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La legge e B

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Pur essendo un ateo convinto non trovo grossi problemi nell'ostentazione di siboli religiosi sulla propria persona. Se parlo con qualcuno e vedo che porta una collanina con una croce al collo non mi scandalizzo e, analogamente, non mi danno fastidio le persone con la kippah ecc. Non avrei nemmeno grossi problemi a vedere un professore universitario col turbante. Le libertà individuali sono libertà individuali. L'importante è che nessuno venga ad imporre a me le proprie convinzioni religiose (cosa che invece in Italia capita fin troppo spesso).

Il problema del Burqa, per il poco che ne capisco, è (almeno in Italia) che abbiamo una legge che prevede il divieto di andare a giro a volto coperto e/o mascherati in modo da non essere riconoscibili. Non conosco i dettagli ma mi sembra di ricordare che sia una cosa creata negli anni di piombo così che se un poliziotto vuole identificarti tu sia obbligato a toglierti l'eventuale passamontagna/sciarpa/velo ecc.

O decidiamo che la legge è inutile e la abroghiamo o la facciamo rispettare.

Re: La legge e B

Tooby 30/7/2009 - 14:20

Concordo: il burqa (e abbigliamenti simili anche non religiosi) va permesso o vietato secondo scelte di pubblica sicurezza, come per centinaia di altre scelte (ad esempio il Patrioct Act contro la privacy, il TULPS contro la libertà di espressione, eccetera). Se il legislatore preferisce la libertà individuale alla sicurezza, permetterà il burqa, altrimenti lo vieterà.

Io ricordo che in Francia avrebbero vietato i simboli religiosi, e questo mi sembra avere un lato giusto e uno ingiusto, almeno secondo la mia opinione. Se io volessi indossare un crocifisso, finché non somiglia a un pugnale di 20 cm (possibile problema di sicurezza), dovrei essere libero di farlo; mi sembra invece giusto vietare l'ostensione del crocefisso sulla parete di un'aula di tribunale o di una scuola pubblica: lì non c'è alcun interesse pubblico da tutelare, se non l'eventuale pericolo che il crocefisso cada sulla testa del giudice o dell'insegnante o di qualcun altro.

Questa è l'unica discussione che si può intavolare in un Paese laico (quindi non in Italia). La religione sarebbe il cavolo a merenda.