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Euro-Lira: uno stato, due monete

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si prevede una sostenuta crescita annua del 2% (!).

Lodovico, pensavo avessi frequentato a sufficienza (come me) le grandi organizzazioni internazionali ed i centri studi delle banche centrali, per essere a conoscenza della (cattiva) consuetudine del "2% numero magico". :-)

La regola è banale: il mondo in condizioni "normali" (nessuno le ha mai definite né, credo, nessuno potrebbe definirle) cresce spontaneamente al 2%. La chiamano "crescita esogena" ed è un po' come il flogisto ... nessuno l'ha mai vista e nessuno sa cosa sia o cosa la produca, ma assumono tutti che così sia. Ne attribuiscono la paternita a Robert Solow che, poveretto, non c'entra nulla e questa colpa ha cercato di togliersi dalle spalle per mezzo secolo. Ma tant'è: le cattive abitudini si prendono rapidamente e non si tolgono mai. Serve per gli esercizi più improbabili (tipo calcolare l'Okun-gap) oltre che per far finta di sapere cosa accadrà un anno da ora quando, in realtà, non se ne ha la più vaga alba.

Il povero Mario Draghi non ha qui una particolare colpa: qualche giovanotto/a del centro studi ha infilato in solito numero magico nel solito foglio excel (oops, DSGE model ...). L'unica colpa di Mario è non prendere provvedimenti perché, almeno in Banca d'Italia, si smetta di usare questi pass-partout poco. Dovrebbe. Sarebbe bello (e non lo dico ironicamente) che la Banca d'Italia fosse la prima a dare il buon esempio, amettendo che questi esercizi "previsivi" lasciano il tempo che trovano e non c'è alcuna crescita esogena di lungo periodo da prendersi come garantita. C'è quella che si è realizzata negli ultimi dieci anni che, come noti, si aggira al più attorno all'1% ... il futuro è tutto nelle nostre mani e tutto da decidere.

GT

lodovico pizzati 22/7/2009 - 13:11

La Banca d'Italia non c'entra. L'oracolo e' il Tesoro che gia' una settimana fa' aveva previsto un 0,5% per il 2010 e un 2% sostenuto per il triennio 2011-2013 (un articolo).

La fonte di tutto cio' e' il DPEF (pdf), e difatti questa previsione viene riportata sulla prima tabella a pagina 1 del documento.

Incuriosito sono andato a guardarmi il dettaglio a pp. 38-39 (pp.44-45 contando le pagine non numerate iniziali) e qui c'e' un resoconto piu' dettagliato sulle dinamiche del Pil. Mi sa che non e' neanche colpa dei giovanotti che complilano i fogli excel, perche' fanno un'analisi sobria che conclude: "l'incertezza sulla traiettoria futura del Pil potenziale e' in questo momento particolarmente elevata".

Ho dato una sbirciata veloce, e magari mi sbaglio, pero' qui comunque si prevede una crescita potenziale dello 0,5% per il 2010, e 0,6% per 2011-2012 e 0,8% per il 2013. Sara' anche crescita "potenziale" anziche' "reale" ma ho l'impressione che la colpa sia di chi ritocca le tabelle principali.

Re: GT

michele boldrin 22/7/2009 - 17:12

La Banca d'Italia non c'entra. L'oracolo è il Tesoro [...]

Me ne rallegro, e non mi sorprendo. La tua correzione mi ha spinto a dare una rapida occhiata al DPEF 2009. Andrebbe commentato con atenzione, ma mi manca il tempo.

La sua insufficienza, sia intellettuale che programmatico-politica, rispetto alla situazione attuale è abbastanza sconvolgente anche se, di nuovo, non sorprendente visto chi lo firma. La politica economica di questo governo consiste di una serie d'affermazioni tanto roboanti quanto vuote, tagli indiscriminati dove non si dovrebbe tagliare accompagnati dal mantenimento di spese che non andrebbero mantenute, ripetuti trucchi sia contabili che finanziari e, soprattutto e peggio di tutto TOTALE PARALISI nell'azione riformatora.

Oramai siamo alla sua terza volta e GT si conferma un pessimo ministro dell'economia ma, soprattutto, un uomo intellettualmente debole, incapace d'intendere ciò che accade e privo degli strumenti tecnici e culturali per anche solo avanzare rimedi effettivi ai problemi di questo nuovo secolo. Tutto il contrario del grande pensatore che fa finta d'essere in TV: un commercialista di provincia.

Re(1): GT

Michele 29/7/2009 - 20:33

Oramai siamo alla sua terza volta e GT si conferma un pessimo ministro dell'economia ma, soprattutto, un uomo intellettualmente debole, incapace d'intendere ciò che accade e privo degli strumenti tecnici e culturali per anche solo avanzare rimedi effettivi ai problemi di questo nuovo secolo. Tutto il contrario del grande pensatore che fa finta d'essere in TV: un commercialista di provincia.

Non e' facile vederci chiaro quando c'e' una tempesta, pero' sono d'accordo che Tremonti non sta dimostrando di essere un brillante analista della situazione.

Ecco cosa ha dichiarato oggi:
«Ci é stato detto troppe volte l'Italia é in declino, l'Italia non cresce - ha detto Tremonti - e ci é stato detto di prendere a modello quanto succedeva in altri Paesi che crescevano di più perché avevano fatto le riforme strutturali». Ma secondo il ministro dell'Economia, «la crisi ha evidenziato che quella crescita non era il prodotto sostanziale e strutturale delle riforme, quella crescita era prodotta dalla leva e dalla droga del debito, da plusvalori immobiliari inventati, una cascata di fenomeni che a ovest e a est del blocco continentale europeo ha prodotto situazioni di crisi drammaticamente evidenti su tutto lo scacchiere».
(Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/07/Tremonti-Itali... )

Il punto di Tremonti e' che altri paesi che hanno fatto riforme strutturali stanno andando male e che la loro crescita non era dovuta alle riforme, ma ad altri fattori.
E' un argomento pericoloso, perche' si potrebbe dedurre che le riforme sono inutili. D'altronde si potrebbe anche dedurre che il ministro abbia interesse a farlo per giustificare l'assenza di riforme del Governo di cui fa parte, quindi che sia in mala fede. Altrimenti crede veramente a quello che dice, e quindi dimostra una cattiva comprensione della realta'.

Nel merito dell'argomento si puo' obiettare che:
1. L'Italia non ha fatto le riforma e sta andando male
2. Non basta dire che un paese va male, ma anche *quanto* va male. Non mi sento a mio agio a dire che fare le riforme strutturali non aiuta un paese anche in tempo di crisi e non mi sento di dire che adesso l'Italia vada meno peggio di altri paesi che le hanno fatte
3. Oltre a questo, bisogna guardare al passato. I paesi con le riforme strutturali sono cresciuti di piu' dell'Italia che non le aveva fatte. Percio' anche se adesso vanno peggio dell'Italia, hanno piu' margine, visto che negli anni scorsi sono cresciuti di piu'. Per questo ha senso chiedersi se la maggiore ricchezza prodotta negli anni scorsi anche grazie alle riforme strutturali abbia alzato il livello di benessere medio del paese.

Non solo in Italia mancano riforme strutturali, ma manca anche un'idea di cosa possano essere.

Se solo il Giornale di Vicenza incominciasse a pubblicare notizie zeppe di ottimismo, anziche' articoli come questo (nel vicentino fallimenti su del 40% in un mese; in trenta giorni 20 ditte insolventi), l'economia come per magia si riprenderebbe. Almeno questa mi sembra l'unica risposta alla crisi finora proposta.

La mia esperienza e' minima rispetto la tua, tuttavia la mia impressione e' che le previsioni internazionali prevedano per i paesi sviluppati crescita al 3% asintotica "quando va bene", e in genere prevedono sempre e comunque, sia in periodo di crisi sia in periodo di euforia, che entro ~2 anni tutto "vada bene" e la crescita converga al 3%.  In questo contesto, una previsione al 2% e' almeno un piccolo passo nella giusta direzione. Nel lungo periodo tuttavia non vedo come sia possibile realisticamente prevedere qualcosa di meglio dell'1% sperimentato negli ultimi 15 anni, per l'Italia.  Il massimo che si puo' concedere e' 2% "quando va bene" intervallato da recessioni e crescite zero che portano la media del lungo periodo all'1%.

 

 

Si, quello che descrivi con "quando va bene" e' la crescita potenziale del Pil, sostenibile a lungo termine.

Non mi risulta che ci sia un 3% per tutti i paesi industrializzati, anche perche' ci sono differenze abbastanza osservabili (tipo il tasso di crescita della popolazione) che incidono sul potenziale di crescita di ogni paese.

Lo stesso DPEF italiano stima la crescita potenziale italiana sui 0,6%-0,8%, il che e' abbastanza credibile. Quello che fa tenerezza e' che siccome c'e' stato un tonfo di un 6% abbondante, allora per tornare a galla entro 3-4 anni l'economia dovra' per forza accellerare. E' per forza di cose l'economia dovra' crescere del 2%.

Dando per vero che esista questa galleggiabilita' dell'economia, perche' si torna a galla entro 3-4 anni? Perche' se mettevi 1-2 anni dovevi inventarti dei tassi di crescita assurdi, e tutti avrebbero sentito puzza di bruciato. Se ci mettevi piu' anni a chiudere questo output gap, la crescita reale sarebbe troppo bassa per sostenere il buco nel bilancio pubblico.

Il 2% di GT non e' la crescita potenziale a lungo termine ("quando va bene"), ma la presunta impennata per chiudere l'output gap (la differenza asintotica con il potenziale equilibrio) entro un limite di tempo arbitrario. Allego il grafico tratto dal DPEF, che si capisce meglio:

 

Cartomanzia.