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Gli undicenni e gli alcolici

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Ci sono alcune cose che mi interessano.

1) io sono contro il proibizionismo, per definizione. Si possono avere rapporti sessuali a 16 anni, si può avere lo scooter...secondo me se uno vuole deve anche poter bere...ovviamente, alla prima cazzata (incidenti stradali, violenza privata o schiamazzi) deve esserci il golgota. Però sarebbe curioso capire cosa provocano le politiche proibizioniste nei giovani. E' davvero così scontato dire che se si proibisce allora si incentiva? Non ci sono dati? Comunque su ubriachezza e uso dei dati, in Italia c'è una querelle vecchia...

2) ma è vero che nei paesi anglosassoni si beve con molto più smodatamente che nei paesi latini (francia e italia)?...Severgnini ci ha scritto un sacco su questa differenza di "stile"...ha paragonato i sabato sera irlandesi o inglesi a quelli italiani, descrivendo sempre i primi come completamente privi di limiti.

Anche a me interessano molto le due domande di Marco. Se qualcuno ha dei riferimenti...

E sono d'accordo con Michele B - anche io, e i miei coetanei (mezza generazione dopo Michele) bevevamo tranquillamente acqua e vino in famiglia dai 10 anni in poi, la birra con gli amici in pizzeria, ecc. Pienamente d'accordo sulla tesi e gli aneddoti. Ma i dati? Se non vado errato ad esempio, i tassi di alcolismo e cirrosi epatica in Veneto e Friuli non sono niente male. Insomma, sarebbe interessante studiarla per bene, sta cosa.