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Gli undicenni e gli alcolici

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Eppure...

letizia ferro 27/7/2009 - 16:58

...la situazione, anche non considerando i dati citati dalla Moratti, non sembra delle migliori. Pare che negli ultimi 5-6 anni la familiarità dei ragazzi giovani con l'alcool sia di molto aumentata. Mi raccontava un'insegnante di un liceo di una provincia del nord che i ragazzi entrano in classe al mattino con già una canna all'attivo, e nell'intervallo sostituiscono volentieri il succo di frutta dei miei tempi (15 anni fa) con un bicerin di superalcolico.

La cosa che mi faceva notare non è tanto il movimento verso un sempre maggior consumo di tabacco o alcool (che ha accompagnato ogni generazione: la successiva beve e fuma sempre un pò più della precedente) quanto l'impennata della curva negli ultimi 5-6 anni.

L'impennata c'è stata anche nell'accorciamento delle gonne, nell'abbassamento dei pantaloni, e negli aborti.

Non sono dati ISTAT, ma temo che siano piuttosto affidabili e che, come dice Michele, quelli ISTAT sottostimino il fenomeno.

 

Scusa, quali dati hai a disposizione esattamente? Su Eurostat ho controllato alcohol e fumo e ho trovato solo dati relativi ad una survey del 2004 che indicava che i giovani italiani fumano e bevono (anche se sul bere dicono che i dati italiani non sono affidabili) meno dei coetanei dei maggiori paesi europei. Purtroppo non dice molto sul trend.

Per esempio: % Fumatori di piu' di 20 sigarette al giorno, da 15 a 24 anni, popolazione non attiva

DE 20.9 IE 23.3 GR 63.1 ES 12.4 FR 8 IT 13.7 UK 15.5

Sull'aborto il trend dell'ultimo decennio è in discesa, come spiegato da questo rapporto del ministero della salute (le tabelle sono qui, vedi la n. 4)

Nessuno! Non ho dati: niente statistiche, niente rilevazioni, interviste, estrazioni, niente.

Riportavo il racconto di un "osservatore umano", che ha a che fare con la stessa fascia di età (ragazzi del liceo, dai 13 ai 18 circa), da una trentina d'anni.

Non dimostra nulla, ma mi lascia il dubbio che le cose precipitino, a dispetto di statistiche e confronti con coetanei europei.

 

 

Grazie per la precisazione, contano anche le esperienze personali, certo.