapeva chi fosse Greganti ("era conosciuto da tutti lì in giro, a Ravenna, come esponente del Partito comunista e aveva rapporti con la cooperativa Cmc"), chiese a Gardini di verificare che fosse proprio lui l'emissario del Pci-Pds per gli appalti Enel. Gardini verificò: "Mi disse che avrebbe fatto un controllo e mi confermò che Greganti era l'interlocutore giusto e che potevo andare avanti". Il compagno G, a scanso di equivoci, si presentò a Panzer "con un biglietto da visita della Direzione centrale del Partito comunista, faceva parte della direzione finanziaria, poi lui si era offerto di fare dei servigi, se avevamo bisogno. E credo che l'abbiamo anche usato in qualche caso.
Ci ha chiesto anche di andare in Russia, che lui rappresentava il Partito comunista. no, in Cina, in Cina". Greganti aveva accompagnato in Cina, nell'estate del 1991, Giorgio Cerboni, direttore della Fermar (la società Ferruzzi che costruiva navi). Ma la missione si rivelò infruttuosa e non portò a nulla". Nessun contratto, nessuna mediazione per Greganti, solo una gita a Pechino senza conseguenza alcuna.

Eppure Greganti, quando viene interrogato da Tiziana Parenti (aggregata al pool per far fronte alla mole di lavoro che aumenta di giorno in giorno sulle spalle di Di Pietro, Colombo e Davigo), nega di avere mai incassato tangenti per l'Enel e attribuisce quei 621 milioni di lire, di cui allora si era a conoscenza, proprio a una serie di fantomatici affari in Cina da lui procacciati alla Calcestruzzi, dei quali peraltro non porta alcuna documentazione ("I progetti - spiega - si interruppero a causa del mio arresto"). E soprattutto nega di aver versato una lira nelle casse di Botteghe Oscure ("Ho lasciato la direzione finanziaria del partito fra il 1989 e il '90 e da allora lavoro in proprio nel settore del marketing internazionale"). Il pool non gli crede, tant'è che lo tiene in carcere per tutti e tre i mesi previsti dalla legge, per evitare che inquini le prove. E lo farà presto riarrestare per altri due mesi in relazione a un'altra vicenda. Le indagini successive all'informazione di garanzia a Stefanini accerteranno che Greganti aveva ricevuto anche la seconda tangente di 625 milioni e si appuntano su entrambi i versanti della sua ricostruzione: la causale dei versamenti e la destinazione delle somme.
Che Greganti riceva 621 milioni da Panzavolta proprio mentre questi versa la stessa cifra alla Dc e al Psi non può essere una coincidenza. Anche perché Panzer dice di aver pagato la stessa mazzetta a tutti e tre i partiti, a titolo di tangente per i contratti di desolforazione. E poi non si capisce perché la Calcestruzzi avrebbe dovuto pagare in nero, estero su estero, una normale e regolare intermediazione a Greganti. E ancora: il primo versamento segue di pochi mesi l'aggiudicazione degli appalti per la desolforazione della centrale di Brindisi Sud. E non è vero che in quel periodo Greganti non lavorasse più per il Pci-Pds, visto che negli stessi mesi della pratica Calcestruzzi, prestò i suoi conti svizzeri per altre due operazioni finanziarie del partito: 1 miliardo incassato per la vendita delle quote del Pci nella società italo-tedescorientale Eumit; 200 milioni di tangente dalla Fiat per l'appalto torinese del depuratore Po-Sangone. Tutti elementi che faranno scrivere ai giudici del tribunale di Milano: "Le somme in questione non sono state incassate da Greganti per prestazioni personali, bensì vanno collegate a un'intermediazione fiduciaria posta in essere da quest'ultimo a vantaggio del Pci in relazione all'aggiudicazione da parte del gruppo Ferruzzi dei contratti Enel".

D'Ambrosio indaga, Parenti un po' meno Ma che fine fecero quei 1200 e rotti milioni? E davvero l'intervento di D'Ambrosio, come scrive Mieli, fu "unico" e "provvidenziale" per "salvare il Pds"? Ripercorriamo gli eventi dell'estate-autunno del ' 93 con l'aiuto proprio dell'allora procuratore aggiunto e poi capo di Milano, da qualche mese in pensione, che su quei fati ha recentemente testimoniato sotto giuramento al tribunale di Roma, nel processo per calunnia a carico del maresciallo Paolo Simonetti, braccio destro della Parenti (l'uomo che raccontò agli ispettori di Biondi di fantomatici favoritismi del pool, e di D'Ambrosio in testa, a Botteghe Oscure. Favoritismi poi rivelatisi inesistenti, nella relazione finale degli ispettori, che magnificarono l'operato del pool). "Il Codice", premette D'Ambrosio, "impone di cercare le prove anche a favore dell'indagato. Ma non per fargli un piacere: per corroborare la solidità dell'inchiesta. Se l'indagato mi dice una cosa e io non vado a verificarla, se ha ragione su quel punto rischio di fare una figuraccia al processo e di perderlo, il processo" (tanto poco "unica" è quell'attività che basta ricordare le rogatorie avviate da Ilda Boccassini e Gherardo Colombo nelle Bahamas per verificare la destinazione dei famosi 21 miliardi versati da Nino Rovelli a Cesare Previti nel 1994, dopo la conclusione della causa Imi-Sir. Previti sosteneva di aver pagato dei professionisti all'estero per conto di Rovelli. Il pool è andato a vedere, ha scoperto due bonifici da Previti a due tizi denominati Fripier e Lepicier, salvo poi scoprire che i due tizi non esistono: si tratta sempre di Previti, sotto falso nome).
Che accadde dunque nel 1993? Perché il coordinatore del pool indagò personalmente proprio su Greganti?
"Per colmare una lacuna nelle indagini della Parenti, la cui animosità nei confronti del Pds rischiava di esporci a una brutta nasata in parlamento, in sede di autorizzazione a procedere, o davanti al gip in udienza preliminare. Così, in qualità di capo-pool, anche operativo,diedi una controllata al fascicolo. Per capire quei giorni, occorre ricordare l'antefatto. Io andavo sempre in ferie a luglio.
Cosa che feci anche quell'anno, per la mia salute non proprio di ferro. Al mio rientro, a fine mese, la Parenti viene da me e mi comunica di aveva intenzione di richiedere l' autorizzazione a procedere per l'onorevole Stefanini. Io cado dalle nuvole:non mi risultava nemmeno che Stefanini fosse iscritto nel registro degli indagati, anche perché ogni iscrizione veniva concordata all'interno del pool. Per una ragione molto semplice: allora la legge e una circolare parlamentare stabilivano che, all'atto dell'iscrizione di un deputato o di un senatore, bisognava inviargli subito un avviso di garanzia: da quel momento i pm avevano 30 giorni di tempo per trovare gli elementi a suo carico e formalizzare le conclusioni: richiesta di autorizzazione a procedere o richiesta di archiviazione. Vista la parsimonia, diciamo così, con cui il parlamento concedeva l'autorizzazione, si era deciso di iscrivere solo i parlamentari sui quali gravassero indizi consistenti. Nei casi dubbi non si procedeva nemmeno all'iscrizione, per evitare inutili ping-pong col parlamento. Ora, fino alla mia partenza per le ferie, non mi risultava alcun elemento che portasse da Greganti a Stefanini. Nemmeno quello logico, visto che Greganti era uomo del vecchio segretario, Renato Pollini, più che di quello nuovo, Stefanini, che tra l'altro, essendo stata abolita con il Pds la carica di segretario, era tesoriere e membro del direttivo del partito. Chiesi dunque alla Parenti se fossero emerse importanti novità nel frattempo. Lei disse di no, che dall'esame dei conti correnti non c'era alcuna prova del passaggio di quei soldi da Greganti a Stefanini.
Però aggiunse di esserne convinta ugualmente, visto che una parte i 621 milioni di tangente corrisposti da Panzavolta erano approdata sul conto "Gabbietta", usato da Greganti per far rientrare il famoso miliardo incassato per conto del Pci che, dopo il crollo del muro di Berlino, aveva venduto le sue quote nella società italo-tedescorientale Eumit. Ergo, aggiunse, quel conto e quello "Sartiame" e "Sorgente" oggetto della prima rogatoria in Svizzera sono del Pds. Feci sommessamente notare che quelli potevano essere conti di transito per spostare i soldi, e che senza la prova della destinazione finale non potevamo arrischiare una mossa così azzardata, senza un solo elemento, una sola chiamata di correo che ci parlasse di Stefanini. Suggerii di aspettare, di comportarci come con tutti gli altri parlamentari: facciamo altre indagini, poi se avremo elementi procederemo. La Parenti sembrò convincersi, senonchè qualche giorno dopo [24 luglio '93] annunciò di aver iscritto Stefanini sul registro. Era un bel guaio, perché bisognava "avvisarlo" subito e trovare qualcosa a suo carico entro 30 giorni, se volevamo chiedere l'autorizzazione a procedere. Altrimenti archiviare, precludendoci la possibilità di indagare ancora con più calma. Di fronte al fatto compiuto, decisi di firmare anch'io l'avviso e chiesi a Gherardo Colombo di fare altrettanto. Lei, quasi subito, partì per le ferie lasciandoci una bozza di richiesta di autorizzazione a procedere, piuttosto scarna, praticamente priva di elementi. Se l'avessimo spedita così in parlamento, ci avrebbero riso in faccia. Mandai la bozza agli altri del pool, ed il 6 settembre ci riunimmo con Borrelli al suo rientro dalle ferie. Non si sapeva nemmeno se la seconda tranche della tangente di Panzavolta, sicuramente versata a Dc e Psi, fosse stata corrisposta anche al Pds, e chi l'avesse incassata. Ci mettemmo dunque a indagare
come pazzi. Di Pietro e il giovane Paolo Ielo ed io stesso, per un mese intero ci dedicammo praticamente solo a quello.
Chiamai la Parenti e le chiesi se avesse fatto le indagini patrimoniali su Greganti. Rispose di sì. Me le mandò: ma riguardavano invece le indagini bancarie, quelle sui conti correnti che il Greganti aveva presso il Monte dei Paschi di Siena. Ripresi quindi anche i verbali d'interrogatorio di Greganti e in uno scoprii che aveva dichiarato di aver acquistato un appartamento per sé, contraendo un mutuo di 450 milioni: segno che l'aveva pagato almeno il doppio, visto che nessuna banca concede mutui per oltre la metà del valore dell'immobile. Feci dunque una ricerca tramite l'anagrafe tributaria con cui era collegato il mio computer (è agli atti del processo, con il mio codice di accesso, il mio codice fiscale, la data e l'ora della ricerca: doveva essere il 22 o il 23 settembre). Emerse che effettivamente Greganti aveva acquistato un appartamento a Roma con contratto registrato nel novembre 1991 e,una quindicina di giorni prima, aveva prelevato 329 milioni dalla provvista Panzavolta (i 621 milioni versati prima sul conto Gabbietta e poi da questo passati sul conto Sorgente). A quel punto mandai a Roma i due sottufficiali della guardia di finanza che lavoravano con me, a interrogare i venditori dell'alloggio: la famiglia Ferrari, padre e due figli, che gestivano un piccolo albergo. Volevo sapere tramite quale banca Greganti li aveva pagati e acquisire il fascicolo del mutuo, con il compromesso di vendita, la polizza di assicurazione e la stima della banca sul valore dell'appartamento. Per appurare se la cifra di 500 Milioni indicata nel contratto registrato fosse quella effettivamente pagata. I Ferrari indicarono 750 milioni, ma i conti non tornavano. I due sottufficiali comunque accertarono che il mutuo era stato stipulato presso la Mps Finanziaria Spa di Siena. Per l'
acquisizione del relativo fascicolo delegai i finanzieri che lavoravano con la Parenti. Fu così che saltò fuori una fotocopia del compromesso per 1 miliardo e mezzo di lire, con una polizza assicurativa di pari importo e una relazione di stima per 1 miliardo e 200 milioni. Fra l'altro, il contratto risultava stipulato presso la sede romana dell'Edilnord [gruppo Fininvest], a cui Greganti e Ferrari versarono la rituale percentuale per la mediazione (l'1,5 per cento per ciascuno, 45 milioni in tutto), mella stessa data di altro prelievo contanti di 360 milioni sempre dal conto Sorgente. Ora finalmente tutti i conti tornavano.
Interrogai Ferrari padre, che ammise di aver venduto a Greganti per 1 miliardo e mezzo. Ricordo il giorno decisivo in cui Di Pietro e la Parenti stavano interrogando Greganti a San Vittore. Io mandai loro il verbale di Ferrari che avevoin appena finito di sentire. E Greganti fu costretto ad ammettere la bugia, spiegando di non aver voluto inguaiare i vecchi proprietari. A quel punto non c'era dubbio che Greganti i soldi della tangente li aveva in parte utilizzati per comprarsi quella casa, mentre non avevamo elementi per affermare che una sola lira di quel miliardo e rotti fosse finita nelle casse del Pds. Anche perchè Panzavolta disse a Di Pietro che la seconda tranche era stata versata su un altro conto cifrato indicato da Greganti, e lì la trovammo praticamente intonsa, anzi moltiplicata dagli interessi (800 milioni o giù di lì). La Parenti però non si rassegnava all'idea di aver sbagliato.
Insisteva nel dire che il compromesso era falso. Fece perquisire la casa e l'albergo dei Ferrari alla ricerca del compromesso e lo trovò naturalmente firmato dal solo Greganti.. Ma lì i suoi uomini trovarono anche un appunto che il Ferrari aveva preso sotto gli occhi dei miei finanzieri, per riepilogare le rate dei versamenti del prezzo di 750.000.000 che aveva indicato nella deposizione resa ai finanzieri da me inviati, appunto sul quale era segnato il mio nome, visto che gli avevano riferito che l'avrei di nuovo interrogato. Bene, l' ufficiale della Parenti cominciò a raccontare in giro di avermi incastrato, di aver trovato la prova che mi avevano pagato. Aveva scambiato quelle cifre per versamenti fatti a me. Una ignobile montatura che fu subito smascherata dai miei finanzieri, e poi dagli ispettori del ministro Biondi). La conclusione era a quel punto obbligata: allo stato degli atti nessuna richiesta di autorizzazione al parlamento per Stefanini, almeno per quel capitolo d'indagine [il tesoriere del Pds era indagato anche per altre vicende], ma richiesta di archiviazione al gip. Su Stefanini non avevamo veramente nulla.
Anzi, avevamo elementi che inguaiavano Greganti ma scagionavano il nuovo tesoriere Pds. La fine della storia è appena più nota. Il 18 settembre viene arrestato Marco Fredda, responsabile del patrimonio immobiliare del Pds, e l'indomani viene riarrestato Greganti, per un'altra strana vicenda immobiliare, che maschera una tangente rossa del gruppo Itinera di Marcellino Gavio. Intanto Davigo fa perquisire dai carabinieri la sede di Botteghe Oscure. Pochi giorni dopo, il segretario Achille Occhetto avverte: "Se mi arriva un avviso di garanzia, sarebbe un colpo di Stato e i nostri scenderebbero nelle piazze". Il vicesegretario Massimo D'Alema, invece, definisce abitualmente il pool "il soviet di Milano". Il 4 ottobre'93, in una riunione plenaria del pool, presenti Borrelli, D'Ambrosio, Di Pietro, Colombo, Davigo, Ielo, Ramondini e Parenti, decide all'unanimità di chiedere l'archiviazione per Stefanini. La Parenti non fiata, nessun dissenso. Ma, appena uscita dall'ufficio, ricomincia ad attaccare i colleghi accusandoli di non voler andare a fondo sulle tangenti rosse. Per un eccesso di scrupolo, il 19 ottobre, il gip Italo Ghitti nega l'archiviazione e dispone un supplemento di indagini su Stefanini. Al termine delle quali, nella primavera '94, la sua erede Clementina Forleo (Ghitti nel frattempo è passato al Csm) archivia l'inchiesta nei confronti di Stefanini, nel frattempo morto d'infarto. E non con la formula ambigua della "morte del reo" (usata da altri giudici per chiudere altre indagini a suo carico, ben più serie e fondate, come quelle della procura di Torino su Eumit e come quella del pm milanese Ielo), ma con quella netta della "assoluta mancanza di indizi". Anche la Parenti, ormai, è lontana: in dicembre ha lasciato il pool, in gennaio s'è candidata in Forza Italia, in marzo è ascesa alla Camera dei deputati con la promessa di fare il ministro della Giustizia, salvo poi diventare presidente della commissione parlamentare Antimafia. La sua inchiesta passa a Paolo Ielo. Il quale, con una certa fatica, rimette insieme i cocci, approfondisce vari spunti d'indagine e alla fine ottiene il rinvio a giudizio di decine d'imputati per le tangenti Enel: imprenditori, politici e amministratori di Psi, Dc, Pri e Pds. Compresi i compagni Greganti e Zorzoli. Il Pci-Pds rubava come gli altri

Perché Calcestruzzi doveva pagare anche il Pci-Pds, che in parlamento stava all'opposizione? La sentenza del tribunale di Milano chiarisce anche questo. L'azienda era interessata all'appalto per desolforare le centrali di Brindisi Nord e Sud, di Vado Ligure e del Sulcis: una commessa da 870 miliardi. E se l'aggiudicò in una associazione temporanea di imprese formata al 60% dal consorzio Eurialo (Ansaldo e Cifa Progetti-Calcestruzzi) e per il 40% dalla De Bartolomeis Spa. Ma perché tutto filasse liscio, bisognava anzitutto evitare che nel Cda dell'Enel qualcuno si mettesse di traverso. Ad esempio il rappresentante dell'opposizione: Giovanni Battista Zorzoli, docente al Politecnico di Milano, fino al 1990 responsabile del Pci-Pds per le questioni energetiche, dal 1986 al '92 consigliere di amministrazione in quota Botteghe Oscure. Altre grane potevano arrivare dall'iter parlamentare della legge, che doveva autorizzare la costruzione degli impianti di desolforazione senza passare per i singoli comuni.

"E allora - ricorda Panzavolta - mi avvertirono dall'Enel: 'Guardi, se lei ha qualche contatto col Partito comunista, sarebbe bene che avvertisse 'sta gente che i loro parlamentari andassero in sala, non tanto per votare questo decreto, quanto per fare numero, perché [.] se non c'è il numero legale, non ha validità la seduta. Noi abbiamo già chi vota, la maggioranza che dà il voto, però abbiamo bisogno di avere il numero dei presenti'. Io avvertii ovviamente Greganti. [.] Siccome era un venerdì che veniva votata e in genere i parlamentari il venerdì tornano alle loro sedi, allora Greganti si adoperò, andò, mi disse 'Sì, sì, mi interesso subito'. E difatti la legge venne poi approvata, perché il numero c'era. E Greganti venne da me e disse: 'Vede che io conto, vede che riesco a ottenere queste cose'.".

Dunque anche il Pci-Pds chiedeva mazzette come gli altri: "Il sistema", scrivono i giudici, "è il medesimo riscontrato allorché si sono esaminati i versamenti ad altri partiti politici. Greganti è il fiduciario del Pci pronto a mettere a disposizione i propri conti personali per esigenze lecite e illecite del partito. [.] E' lui che tiene i contatti con Panzavolta con riguardo ai versamenti in denaro in argomento, sicuro corrispettivo degli accordi corruttivi in parola. [.] Ciò che viene offerto [all'imprenditore] in cambio della tangente è la certezza della vittoria. [.] Panzavolta effettua l' illecito finanziamento al Pci nella convinzione che anche il consigliere [di amministrazione] designato dal Pci avrebbe posto in essere tutti quegli atti rientranti nel suo ambito di operatività per rendere effettiva tale garanzia. [.] Non si poteva correre il rischio di incorrere in intoppi in seno al Consiglio, per questo era bene allargare l'area di protezione anche al rappresentante del maggior partito di opposizione. Di tale rapporto illecito Greganti era sicuramente a conoscenza".

E non solo Greganti. C'era anche Zorzoli: "Il processo", scrive il tribunale di Milano, "ha dimostrato che Zorzoli occupava il ruolo di consigliere nella piena consapevolezza di essere parte di un sistema secondo il quale la gestione della cosa pubblica doveva essere finalizzata alla soddisfazione degli interessi del Partito che rappresentava". Come? Garantendo non solo le mazzette a Botteghe Oscure, ma anche una quota fissa di appalti e subappalti (nelle opere di desolforazione, ma anche di denitrificazione delle centrali Enel) per le cooperative e le imprese amiche: nella fattispecie, la Ctip e la Elettrogeneral (un'impresa che la Lega delle cooperative rilevò dall'Ansaldo, presieduta prima da un ex funzionario del Pci, Giovanni Battista Podestà, poi dallo stesso Zorzoli). "Per poter realizzare questo salto qualitativo delle cooperative amiche del Pci", spiegano i giudici, "occorreva la sicurezza delle assegnazioni, possibile solo attraverso una politica consiliare che soddisfaceva gli interessi di tutti, che il processo ha provato essere il reperimento i finanziamento alternativi da parte del mondo imprenditoriale. Zorzoli ha pertanto consapevolmente contribuito alla realizzazione delle corruzioni in argomento. [.] Il suo compito non era quello di percepire somme di denaro, bensì di favorire le cooperative. In cambio di tale utilità era disposto ad approvare contratti che attribuivano a trattativa privata a imprese amiche del sistema dei partiti appalti di notevole valore economico. Ancora una volta ci si trova di fronte a una consapevole gestione "privata" della cosa pubblica".

Sia Greganti sia Zorzoli verranno definitivamente condannati per corruzione e finanziamento illecito al Pci-Pds, il primo patteggiando 3 anni in Appello, il secondo vedendosi confermata la pena di 4 anni e mezzo in Cassazione e finendo per questo in carcere.
Questo ha stabilito la sentenza. Definitiva. Se poi questa non bastasse, ci sarebbe anche la relazione degli ispettori del ministro Alfredo Biondi (primo governo Berlusconi): "Mani Pulite rimarrà una pietra miliare nella storia giudiziaria del nostro Paese", scrivono. E quanto alle tangenti rosse, osservano
che non ci fu alcun trattamento privilegiato per il Pci-Pds, anzi "l'atteggiamento di diffidenza della dottoressa Parenti verso i colleghi del pool può forse avere nuociuto allo svolgimento delle indagini di cui si discute, e comunque ha certamente contribuito a portare l'opinione pubblica a valutazioni errate in ordine a tali indagini".


Singolare no? Alberto, tu trovi grave la condotta di D'Ambrosio, che salva il PCI-Pds e poi infatti è candidato con gli eredi di quel partito. E tutti ti diamo ragione, ché non sta bene infatti dare immagini di poca terzietà o neutralità...vale oggi con De Magistris e vale sempre con giudici impegnati in inchieste delicate. Anche Tiziana Parenti, dopo aver detto urbi et orbi che bisognava essere duri con il PCI-PDS, si candida con Forza Italia! Strano, ti sei dimenticato di scriverlo, Alberto. Eppure per i tuoi standard, quelli enunciati all'inizio di questa discussione, sembrava che il comportamento di D'Ambrosio, con candidatura finale nelle fila del PD, fosse una cosa insopportabile...a parti rovesciate la Parenti fa lo stesso, anzi, lo fa prima, già nel '94...ma la cosa, in questo caso, non ti disturba, anzi, la citi e la linki che è una meraviglia...

Caro Marco mi sembra che tu piuttosto che esporre fatti preferisci attaccare personalmente me e attribuirmi opinioni che non ho espresso.

Dove avrei fatto intendere che la "colpa" insopportabile di D'Ambrosio fosse la sua elezione come parlamentare DS? La colpa che non condono a D'Ambrosio e' - come ho ripetuto piu' volte - di concerto col Pool di Milano - l'estromissione di T.Parenti dall'inchiesta sui vertici PCI per la tangente Enel di Panzavolta, e l'acrobatica richiesta di archiviazione per i vertici PCI, respinta due volte da Ghitti prima di essere accettata la terza, quando ormai il segretario nazionale PCI M.Stefanini era deceduto.

Il caso della militanza politica di T.Parenti e' molto molto diverso dal caso di D'Ambrosio che puo' ben essere ritenuto militante organico del PCI da sempre e fino alla morte.  Di origini toscane, TP si iscrive al PCI ed ha chiaramente di idee politiche di sinistra. Con Forza Italia passa poco tempo, viene sostanzialmente "sfruttata" la sua divergenza e la sua posizione critica sul pool di Milano.  Viene eletta in Parlamento con FI ma abbastanza presto abbandona Forza Italia e va nello SDI che ha sempre fatto parte della coalizione di sinistra (per quanto arriva la mia memoria).

Tu giudica come vuoi, io giudico che D'Ambrosio e' stato sempre e si e' comportato sempre come un devoto militante PCI, mentre T.Parenti apparteneneva sicuramente all'area politica della sinistra ma non subordinava la sua attivita' di inquirente a questa appartenenza politica.  TP si e' apparentata con Forza Italia solo per breve tempo e specificamente come reazione al linciaggio cui e' stata sottoposta per aver cercato di inquisire i vertici nazionali PCI in relazione alla tangente di Panzavolta. Scommetto che se venisse intervistata ora non darebbe un giudizio positivo su Berlusconi.  D'Ambrosio invece prevedo difendera' il PCI fino alla morte.

Travaglio arriva a conclusioni che sono giusto opposte a quelle tue, in merito a come il Pool abbia gestito la questione Greganti, seppure lo stesso Travaglio rimarchi più volte la partecipazione del PCI-Pds al sistema tangentizio...senza però avallare l'idea che l'inchiesta abbia fatto ricorso a espedienti e così via.

M.Travaglio e' migliore di tanti altri, ma quel libro come altri suoi lavori sono stati scritti esplicitamente in difesa di Mani Pulite, editi da Editori Riuniti (casa editrice del PCI) per contrastare la propaganda Berlusconiana contro MP.  Io capisco benissimo che tra i due mali MT abbia scelto di schierarsi e difendere per quello che riteneva minore, ma e' facile indicare dove Travaglio omette e dissimula le acrobazie e gli espedienti del pool di Milano. Uso il tuo stesso testo.

Il fatto è che in quel periodo furono effettivamente indagati i vertici amministrativi di tutti e tre i grandi partiti: Balzamo per il Psi, Citaristi per la Dc, Pollini e Stefanini per il Pci-Pds. L'avviso di garanzia a Stefanini, all'epoca deputato e membro della direzione di Botteghe Oscure, fu firmato da D'Ambrosio, Gherardo Colombo e Tiziana Parenti.

[...]

Greganti, arrestato due volte su richiesta di Di Pietro e del resto del pool e tenuto in carcere per quasi 5 mesi, fu poi processato e condannato in via definitiva a 3 anni per corruzione.
Il Pci-Pds non fu affatto scagionato, tanto che il pm Paolo Ielo (subentrato alla Parenti quando questa si fece eleggere in Parlamento per Forza Italia, nel 1994) nella requisitoria del processo Enel accusa Greganti di avere ricevuto un miliardo e 246 milioni dalla Calcestruzzi "per la direzione centrale del Pds".
Tesi poi confermata puntualmente dalla sentenza del Tribunale di Milano (la vedremo fra poco), resa definitiva dopo i passaggi in Appello e in Cassazione
. Già, perché l'aspetto più curioso e stravagante dell'improvviso revival del caso Greganti è questo: che sulla vicenda esiste una sentenza definitiva, una delle tante emesse a Milano, quella sulle tangenti Enel, la quale afferma esplicitamente che il Pci-Pds - attraverso i suoi rappresentanti - incassava mazzette esattamente come gli altri partiti. E, oltre a Greganti, condanna Giovanni Battista Zorzoli, membro del Cda Enel in quota Pci-Pds, a 4 anni e 6 mesi per corruzione.

Questo riassunto di Marco Travaglio e' evidentemente reticente. M.Travaglio omette le tre richieste di archiviazione per il segretario amministrativo nazionale PCI presentate dal Pool di Milano al GIP Ghitti. M. Travaglio omette anche di riassumere gli espedienti, respinti due volte da Ghitti, con i quali il pool di Milano ha giustificato le tre richieste di archiviazione per M.Stefanini.

Riassumo come sono andati i fatti

  • Panzavolta confessa le tangenti Enel ai vertici nazionali di DC, PSI e PCI
  • il Pool non poteva non indagare, per cui era obbligato ad inviare avvisi di garanzia a tutti e tre i segretari nazionali.
  • (omesso da Travaglio) D'Ambrosio entra a forza nell'inchiesta sui vertici PCI, affidata a T.Parenti, e trova le "prove" a discarico dei vertici nazionali PCI, che io giudico ridicole e implausibili
  • (omesso da Travaglio) il pool di Milano con votazione unanime ma con astensione di TP decide di chiedere l'archiviazione dei vertici PCI per la tangente Panzavolta (ottobre 1993)
  • (omesso da Travaglio) il GIP Ghitti respinge e chiede di approfondire 12 punti di indagine, con estese motivazioni
  • (omesso da Travaglio) il Pool chiede nuovamente l'archiviazione nel febbraio 1994
  • (omesso da Travaglio) il GIP Ghitti respinge per la seconda volta la richiesta di archiviazione
  • (omesso da Travaglio) nel maggio 1995, ormai deceduto M.Stefanini, il Pool di Milano chiede per la terza volta l'archiviazione ormai postuma di M.Stefanini, e I.Ghitti accetta
  • liquidata per bene ogni remota possibilita' di coinvolgimento dei vertici nazionali PCI, il Pool porta in giudizio il membro in quota PCI nel CdA Enel e ottiene condanna definitiva per corruzione a 4.5 anni

E' utile anche tornare su questa frase di Travaglio:

... nemmeno una lira di quella mazzetta risultò pervenuta nelle casse del partito.

Questa e' sostanzialmente disinformazione per quanto mi riguarda.  La magistratura non dimostra che un reato non sia avvenuto.  La magistratura non funziona cosi'.  La magistratura cerca prove di reato, e se non trova evidenza sufficiente archivia e non condanna.  In questo caso specifico esistevano indizi per me schiaccianti che Greganti ha incassato e speso la tangente Panzavolta per conto dei vertici PCI (anche Ghitti ritiene questa ipotesi del tutto probabile nelle sue motivazioni scritte) tuttavia il Pool ha cercato e trovato prove a discarico (il mutuo del Monte dei Paschi) e ha provvisto una ricostruzione dei fatti per me assolutamente implausibile e ridicola secondo la quale il funzionario PCI Greganti avrebbe incassato la tangente sul conto svizzero Gabbietta per acquisti personali mentre negli stessi mesi usava il conto Gabbietta per alimentare la tesoreria nazionale PCI con altri finanziamenti, e mentre agiva da prestanome del PCI nazionale come proprietario immobiliare a Roma.

La mazzetta di Panzavolta si mescola agli altri soldi trattati da Greganti per conto dei vertici nazionali PCI nel conto svizzero Gabbietta, come appurato nelle indagini e come ricorda Italo Ghitti nel respingere la richiesta di archiviazione del Pool.  Solo con una vera acrobazia mentale il Pool di Milano puo' pensare di separare le rate pagate da Panzavolta dagli altri soldi passati per il conto Gabbietta e concludere che solo ed esclusivamente quei soldi sarebbero stati spesi da Greganti per un appartamento di lusso a Roma per uso personale.  Riguardo l'appartamento di Greganti a Roma e' noto e puntualizzato da Ghitti che Greganti in almeno in un altro caso documentato agiva come semplice prestanome del PCI-PDS come proprietario di immobili a Roma. E il PCI comunemente usava militanti-prestanome per intestare proprieta' immobiliari, sottolinea Ghitti. La realta' che emerge oltre ogni dubbio e' che Greganti ha incassato e speso la tangente di Panzavolta per conto dei vertici nazionali PCI, come loro fiduciario e prestanome.

In soldoni: Greganti chiese e incassò quel miliardo e rotti per conto del Pci-Pds nella partita dell'Enel: in cambio di appalti alle cooperative rosse e del voto favorevole del consigliere Zorzoli alle delibere del Cda dell'ente energetico pubblico. Il fatto è che poi quei soldi li tenne per sé: in parte (circa 700 milioni) li usò per acquistare un appartamento in via Tirso a Roma, dove trasferì in blocco la sua numerosa famiglia, in parte (500 milioni, della seconda tangente Panzavolta, più interessi) li tenne parcheggiati in Svizzera sul conto estero numerato. Prendeva i soldi per il partito, ma quella volta - a differenza di altre - se li tenne. Resta semmai da capire perché il Pci-Pds abbia continuato a mantenere rapporti, anche d'affari, con il compagno G. Ma queste sono questioni politiche, non giudiziarie.

E questa ricostruzione dei fatti - mi spiace - e' assolutamente ridicola e implausibile. La considero solo un acrobatico espediente del Pool di Milano, ribadito nel testo di Barbacetto/Gomez/Travaglio edito da Editori Riuniti, per assolvere i dirigenti nazionali PCI per la tangente Enel di Panzavolta.

Alberto,

lo sai benissimo che non ti sto attaccando personalmente, a meno che criticare quanto scrivi sia un attacco personale, cosa che io, rispettando te, e chi ci ospita, non farei mai. Le mie osservazioni su quanto scrivi sono o sottolineature di tue incoerenze, o almeno: di quelle che io vedo come tali, o il tentativo di portare elementi nuovi. Mai, e dico mai, ho usato argomenti il cui nucleo fosse che certe affermazioni non erano giuste/plausibili/ragionevoli solo perchè eri tu a farle. E quando anche ho criticato quello che dicevi, non lo facevo in subordine alla precisazione che quanto criticavo era inevitabilmente collegato ad aspetti della tua persona...quindi mi dispiace veramente che tu prenda le mie cose come attacchi personali, ma non era certo mio intenzione apparire come mi hai descritto.

Detto questo. Tu scrivi, in tuo commento:

Dove avrei fatto intendere che la "colpa" insopportabile di D'Ambrosio fosse la sua elezione come parlamentare DS?

Lo hai detto qui:

L'ineffabile D'Ambrosio ha avuto il coraggio di escludere da ogni responsabilita' i vertici del PCI per la tangente di 1 miliardo di lire documentata da precise testimonianze e consegnata a P.Greganti, sostenendo che era plausibile che P.Greganti l'avesse chiesta a nome del PCI e solo con millantato credito e l'avesse poi utilizzata per comperare 1 o 2 appartamenti (che effettivamente aveva acquistato). Nemmeno i bambini possono credere una tale boiata, tantomeno dopo che i DS hanno in cambio fatto eleggere l'ex procuratore aggiunto in Parlamento.

lasciando intendere, cioè insinuando, che vi sia un collegamento tra quanto omesso da D'Ambrosio e la sua carriera da parlamentare. Non puoi dire quello che dici e poi ritrattare. Per te vi è un nesso tra carriera politica di D'Ambrosio, le sue personali convinzioni ideologiche e gli atti d'ufficio che lui avrebbe compiuto o omesso in relazione alle sue funzioni di magistrato. E la candidatura sarebbe una evidenza, a quanto dici, a supporto della tua tesi....lo stesso però sembri non ammetterlo per Parenti.

Ti faccio notare che Parenti ha un percorso uguale e contrario a quello di D'Ambrosio, benchè tu voglia accettare le ricostruzioni di Parenti mentre, per le medesime ragioni di parzialità ideologica, rifiuti quelle di D'Ambrosio?

In risposta entri sul personale di quelle persone, e mi spieghi a quanto ammonta l'intensità ideologica dell'attaccamento di D'Ambrosio alle sue idee, in comparazione all'atteggiamento meno intenso di Parenti. Il tuo argomento alla mia critica che anche PArenti non si è fatta problemi a politicizzarsi è che...D'Ambrosio lo avrebbe fatto in misura maggiore!

 

Citi poi Travaglio: "nemmeno una lira di quella mazzetta risultò pervenuta nelle casse del partito"...

Questa e' sostanzialmente disinformazione per quanto mi riguarda.  La magistratura non dimostra che un reato non sia avvenuto. a magistratura non funziona cosi'.  La magistratura cerca prove di reato, e se non trova evidenza sufficiente archivia e non condanna.  In questo caso specifico esistevano indizi per me schiaccianti...

A parte gli indizi schiaccianti di cui tu parli e che a tuo giudizio andavano valutati meglio...Ti seguo per quello che dici: ma quando la magistratura cerca prove non le trova e archivia, quello che sospettava si può dire che non si avvenuto? Ma cosa intendi tu per innocenza rispetto ad un certo fatto? Se Greganti non è stato dimostrato come il collettore di quelle tangenti specifiche per il PCI-PDS (non sto escludendo che Greganti e il PCI non avessero le mani in pasta, sto parlando del caso specifico) possiamo dirlo che su quell'aspetto vale quanto stabilito in tribunale, o dobbiamo introdurre un nuovo grado di giudizio, il tuo?

Il problema in quello che dici è che vuoi fare non una riflessione storica sul fenomeno mani pulite, in generale...ma vuoi proprio entrare nel merito delle vicende processuali definite con sentenze passate in giudicato per ribaltarne gli esiti...Bossi è meno colpevole di quanto appaia; Molti se la sono sfangata per amicizie politiche;

Sorvolo sulla cosa "Editori Riuniti casa editrice del PCI" quindi non affidabile... argomento ad hominem...

lo sai benissimo che non ti sto attaccando personalmente, a meno che criticare quanto scrivi sia un attacco personale

Mi pare che sostieni che dimentico di proposito alcuni fatti essenziali come l'elezione di T.Parenti in Forza Italia.  Per me non si tratta di un episodio che inquina l'operato di T.Parenti e lo spiego sotto.

Anche Tiziana Parenti, dopo aver detto urbi et orbi che bisognava essere duri con il PCI-PDS, si candida con Forza Italia! Strano, ti sei dimenticato di scriverlo, Alberto. Eppure per i tuoi standard, quelli enunciati all'inizio di questa discussione, sembrava che il comportamento di D'Ambrosio, con candidatura finale nelle fila del PD, fosse una cosa insopportabile...a parti rovesciate la Parenti fa lo stesso, anzi, lo fa prima, già nel '94...ma la cosa, in questo caso, non ti disturba, anzi, la citi e la linki che è una meraviglia...

Non mi pare di aver dato un'importanza eccessiva all'elezione di D'Ambrosio come parlamentare DS.  Non l'ho nemmeno elencata nella ricostruzione che ho fatto in replica a Michele Boldrin riguardo la tangente Enel di Panzavolta. Certo l'ho menzionata con sdegno ricordando gli acrobatici espedienti con cui D'Ambrosio e il Pool di Milano hanno deciso di archiviare le imputazioni dei vertici nazionali PCI, ma non ci sono tornato sopra perche' non considero quell'elezione come determinante.  Molto piu' determinanti sono le motivazioni di Ghitti nel respingere due volte le richieste di proscioglimento del Pool.

ma quando la magistratura cerca prove non le trova e archivia, quello che sospettava si può dire che non si avvenuto?

Secondo me no. Non a caso, ma in base ad una riflessione specifica, il diritto USA non contempla il concetto di "assoluzione", "innocente" ma solamente il concetto meno impegnativo di "non colpevole" (not guilty).  In Italia, anche per fare disinformazione, si abusa dei termini "assoluzione", "dichiarato innocente", la magistratura ha "dimostrato che nessun reato e' stato commesso".  La magistratura non funziona cosi'.  La magistratura persegue reati e puo' solo arrivare ad un giudizio che conferma o non conferma gli addebiti penali portati in giudizio.  Quando la magistratura assolve, decide solamente che non esistono indizi o prove sufficienti per una condanna, per quanto mi riguarda.

E' vero che le sentenze italiane arrivano ad affermare "il fatto non e' stato commesso" ma a mio parere nel caso della tangente di Panzavolta, che si mescola con le altre entrate della tesoreria nazionale PCI nel conto svizzero Gabbietta non e' semplicemente plausibile affermare che proprio i soldi di Panzavolta non sono entrati nelle casse o nella disponibilita' sotto prestanome della tesoreria nazionale del PCI.

Nota bene che per i soldi della Eumit, transitati per il conto Gabbietta e incassati dal PCI nazionale, il pool ha assolto il PCI dalle accuse piu' importanti perche' la vendita Eumit alla DDR e' stata considerata non truffaldina (cioe' non copertura per finanziamenti illeciti dall'estero) ma reale. Non so quali conseguenze ci siano state per un partito che si avvaleva di un conto anonimo svizzero gestito da un suo funzionario per conto dei vertici nazionali, di concreto per quanto ne so nulla.  Il Pool ha deciso che alcuni soldi transitati in quel conto erano "puliti" (es. Eumit) mentre altri erano "sporchi" (Panzavolta).  Quelli puliti sono andati alle casse nazionali del PCI senza conseguenze penali per i vertici.  Quelli sporchi secondo il Pool li ha usati il funzionario PCI Greganti per suoi acquisti personali, fra l'altro molto molto dubbi come acquisti personali visto che e' stato appurato che Greganti agiva da prestanome del PCI per acquisti e possesso di immobili a Roma.

Lo hai detto qui:

L'ineffabile D'Ambrosio ha avuto il coraggio di escludere da ogni responsabilita' i vertici del PCI per la tangente di 1 miliardo di lire documentata da precise testimonianze e consegnata a P.Greganti, sostenendo che era plausibile che P.Greganti l'avesse chiesta a nome del PCI e solo con millantato credito e l'avesse poi utilizzata per comperare 1 o 2 appartamenti (che effettivamente aveva acquistato). Nemmeno i bambini possono credere una tale boiata, tantomeno dopo che i DS hanno in cambio fatto eleggere l'ex procuratore aggiunto in Parlamento.

lasciando intendere, cioè insinuando, che vi sia un collegamento tra quanto omesso da D'Ambrosio e la sua carriera da parlamentare.

Chiarisco subito quale e' la mia opinione su questo punto. Ritengo D'Ambrosio un vero e proprio militante PCI sempre in linea col partito nell'esercizio del suo lavoro di magistrato, per quanto fosse possibile senza violazioni palesi e indifendibili dei suoi doveri nel contesto dove lavorava. Ritengo che D'Ambrosio e Borrelli, e i loro sottoposti, abbiano lavorato alacremente per escludere i vertici nazionali PCI da ogni addebito penale, e per quanto possibile da ogni conseguenza mediatica, in relazione alla tangente Enel pagata da L.Panzavolta. A tempo debito, come si fa con i militanti piu' fedeli, il partito lo ha ringraziato facendolo eleggere parlamentare.  Ma D'Ambrosio non ha certo operato per ottenere questa ricompensa da pensionato, piuttosto ritengo si sia comportato di fatto da militante PCI per pura convinzione ideologica.  Non vedo invece subordinazione alla politica nell'attivita' di T.Parenti come magistrato. TP era iscritta al PCI e ha mostrato costantemente aderenza allo schieramento di sinistra nella politica italiana, ma non si e' lasciata condizionare da questo e ha lavorato per perseguire i vertici nazionali PCI evidentemente colpevoli di corruzione in relazione alla tangente Enel di Panzavolta. La sua breve esperienza in Forza Italia si spiega - secondo me - con la situazione di contrasto e linciaggio morale cui e' stata sottoposta per aver tentato di incriminare i vertici nazionali PCI. Il GIP Ghitti, che e' stato perfino processato (ma assolto) dal CSM perche' accusato di essere troppo condiscendente nell'accogliere le richieste del Pool di Milano, ha per due volte difeso e apprezzato la linea di indagine di T.Parenti sui vertici PCI, rifiutandosi di accogliere la richiesta di archiviazione sottoscritta all'unanimita' da tutto il Pool di Milano, indicando per me molto chiaramente quanto fosse pretestuosa l'archiviazione decisa all'unanimita' dal Pool di Milano per i vertici nazionali PCI.

scusate ma per ricollegarci a vecchie discussioni mi sorge spontanea una domanda: tutti questi militanti pci nella magistratura erano anche iscritti a MD? c'è stata storicamente una corrispondenza esatta tra i comunisti pci e MD? riformulo: all'epoca nella magistratura MD e PCI erano sigle teoricamente interscambiabili? badate che non è una domanda retorica.

scusate ma per ricollegarci a vecchie discussioni mi sorge spontanea una domanda: tutti questi militanti pci nella magistratura erano anche iscritti a MD? c'è stata storicamente una corrispondenza esatta tra i comunisti pci e MD? riformulo: all'epoca nella magistratura MD e PCI erano sigle teoricamente interscambiabili? badate che non è una domanda retorica.

Ritengo che MD fosse equivalente al PCI al tempo di Mani Pulite. Oggi e' probabilmente equivalente alla componente DS del PD. Cercando in rete credo che quanto segue possa descrivere le relazioni tra pool Mani Pulite di Milano e Magistratura Democratica.  Preciso che riguardo a F.S.Borrelli ho trovato una sola indicazione che quindi potrebbe non essere corretta. Preciso e ripeto che le informazioni che seguono vengono unicamentre da una breve ricerca in rete.  Chiunque abbia informazioni piu' precise e attendibli e' benvenuto.

  • Francesco Saverio Borrelli - in passato membro di Magistratura Democratica
  • Gerardo D'Ambrosio - iscritto a Magistratura Democratica
  • Gherardo Colombo - iscritto a Magistratura Democratica
  • Ilda Boccassini - iscritta in passato a Magistratura Democratica

Per Marco Boninu aggiungo di annotare che oltre a "dimenticare" l'elezione in Parlamento di Tiziana Parenti con Forza Italia ho anche "dimenticato", fino a questa sollecitazione, di sottolineare che il Pool di Milano era diretto e pervaso da magistrati militanti di (o comunque almeno su web indicati come appartenenti all'area di) Magistratura Democratica. Non sono infatti queste appartenenze la base principale delle mie convinzioni.

 my name is Boninu, Marco Boninu... :-)

VIsto che il sistema lo consente, ho corretto, e mi scuso perche' so che storpiare i cognomi da' fastidio e va fatto quanto possibile per evitarlo.

forse MD è oggi come Arci. Una volta organica al PCI adesso è un'associazione genericamente di sinistra con una propria posizione autonoma. Mi sorprenderei davvero che MD risponda in qualche modo ai DS così come la CGIL fa in qualche modo ed in parte riferimento al PD ma ha una sua larghissima autonomia. Che poi la maggioranza degli iscritti MD sia anche filo DS mi sembra logico visto che, nella sinistra, è quell'area ad essere maggioritaria. Questo così, ad occhio e croce.

La due domande che seguono vogliono solo chiarire dei fatti:

- sto invecchiando, ma quando nacque MD (più o meno alla fine degli anni '60) io ero ancora piccolino ma la mia residua memoria mi dice che era un'organizzazione di magistrati NON PCI, ma sinistra "extraparlamentare" o giù di lì, come veniva definita al tempo. Non mi ricordo MD legata al PCI, che al tempo pubblicava Democrazia e Diritto e che non mi ricordo avere simpatie per MD. Mi sbaglio? Qualcuno ha dati più precisi? Forse all'inizio-inizio vi era dentro gente che poi e' entrata nel PCI, ma credo che mai MD sia stata una cosa collaterale al PCI, anzi ...

- Borrelli: dov'è l'evidenza che fosse tra i fondatori, o anche fra i soci, di MD? Anche qui la mia memoria dice che così non era.

Grazie.

anche fosse stato così il pci non rappresentava politicamente più di 3 persone su 10 in generale e egemonizzava i grupppi con un alto capitale culturale? perchè la magistratura avrebbe dovuto sfuggire a questa regola?

Che Borrelli abbia fatto parte di MD io l'ho appreso da un articolo di Travaglio, in cui il giornalista torinese citava il fatto che l'ex PG usci' da MD tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 in polemica con i "rivoluzionari". Tra l'altro ricordo un'intervista su Repubblica (ma non sono buono a consultare l'archivio di Rep) in cui proprio FSB citava la circostanza del suo abbandono di MD.

Sulla collocazione politica di MD, e' vero che nascono come extraparlamentari, ma ricordo un'intervista a Saverio Vertone in cui fa risalire la prima spaccatura in MD ai tempi del terrorismo, con gli "extraparlamentari" da un lato e i "giustizialisti" dall'altro, che da un punto di vista politico trovarono sponda nel PCI.

So che non sono un granché come riferimenti, ma giusto per dare un'idea.

Sulla collocazione politica di MD, e' vero che nascono come extraparlamentari, ma ricordo un'intervista a Saverio Vertone in cui fa risalire la prima spaccatura in MD ai tempi del terrorismo, con gli "extraparlamentari" da un lato e i "giustizialisti" dall'altro, che da un punto di vista politico trovarono sponda nel PCI.

Quindi F.S.Borrelli puo' essere ritenuto aderente, fino a data non finora chiarita, a quella parte di MD che aveva fatto le stesse scelte del PCI e che personalmente ritengo fosse sostanzialmente organica e schierata col PCI. Per quanto posso giudicare io, lo stesso si puo' ripetere anche per D'Ambrosio, Colombo e Bocassini.

Questo giudizio (che non è un fatto, il fatto è che Borrelli all'inizio degli anni '60 ha contribuito a fondare MD, uscendone successivamente, peraltro se uno se ne va è perchè non è d'accordo) affibbiato a una persona su una sua appartenenza politica in un dato tempo e luogo mi fa pensare. In Italiano, se ti interessa, si chiama pregiudizio.

Per la proprietà transitiva Bondi, Ferrara, Cicchitto, Maroni sarebbero dei pericolosi comunisti traditori doppiogiochisti. Fini, La Russa, Gasparri, Alemanno dei fascisti travestiti. Di Pietro (uomo di destra) un venduto al Centrosinistra. Potrei continuare.. ma mi fermo qua.

Se si vuol dimostrare una tesi occorrono ben altre basi, se proprio vuoi prendi le sentenze di archiviazione nei confronti di Occhetto, D'alema, e Stefanini. Trova dov'è l'errore, dici dove avrebbero dovuto indagare i PM (nessuna affermazione generica del tipo "di più", non significa niente) e esponilo.

Altrimenti sei generico e basato solo su pregiudizi.

Giusto per dirne una, io a 18 anni sono stato iscritto al Collettivo Punto Rosso di Napoli e ho partecipato alla fondazione della Lega Socialista Rivoluzionaria. Poi invece di fare il rivoluzionario ho fatto l'imprenditore, invece di preparare molotov preparo fibra di carbonio e altre misture chimiche. Con gli operai ho un rapporto diverso: invece di farne un'avanguardia rivoluzionaria ne pago il salario e ne pretendo i risultati. Dire che quello che una persona era 30 anni prima continua nel presente significa negare la possibilità che le persone cambino, e vivere di pregiudizi. Ma continuo a non vedere i fatti, se non che le tangenti date al PCI-PDS (perchè il PCI-PDS le ha avute, questo Mani pulite lo ha accertato) non sono riuscite ad avere il nome e cognome del destinatario, ovvero di chi poi materialmente le ha maneggiate, che probabilmente era il tesoriere, ma la cui morte ha estinto il reato.

Mi dispiace solo che tempo e risorse intellettive siano sprecate per dimostrare un pregiudizio, che tale rimane.

Scusa Marco ma non vorrei dilungarmi a replicare al tuo messaggio che francamente mi sembra solo un gioco di parole.  Per favore rimaniamo nel merito di quello che ho scritto senza inferenze indebite.  Io personalmente ritengo che Borrelli come aderente a MD fosse schierato col PCI e sono liberissimo di avere questa opinione.

Rileggiti per favore il messaggio in replica a Michele Boldrin dove documento punto per punto perche' ritengo che il pool Mani Pulite di Milano abbia agito in maniera iniqua e tendenziosa chiedendo tre volte l'archiviazione per il vertice amministrativo nazionale PCI per le sue responsabilita' nella tangente Enel pagata da Panzavolta: non scrivo nemmeno una parola sull'appartenenza a MD di Borrelli, di cui fra l'altro non ero nemmeno cosciente quando ho replicato.