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Gli undicenni e gli alcolici

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Grazie Sabino ma, sia tu che Mattia Trevisan, mi scuserete se faccio notare che il CP in questo caso è irrilevante. Il divieto di somministrazione di alcolici a minori di 16 contemplato dall'art. 689 CP si applica solo a

L'esercente un'osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande [..]

mentre la delibera del sindaco Moratti (leggere con attenzione dichiarazioni e spiegazioni) vale per tutti, compresi papà e mamma (suppongo e temo) ma anche, e soprattutto, amici d'età maggiore, organizzatori di feste anche private, e via elencando. Insomma, il tutto ha a che fare con il fatto, probabilmente, che anche a Milano ed altrove in Italia si starà diffondendo la pratica del botellon.

Nel botellon (che, sia chiaro, io trovo francamente fastidioso per non dire disgustoso, ma questa è una valutazione del tutto personale ...) quelli di maggiore età comprano l'alcol, i minori comprano le bibite analcoliche e poi si fa il mixing a tarda notte raccontandosi cretinate e rompendo le palle ai vicini. Pratica incivile e da dissuadere? Certamente. Proibendo in manierà così drastica, plateale, ed ovviamente aperta a tutti i tipi di abuso, qualsiasi consumo di alcol da parte di minori di 16 anni? Direi di no. Se poi, invece di dare dati inventati, il sindaco Moratti avesse semplicemente detto che il botellon notturno sta cominciando a rompere le balle ai milanesi per bene e che intendono fermarlo, avrebbe avuto tutto il mio sostegno.

P.S. Ovviamente è possibile che i dati ISTAT siano parziali e sottostimino il fenomeno dell'alcolismo fra i dodicenni che, magari, a Milano è una piaga sociale che sta distruggendo la gioventù bruciando loro fegato e, soprattutto, cervello. Nel qual caso, ovviamente, mi domanderei anzitutto che cosa sia successo alla santa ed apostolica famiglia italiana ed ai suoi saldi valori, ma quello è un altro discorso. Tutto è possibile ... anche l'improbabile.