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Gli undicenni e gli alcolici

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Senza voler rispondere alla domanda centrale posta da Sandro, dal momento che la superficialità della comunicazione relativa ai dati disponibili non sembra discutibile, io noterei anche l'apprezzamento che riscuote la proibizione in qualità di strumento per risolvere un problema. A prescindere dagl'incerti risultati di un tale approccio, a me pare che esso (molto spesso, tra l'altro, caratterizzato da forti connotazioni etiche) sia ben correlato con il grande valore politico che ha sempre l'effetto annuncio, tanto che le risposte dei decisori - qualunque sia l'argomento – vanno costantemente nella direzione di nuove regole più restrittive, mai cercando, invece, di rendere efficaci i controlli. Un caso eclatante ed in tema con la questione qui sollevata, preso dalle modifiche al codice della strada in approvazione, riguarda il divieto assoluto di assumere alcool per i neo-patentati ed i guidatori professionali, che si scontra con la notoria scarsità di controlli sulle strade. Regole ferree, dunque, che poi nessuno fa rispettare, quando il semplice buon senso dovrebbe consigliare di avere norme che sia possibile (e logico, nella comune percezione ….) seguire e facile verificare.

il divieto assoluto di assumere alcool per i neo-patentati ed i guidatori professionali, che si scontra con la notoria scarsità di controlli sulle strade.

Fai benissimo a sottolinearlo, Franco.  Si tratta dell'ennesimo esempio di "leggi draconiane temperate dalla generale inosservanza" dei tempi di Goethe.  Gli esponenti di centro destra dovrebbero rifletterci, ammesso ne siano capaci.  Ma temo che le strutture stesse, l'essenza stessa dello Stato italiano semplicemente non siano compatibili con un enforcement della legge di livello civile nord-europeo.  In Italia vige la tradizione di impiegare la legge per esercitare il potere e acquisire il consenso molto piu' che per fornire un servizio ed un'utilita' ai cittadini.

insomma siamo alle solite. se ti beccano sei fottuto ma hai ragionevoli possibilità di non essere mai fermato. io ho fatto il pendolare per anni facendo centinaia di km al giorno in autostrade e tangenziali e non sono MAI stato fermato per un controllo, mattina, giorno, sera o notte che fosse. autovelox costantemente inattivi, mancanza di volanti...

Il consumo di alcool in Italia non è molto diverso dagli USA, è maggiore che in Canada e inferiore a Spagna, Portogallo e Inghilterra. Insomma, non si possono fare associazioni tra la ns. cultura più o meno latina vs quella anglosassone.
(ldati OMS http://apps.who.int/whosis/database/core/core_select_process.cfm?strISO3_select=ALL&strIndicator_select=AlcoholConsumption&intYear_select=latest&language=english)
Per quanto riguarda il binge drinking (cioè, l’ubriacatura rapida) tra gli adolescenti, gli americani stanno messi più o meno come alcuni paesi europei, e peggio di altri. Insomma, se per noi gli americani bevono troppo, noi beviamo troppo (http://www.newsweek.com/id/33729/output/print).
 
Quindi beviamo troppo. E siccome l’alcohol è un fattore di rischio per numerose malattie e basta uno solo per strada con un mezzo bicchiere di bianco di troppo nelle vene per sterminare una famiglia in auto (i morti italiani su strada sono come se si schiantasse un aereo di linea ogni settimana, anche se non tutti a causa del vino bianco), mi pare sia giusto preoccuparsi. Gli studi epidemiologici dicono una cosa chiara: prima un giovane  inizia a bere, più elevato il rischio di abuso.
 
Tenuto conto che dal lato dell’offerta, i gggiovani sono bombardati continuamente da messaggi che incoraggiano all’uso di alcohol omettendone i rischi e le conseguenze (sia al cinema che con gli spot televisivi), allora non mi pare scandaloso l’uso di campagne pubblicitarie che enfatizzano i rischi e le conseguenze dell’alcohol o del tabacco magari utilizzando espedienti truculenti. 
 
Che poi del problema se ne debba prendere carico un sindaco, che spara anche numeri a caso, dimostra solo che nessuno ha avuto voglia  e tempo per pensarci seriamente.