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Lesa maestà

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esiste un vecchio numero di diario del 98 con in copertina una bella mela rossa morsicata ed il titolo "Tangenti rosse". Li si riporta cosa scrissero i giudici in merito alla sistema di tangenti e cioè che tutto il partito, almeno dal 1987, era direttamente coinvolto nella spartizione.

Concordo e sottolineo che c'era piena consapevolezza anzi direzione dei vertici nazionali: gli indizi se non le prove sono evidenti.

Partito che allora vedeva a milano una maggioranza migliorista filo-craxiana. A parte questo c'era poi il sistema coperativo che riusciva a mascherare in vari modi tangenti che altrimenti sarebbero state alla luce del sole, esattamente come quelle del psi per fare un esempio.

E' vero che a Milano c'erano i miglioristi filo-craxiani, ma non e' assolutamente possibile ricondurre la partecipazione del PCI al sistema delle tangenti alla corrente migliorista di Milano.

La tangente di Panzavolta a Greganti non ha nulla a che fare con i miglioristi di Milano:

  • si tratta di una tangente di 1.245 miliardi di lire identica a quella data ai vertici nazionali di DC e PSI
  • Greganti era un funzionario PCI torinese alle dirette dipendenze dei vertici nazionali PCI-PDS e con attivita' prevalente a Roma
  • la tangente aveva a che fare con un appalto nazionale di 3000 miliardi dell'Enel, non con spesa pubblica milanese. 887 milioni dell'appalto riguardavano un impianto elettrico in Sardegna
  • Panzavolta addirittura seppure conoscesse Greganti come funzionario comunista si assicura tramite Gardini che Greganti sia realmente referente dei vertici nazionali, perche' sono i vertici nazionali PCI che controllano i gruppi parlamentari a Roma e il membro in quota PCI nel CdA Enel
  • il segretario nazionale M.Stefanini proprio mentre Greganti incassava una rata di 621 milioni della tangente di Panzavolta scriveva alla Editori Riuniti (casa editrice del PCI) che il partito si stava attivando per trovare i 600 milioni necessari a coprire i debiti

La tesi di Barbacetto è questa: il psi e in parte la dc sono caduti rovinosamente perchè i soldi arrivavano direttamente "nell'anticamera di craxi" o a Citaristi che però "faceva da scudo ai segretari politici del partito". Il partito comunista arrivò in ritardo dopo essersi limitato per anni alle transazioni coop-partito. Per quanto riguarda il pci i magistrati arrivarono fino a botteghe oscure ed infatti perquisirono l'edificio e mandarono inviti a comparire a D'Alema e Occhetto, indagarono Folena, arrestarono Burlando. Secondo Barbacetto fu la diversità del sistema illecito di finanziamento del pci a fare arenare le indagini.

Questa ricostruzione non e' completa e accurata per quanto riguarda il coinvolgimento dei vertici nazionali del PCI e per quelle tangenti come quella di Panzavolta versate al partito nazionale.  Si tratta della ricostruzione di «Mani Pulite» di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio, edito da Editori Riuniti, il testo che usualmente Mieli impiega per replicare a quanti criticano certi aspetti dell'operato di Mani Pulite a Milano.  Il testo e' stato scritto come una difesa dell'operato di Mani Pulite dagli attacchi di ambiente berlusconiano.  Per quanto sia corretto difendere l'operato di MP nei confronti di DC e PSI non e' assolutamente possibile condonare le acrobazie che il pool di Milano ha compiuto per chiedere l'archiviazione dei vertici PCI per la tangente di Panzavolta, pur in presenza di indizi schiaccianti.