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Euro-Lira: uno stato, due monete

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Re: GT

michele boldrin 22/7/2009 - 16:12

La Banca d'Italia non c'entra. L'oracolo è il Tesoro [...]

Me ne rallegro, e non mi sorprendo. La tua correzione mi ha spinto a dare una rapida occhiata al DPEF 2009. Andrebbe commentato con atenzione, ma mi manca il tempo.

La sua insufficienza, sia intellettuale che programmatico-politica, rispetto alla situazione attuale è abbastanza sconvolgente anche se, di nuovo, non sorprendente visto chi lo firma. La politica economica di questo governo consiste di una serie d'affermazioni tanto roboanti quanto vuote, tagli indiscriminati dove non si dovrebbe tagliare accompagnati dal mantenimento di spese che non andrebbero mantenute, ripetuti trucchi sia contabili che finanziari e, soprattutto e peggio di tutto TOTALE PARALISI nell'azione riformatora.

Oramai siamo alla sua terza volta e GT si conferma un pessimo ministro dell'economia ma, soprattutto, un uomo intellettualmente debole, incapace d'intendere ciò che accade e privo degli strumenti tecnici e culturali per anche solo avanzare rimedi effettivi ai problemi di questo nuovo secolo. Tutto il contrario del grande pensatore che fa finta d'essere in TV: un commercialista di provincia.

Re(1): GT

Michele 29/7/2009 - 19:33

Oramai siamo alla sua terza volta e GT si conferma un pessimo ministro dell'economia ma, soprattutto, un uomo intellettualmente debole, incapace d'intendere ciò che accade e privo degli strumenti tecnici e culturali per anche solo avanzare rimedi effettivi ai problemi di questo nuovo secolo. Tutto il contrario del grande pensatore che fa finta d'essere in TV: un commercialista di provincia.

Non e' facile vederci chiaro quando c'e' una tempesta, pero' sono d'accordo che Tremonti non sta dimostrando di essere un brillante analista della situazione.

Ecco cosa ha dichiarato oggi:
«Ci é stato detto troppe volte l'Italia é in declino, l'Italia non cresce - ha detto Tremonti - e ci é stato detto di prendere a modello quanto succedeva in altri Paesi che crescevano di più perché avevano fatto le riforme strutturali». Ma secondo il ministro dell'Economia, «la crisi ha evidenziato che quella crescita non era il prodotto sostanziale e strutturale delle riforme, quella crescita era prodotta dalla leva e dalla droga del debito, da plusvalori immobiliari inventati, una cascata di fenomeni che a ovest e a est del blocco continentale europeo ha prodotto situazioni di crisi drammaticamente evidenti su tutto lo scacchiere».
(Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/07/Tremonti-Itali... )

Il punto di Tremonti e' che altri paesi che hanno fatto riforme strutturali stanno andando male e che la loro crescita non era dovuta alle riforme, ma ad altri fattori.
E' un argomento pericoloso, perche' si potrebbe dedurre che le riforme sono inutili. D'altronde si potrebbe anche dedurre che il ministro abbia interesse a farlo per giustificare l'assenza di riforme del Governo di cui fa parte, quindi che sia in mala fede. Altrimenti crede veramente a quello che dice, e quindi dimostra una cattiva comprensione della realta'.

Nel merito dell'argomento si puo' obiettare che:
1. L'Italia non ha fatto le riforma e sta andando male
2. Non basta dire che un paese va male, ma anche *quanto* va male. Non mi sento a mio agio a dire che fare le riforme strutturali non aiuta un paese anche in tempo di crisi e non mi sento di dire che adesso l'Italia vada meno peggio di altri paesi che le hanno fatte
3. Oltre a questo, bisogna guardare al passato. I paesi con le riforme strutturali sono cresciuti di piu' dell'Italia che non le aveva fatte. Percio' anche se adesso vanno peggio dell'Italia, hanno piu' margine, visto che negli anni scorsi sono cresciuti di piu'. Per questo ha senso chiedersi se la maggiore ricchezza prodotta negli anni scorsi anche grazie alle riforme strutturali abbia alzato il livello di benessere medio del paese.

Non solo in Italia mancano riforme strutturali, ma manca anche un'idea di cosa possano essere.

Se solo il Giornale di Vicenza incominciasse a pubblicare notizie zeppe di ottimismo, anziche' articoli come questo (nel vicentino fallimenti su del 40% in un mese; in trenta giorni 20 ditte insolventi), l'economia come per magia si riprenderebbe. Almeno questa mi sembra l'unica risposta alla crisi finora proposta.