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I bambini so' piezz'e core...

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Non ci siamo capiti. Ma dato che in questi casi la colpa è di chi non si è fatto capire faccio un mea culpa e ci riprovo.

Premesso che a me l'Indice di Gini di eterogeneità non sembra s'ta gran genialata (in un test a crocette è ovvio che tutte le risposte giuste saranno identiche) il mio punto non era sulla qualità della trattazione statistica. Il punto è che le metodologie da applicare vanno decise prima di avere i dati in mano, poi applicate e infine i risultati finali vanno accettati. L'impressione (che può essere smentita da qualcuno che abbia letto il report dell'Invalsi con più attenzione) invece è che questa trattazione statistica sia stata scelta dopo aver visto che le cose non tornavano. Ovvero: dato che i dati non mi suonano invece di prenderli così come sono (come avevo inizialmente ipotizzato di fare) li tratto statisticamente con un metodo ad hoc che elimini quelo che io ipotizzo essere il motivo della discrepanza fra attese e risultati.

Io non voglio assegnare i coefficienti a priori (sarebbe, ovviamente un'idiozia), voglio decidere il metodo di trattamento dei dati a priori. Se tutta l'analisi descritta nell'appendice 5 era stata preventivata prima di svolgere i test allora mi va tutto bene (a meno di discutere la scelta degli indicatori). Se invece è stata messa insieme dopo aver visto i risultati invece non mi va bene per niente.

Mi sono spiegato un po' meglio?