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Gli undicenni e gli alcolici

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Se si comportano tutti come ci comportavamo noi, uscendo qualche sabato sera con gli amici a mangiar la pizza e bevendo una birra

ho il sospetto che questo non avvenga esattamente sempre e che alcune cose siano cambiate. ma poi non metto in dubbio nessuna evidente evidenza aneddotica eh

Ue', piano con l'ironia! Sia Sandro, che Michele, che io abbiamo detto che si tratta, per l'appunto, di ANEDDOTI. E mi pare che abbiamo tutti sollevato la domanda "cosa dicono I DATI, su consumo di bevande alcoliche fra i giovanissimi, sui tassi di alcolismo, su effetti del probizionismo, su relazione fra consumo di alcolici da ragazzini e consumo da adulti, ecc ecc.?"

O forse non ho colto il senso del tuo commento. Ma per favore, cerchiamo di non fare chiacchere da bar.

il problema secondo me è che con quei dati non si può fare altro.
le dichiarazioni della moratti sono stati confuse e poco appropriate, ammettiamolo, ma il problema dell'alcolismo di massa anche tra i giovanissimi esiste ed è riscontrabile nei luoghi dove l'alcol viene venduto in grandi quantità: bar, supermercati e discoteche, non certo nei luoghi in cui l'alcol non viene consumato o dove al massimo si arriva alla birra ed al bicchierino di vodka (es: pizzeria). ecco perchè i DATI, da questo punto di vista, non sono poi così tanto utili. alla fine non ho trovato poi quale sia stato esattamente il metodo di approccio e di intervista a famiglie e adolescenti (dove devo guardare? può essere che non l'abbia trovato io). e possibile che, al di là dello smell test, le rilevazioni ottenute attraverso le interviste siano sistematicamente errate o almeno con un'alta percentuale di risposte false o parziali?

Il problema è che se si affrontano i problemi con conoscenze scarse o nulle, non si risolve un bel niente...Sandro credo che volesse mettere il dito proprio nella piaga purulenta del modo nostro italiano di affrontare i problemi: si parte dalla posizione di principio, ideologicamente connotata; si continua con qualche cifra pasticciata buona solo per rinserrare le fila degli  iddioti di stretta osservanza del proprio giro; si prosegue con interviste in Tivvù, si monta il caso che da politico diventa di costume (interviste ai ggiovvani all'uscita dei luoghi considerati di perdizione); passaggio finale di preti-educatori-letteronze televisive sulla crisi dei valori e sul crepuscolo inesorabile del concetto di dovere fra gli imberbi; segue approvazione finale della norma e chiarificazione dell'impossibilità ad applicarla seriamente....fino alla prossima "misura" da discutere con gli stessi presupposti.