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Gli undicenni e gli alcolici

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il problema secondo me è che con quei dati non si può fare altro.
le dichiarazioni della moratti sono stati confuse e poco appropriate, ammettiamolo, ma il problema dell'alcolismo di massa anche tra i giovanissimi esiste ed è riscontrabile nei luoghi dove l'alcol viene venduto in grandi quantità: bar, supermercati e discoteche, non certo nei luoghi in cui l'alcol non viene consumato o dove al massimo si arriva alla birra ed al bicchierino di vodka (es: pizzeria). ecco perchè i DATI, da questo punto di vista, non sono poi così tanto utili. alla fine non ho trovato poi quale sia stato esattamente il metodo di approccio e di intervista a famiglie e adolescenti (dove devo guardare? può essere che non l'abbia trovato io). e possibile che, al di là dello smell test, le rilevazioni ottenute attraverso le interviste siano sistematicamente errate o almeno con un'alta percentuale di risposte false o parziali?

Il problema è che se si affrontano i problemi con conoscenze scarse o nulle, non si risolve un bel niente...Sandro credo che volesse mettere il dito proprio nella piaga purulenta del modo nostro italiano di affrontare i problemi: si parte dalla posizione di principio, ideologicamente connotata; si continua con qualche cifra pasticciata buona solo per rinserrare le fila degli  iddioti di stretta osservanza del proprio giro; si prosegue con interviste in Tivvù, si monta il caso che da politico diventa di costume (interviste ai ggiovvani all'uscita dei luoghi considerati di perdizione); passaggio finale di preti-educatori-letteronze televisive sulla crisi dei valori e sul crepuscolo inesorabile del concetto di dovere fra gli imberbi; segue approvazione finale della norma e chiarificazione dell'impossibilità ad applicarla seriamente....fino alla prossima "misura" da discutere con gli stessi presupposti.