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I bambini so' piezz'e core...

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Premesso che non ho letto le 180 e passa pagine del rapporto dell'Invalsi (e che quindi mi baso sugli articoli di Repubblica e del Corriere) vorrei spendere due parole sull'analisi statistica dei dati.

Ipotizziamo che sia vero e che gli insegnanti al sud abbiano barato nei test per far aumentare il punteggio dei propri allievi. Era una cosa prevedibile? Bhè, che ci potessero essere casi del genere chi preparava un test di questo tipo se lo poteva aspettare e, aspettandoselo, poteva prevedere controlli da fare sul momento o controlli da fare a posteriori. Questo è stato fatto? Forse ma negli articoli comparsi sui quotidiani non ve ne è traccia. L'impressione che passa è che quelli dell'Invalsi si siano trovati davanti a dati che cozzavano brutalmente con le proprie aspettative ed abbiano quindi cercato di applicare metodologie statistiche varie in modo da ottenere un risultato in linea con le previsioni.

Anche nell'ipotesi (plausibile o almeno possibile) che alla fine abbiano ottenuto il risultato giusto la metodologia è assolutamente scorretta e a-scientifica. Se sospetto che possano esserci dei brogli decido prima di fare il test che applicherò una data metodologia di analisi e poi, una volta che ho i dati in mano, la uso senza cambiarla. Se la mia metodologia prevedeva la scelta di parametri arbitrari (threshold e cose simili) anche questi parametri vanno scelti senza aver ancora visto i dati. Altrimenti, consciamente o meno, si finirà sempre per ottenere il risultato atteso. Se poi viene fuori che i risultati del test sono inattendibili l'unica cosa onesta da fare è dichiararli tali e, se possibile, ripetere l'esperimento.

Mettere in campo millemila tecniche statistiche per "dimostrare" che, nonostante i dati dicano altro, la mia ipotesi iniziale era giusta è barare.

Ipotizziamo che sia vero e che gli insegnanti al sud abbiano barato nei test per far aumentare il punteggio dei propri allievi. Era una cosa prevedibile? Bhè, che ci potessero essere casi del genere chi preparava un test di questo tipo se lo poteva aspettare e, aspettandoselo, poteva prevedere controlli da fare sul momento o controlli da fare a posteriori. Questo è stato fatto? Forse ma negli articoli comparsi sui quotidiani non ve ne è traccia. L'impressione che passa è che quelli dell'Invalsi si siano trovati davanti a dati che cozzavano brutalmente con le proprie aspettative ed abbiano quindi cercato di applicare metodologie statistiche varie in modo da ottenere un risultato in linea con le previsioni.

Per quanto so stiamo parlando del primo test di questo tipo condotto in Italia.  Mi sembra ovvio che non possano aver pensato a tutto, anche considerati gli standard non eccelsi di efficienza istituzionale dei ministeri romani.  Ho l'impressione che nella prima iterazione di questo test si siano limitati a delle raccomandazioni, come sembra evidente da quanto afferma un esperto citato dal Corriere della Sera:

«Dal campione emergono, in maniera evidente, dei segnali che indicano comportamenti opportunistici in alcune scuole», si legge nella presentazione ufficiale dei dati. «Il fenomeno è abbastanza marcato», afferma Roberto Ricci, esperto di valutazione. È evidente che in alcune scuole del Sud presidenti di commissione e commissari continuano a voler dare una mano ai ragazzi, nonostante la dimensione dell'esame, le finalità scientifiche della prova, le raccomandazioni del ministero.

Se e' vero come scrive RR che gli insegnati sono considerati pubblici ufficiali e addirittura sanzionati penalmente con apposito articolo del CPP in caso di imbrogli nelle valutazioni degli studenti, credo che il Ministero non potesse ragionevolmente andare oltre delle raccomandazioni, almeno fino a prova contraria.  Prova contraria che ora hanno, e infatti ora ho sentito proporre provocatoriamente di far amministrare i test successivi dai Carabinieri (suggerirei di evitare i paesani degli studenti tuttavia...).

Per quanto riguarda il coefficiente di cheating e le correzioni applicate ai punteggi segnalo che in un riquadro allegato all'articolo che cito sopra il Corriere della Sera afferma che i controlli anti-cheating sono fatti di routine nei Paesi che fanno abitualmente test di questo tipo e i risultati forniti sono generalmente presentati solo dopo le correzioni anti-cheating.  Ritengo pertanto che l'Invalsi abbia usato tecniche conosciute e copiate altrove, e quindi non inventate in tempi recenti e magari disegnate allo scopo di far tornare i dati come se li aspettavano.

Io ho una modesta proposta a costo zero. Prendiamo il fondo che finanzia gli inutilissimi mille euro ai 100 e lode della maturità e diamoli agli insegnanti, proprio così, agli insegnanti, in base ai risultati dei loro studenti nei test invalsi, in un gioco a somma zero, e mettiamo questi insegnanti a monitorare gli esami degli alunni di una scuola vicina a sorteggio. 

Il 18 giugno 2009, per la seconda volta nella storia della scuola secondaria di I grado italiana, si è
svolta la Prova nazionale, predisposta e distribuita in ciascuna scuola dall’INVALSI.

(pagina 2 del rapporto)

Dal che ne deduco che sia la seconda volta e che quindi la scusa dell'ingenuità ("non ci aspettavamo che qualcuno barasse") non regge. Comunque sia chiunque abbia un vago ricordo delle media sa benissimo che gli studenti copiano alla grande anche quando i prof stanno attenti (io di professori in grado di non far copiare veramente nessuno ne ho conosciuti due o tre i tutta la mia carriera scolastica) e quindi era largamente prevedibile che ci sarebbe stata una parte dei risultati falsati da copiature e/o da comportamenti non proprio rigorosi degli insegnanti.

Poi se del problema del cheating da parte degli insegnanti ne aveva parlato Ichino alle giornate Fiorentine non capisco perché fosse impossibile pensarci per quelli dell'invalsi.

[rimosso dall'utente]

Ma siccome problemi simili sono noti in Italia approssimativamente dal 1865 - e siccome io della pubblicazione scientifica in ritardo di 150 anni me ne faccio il giusto - vorrei capire, al di là della portata scandalistica, la rilevanza di queste preziose rivelazioni... Cioè, a parte constatare che manca l'intenzione di risolvere il problema (altra novità!), di che stiamo parlando?

Non parliamo di un testo scientifico ma di un' articolo di giornale: se molti altri accusano di manipolare i dati per ottenere i risultati voluti è giusto che qualcuno riporti la discussione nei binari.

Tra l'altro certi fatti noti da 150 anni sono continuamente (e ridicolmente) messi in discussione, anche in buona fede e pure nei commenti a questo articolo.

[rimosso dall'utente]

Il 18 giugno 2009, per la seconda volta nella storia della scuola secondaria di I grado italiana, si è
svolta la Prova nazionale, predisposta e distribuita in ciascuna scuola dall’INVALSI.

(pagina 2 del rapporto)

Dal che ne deduco che sia la seconda volta e che quindi la scusa dell'ingenuità ("non ci aspettavamo che qualcuno barasse") non regge.

In una situazione degradata come quella italiana mi sembra tuttavia fuori luogo annunciare pubblicamente che si sarebbero usate tecniche di correzione per i bari.  Molto meglio non dire nulla e poi prendere nel sacco i polli che ci cascano.

Non mi sembra proponibile poi la tesi che l'Invalsi abbia ideato delle tecniche di correzione ad hoc in 2 mesi per far tornare i risultati. Al contrario l'Invalsi mostra di aver impiegato tecniche consolidate e sperimentate, elaborate prima della prova di giugno 2008, e documentate nelle referenze elencate nel rapporto stesso:

  • P.P. Biemer, R. M. Groves., L.E. Lyberg., N.A. Mathiowetz, S. Sudman. (1991), “Measurement Errors in Surveys”, Wiley, New York.
  • R. Castellano, S. Longobardi, C. Quintano (2007), “Una procedura di qualità basata sulla fuzzy clustering per l’individuazione e la correzione dei dati anomali nell’ambito del Servizio Nazionale di Valutazione scolastica degli Apprendimenti (SNV)”, FINVALI.
  • J. C. Bezdek (1981): "Pattern Recognition with Fuzzy Objective Function Algoritms", Plenum Press, New York
  • J. C. Dunn (1973): "A Fuzzy Relative of the ISODATA Process and Its Use in Detecting Compact Well-Separated Clusters", Journal of Cybernetics 3: 32-57
    BIEMER P.P., GROVES R.M., LYBERG L.E., MATHIOWETZ N.A. e SUDMAN S. (1991), Measurement Errors in Surveys, Wiley, New York

 

Per quanto so stiamo parlando del primo test di questo tipo condotto in Italia. 

http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_07/test_medie_tredicenni_ocse_e17fc8f4-9431-11dd-a0d8-00144f02aabc.shtml

E’ già accaduto.

Bisognava prevederlo. Secondo me l’unica soluzione consisterebbe nell’affidare il test a un’agenzia esterna, ponendo  come vincolo di non reclutare in loco i controllori.

Le correzioni statistiche (mi esprimo certamente in termini impropri, siate indulgenti) ora saranno l’occasione di strumentalizzazione e piagnistei.

Certo quando si dice sud, si taglia con l’accetta. Interessante la coincidenza fra regioni che hanno barato, regioni in cui sono stati distribuiti a pioggia 100 e lode alla maturità (le eccellenze della  Puglia rispetto alla Lombardia lasciano perplessi: con una simile concentrazione di straordinari talenti, unica, oserei dire, in Europa, la Puglia dovrebbe trainare l’intero Paese), regioni tradizionalmente generose nel dispensare abilitazioni professionali, regioni che hanno abilitato in seno a concorsi regionali per dirigenti scolastici un numero esorbitante di dirigenti scolastici, poi spediti in lunga teoria in regioni del nord che nei loro concorsi (tra i requisiti dei bandi dei concorsi svoltisi al nord, ovviamente, non c'era l'appartanenza alla "pura razza padana") avevano rispettato le regole

Sono poi anche le  regioni di provenienza di coloro che  accusano di razzismo chiunque denunci queste vistose iniquità che vengono scaricate sugli altri: tentare di impostare una discussione serena su questo tema molto scottante con chiunque in vario modo ne sia direttamente coinvolto è impossibile: si degenera subito e chi è realmente defraudato (espropriato in casa propria) viene subito accusato di gretto egoismo e di razzismo, sfoderando il vieto repertorio leghista, strumentalizzato come arma contro chi quel repertorio disprezza .

Il razzismo della Lega, il fuoco di fila delle trovate farsesche e folkloristiche, nonché certi suoi esponenti imbarazzanti  e assai discutibili, prestano il fianco ad una strumentalizzazione deleteria. Perché non si può affrontare questo conflitto (di conflitto si tratta, è inutile girarci intorno), affermando limpidamente il principio della responsabilizzazione, per cui ognuno deve farsi carico delle proprie inefficienze senza scaricarle sugli altri, studiando i modi della concreta realizzazione di tale principio, banditi  tutti quegli inutili orpelli che respingono gli strati del nord colti e aperti, che di sicuro sono disgustati, per dirne una,  da Borghezio (giova alla causa un Borghezio?).  

Se provo ad argomentare con le parti in causa è facile (in malafede certamente) da parte di chi ha interesse a non mettere in discussione l’assistenzialismo in tutte le forme concrete in cui esso si incarna, sentirmi rinfacciare di considerare i terroni merdaccia come Borghezio. Io ?? E’ un accusa ributtante, ma mi tocca difendermi da accuse pretestuose. Per dirla tutta il campanilismo, che lascia me tutto indifferente,  lo trovo, invece, tra i meridionali, e mi pare sia  da considerarsi spirito di rivalsa che alimenta una mitologia fasulla. Queste discussioni finiscono sempre con i meridionali, quelli del sud e quelli del nord, che puntano il dito sulle inefficienze del nord (e chi le nega) e sul nero, invocando il carcere per gli evasori (possibile che, prima di puntare il dito,  non ci si renda conto che, se si applicasse tale rigore, al sud l’edilizia carceraria conoscerebbe un’impennata – certo frutterebbe tanti posti statali... –   e che non ci si domandi chi paga gli stipendi statali e chi ripiana i debiti di certe amministrazioni locali, accumulati non si sa bene come). A proposito dello scandalo dei dirigenti scolastici, mi sono sentita dire: sono più generosi al sud, perché, si sa, al nord ci sono più possibilità di lavorare. A parte tutto il resto che si commenta da solo, ma si può dire riguardo a dei dirigenti: eh poverini hanno bisogno di lavorare? Un ruolo dirigenziale è un ammortizzatore sociale??

Ogni volta la replica comincia così: "E' dal 1861 che..." o__O  E poi continua "Ci avete sfruttati e depredati" o__O . E vengo accusata di ignorare la questione meridionale. Ma forse l'accusatore ignora che siamo nel 2009...

Certo, date le premesse, non si spiega tanta affezione ad un nord sopraffattore, sanguisuga e parassitario ...

Poi il meridionale che accusa di egoismo il settentrionale che si sente espropriato, è il primo a difendere con pseudo–argomenti  assai discutibili la propria posizione, quando essa è insidiata, allora non riconosce  più il “fratello terrone” (non entro nei dettagli tecnici, perché la faccenda sarebbe lunga ed eccentrica). Fa orecchio da mercante l’interlocutore a cui cerco di spiegare che del  lassismo docimologico o delle irregolarità o della corruzione a me non importerebbe nulla (mai andata in giro a raddrizzare le zampe ai cani), se tutto ciò non si ripercuotesse anche su di me. Questo è l’unica forma di egoismo (che da poco accetto come sano) che mi si possa imputare. A me non interessa la gara delle iniquità o delle eccellenze (nessun campanilismo, nessuna permalosità personale, perché la questione non è personale, non mi sento affatto punta sul vivo, eppure mi tocca mandare giù di essere assimilata all'abominevole Borghezio (!) e mi tocca ogni volta specificare una cosa per me non solo ovvia, ma addirittura naturale, cioè che tra i meridionali ci sono talenti, elementi mediocri e incapaci come tra i settentrionali, questo è fuor di questione!), mi interessa invece in concreto la distribuzione dei costi.

 

Molti al nord hanno introiettato un senso di colpa (atavico? Instillato nell’arco di quindici decenni?), che connoterei come sinistrorso, per cui riesce arduo far cadere il  velo ipocrita (io stessa me ne sono spogliata solo recentemente) per il quale la rivendicazione di un maggior grado di equità viene percepita colpevolmente come mancata solidarietà o addirittura egoismo. Si dovrebbe rendere accettabile il messaggio che non è un dato ineliminabile, quasi addirittura naturale che una parte del Paese sia mantenuta dall'altra. Soltanto la diffusione di maggior informazione asettica e di una progettualità ispirata al pragmatismo, contribuirà a lasciare finalmente la Verità ignuda, caduti i veli ipocriti,  e legittimerà rivendicazioni politiche conseguenti (peraltro  penso alla lunga davvero nell’interesse di tutti: quanto più diffuso è il benessere, tanto più si può aspirare a parteciparvi). Puntare alle pance degli elettori più rozzi, celti e longobardi nel duemila (?!), paga davvero?

 

Puntare alle pance degli elettori più rozzi, celti e longobardi nel duemila (?!),  paga davvero?

Due osservazioni.

Borghezio nella LN conta molto poco: non e' mai stato fatto ministro e per quanto so non e' nemmeno mai stato dirigente di partito di una minima importanza.  Borghezio e' un personaggio istrionico che assume importanza spropositata nella propaganda antileghista, e per questo poi prende le preferenze alle europee da parte di chi e' schifato dal sistema.

Seconda osservazione: ci hanno tentato in tanti a fare una LN "pulita": l'APE, V.Gnutti, Pagliarini, spesso persone colte preparate oneste. Non hanno mai avuto successo perche' 1) chi vota in Italia, anche al Nord, e' poco alfabetizzato e poco informato 2) c'e' uno scollamento superiore ad ogni altro paese comparabile tra elites e classi popolari. La LN ha successo perche' in qualche modo sa parlare alle classi popolari, esattamente come DC e PCI sono riusciti a far presa sulle propensioni ideologiche e religiose delle masse del Nord e sul pragmatismo clientelare delle masse meridionali, propinando una montagna di stupidaggini senza fine. Non e' possibile in Italia, anche a Nord, un partito di massa del genere nord-europeo: come scrive Tullio De Mauro ci sono secoli e secoli di ritardo di alfabetizzazione da recuperare prima.

Per far comprendere il livello del dibattito, cito da un forum di insegnanti dal quale sono stata bannata (non è gradito chi non è organico alla linea dell’amministrazione e dellla maggioranza degli utenti, a cui piace darsi ragione tra di loro, e che ovviamente sono interessatati a mantenerlo status quo e assistenzialismo, considerato un indiscutibile e ineliminabile dovere del nord e diritto del sud). La discussione partiva dalla considerazione dei voti anomali della maturita (mi piace ricordare a questo riguardo le dichiarazioni della direttrice dell'ufficio scolastico della Puglia, Lucrezia Stellacci, non della Lega: «Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori di Italia  e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere ri sultati eccellenti grazie alle loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche in altre regioni, non posso nascondere che certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione».). Chi ha aperto il topic lo ha fatto in termini trionfalistici: la riscossa del sud, ecco chi sono quelli veramente bravi, con il solito spirito di rivalsa che alberga solo al sud.

Sono stata accusata di essere una becera razzista, un'ignorante da osteria, un’infiltrata filogovernativa (!?!) e anche minacciata di essere denunciata  con annessa richiesta di risarcimento (da un utente così ottuso e cretino e pieno di sé da pensare di essere intelligente o addirittura geniale: l'inconsapevolezza e la convinzione strette in un abbraccio mortale), ogni mia affermazione è stata fraintesa maliziosamente (a volte persino in buona fede… il che forse è pure peggio: il livello è infimo), distorta, piegata strumentalmente ad esprimere contenuti  che prestassero il fianco a manipolazioni, per eludere, consapevolmente, ma anche incosapevolmente (l'ideologia è pervasiva e obnubilante) il nodo della responsabilizzazione e dell'emancipazione economica. I dati vengono ignorati  (maliziosamente, ma anche per colpevole disinformazione) o manipolati

 

Statisticamente al nord sono molto più ignoranti: io ho parenti al sud ed al nord e quelli al sud sono quasi tutti laureati, mentre quelli del nord no.

 

E non si tratta dell’utente più estremista e, almeno lui,  non è neppure in malafede, ma proprio convinto. Uno "ha arricchito" il dibattito incollando "i primati del Regno delle due Sicilie"... I rifiuti tossici poi stanno sempre in mezzo

E’ come cercare di parlare con un muro. C’è molta malafede, ma, ahimé, anche una diffusa ignoranza. Quando si dice che il nord traina il sud, i più, compresi gli insegnanti settentrionali, ai quali sono stati inculcati il senso di colpa, il dovere della “generosità” fino al masochismo  o alla dabbenaggine e uno stoico ed equivoco dovere di solidarietà (essere scavalcati a casa propria dovrebbe invece essere considerato, seppur con fatica, accettabile soltanto se vigesse la meritocrazia), pensano che si tratti di becera propaganda leghista e non di un dato di fatto. Ci sono tabù duri a morire. Chi prova a mettere in discussione quel "dovere" viene tacciato in malo modo di razzismo, di ignoranza e di gretto egoismo, per risvegliare il senso di colpa.

Conosco bene quel senso di colpa e quel senso del dovere, è il velo ipocrita di cui parlavo prima e di cui io stessa mi sono spogliata solo ieri.

Ecco perché considero importante diffondere informazione, non propaganda, con pacatezza e abbassando i toni, estirpare l'ideolgia, stimolare la coscienza critica. Certe manifestazioni viscerali e intemperanti sono dannosissime.