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Padani o Polinesiani?

28 commenti (espandi tutti)

Giulio, per me si vestano come accidenti vogliono ..... ci mancherebbe!

Devo dire, peraltro, che il sentimento che suscita in me un tale abbigliamento è solo una certa tristezza: le signore in questione mi fanno un po' pena, perché non posso fare a meno di pensare che troppo spesso non sia una libera scelta.

Poi, una riflessione. Mi piacerebbe davvero che chi impiega il suo tempo a difendere strenuamente il (sacrosanto) diritto di ciascuno ad essere ciò che è - e di mostrarlo in pubblico - dalle nostre parti prendesse anche ferma posizione in merito alle molte regole che non paiono garantire esattamente la pari dignità in altri luoghi. Insomma, eviterei un certo razzismo "al contrario", che puzza alquanto di ideologia anti-occidentale, apparentemente diffuso in taluni ambienti politici che, tante volte, abbiamo visto e sentito cianciare di disarmo unilaterale e simili facezie ....

Come sai, infine, io non faccio grande distinzione d'integralismi. Mi pare solo una questione di tempi, nel senso che alcuni secoli orsono il potere della religione qui dominante era tale che le regole non erano molto differenti da quelle in vigore oggi in ambito islamico. Tutto qui, direi che l'Occidente - pur con tutti i suoi problemi - sia semplicemente una civiltà più avanzata. Ma è solo un'opinione.

 

 

Devo dire, peraltro, che il sentimento che suscita in me un tale abbigliamento è solo una certa tristezza: le signore in questione mi fanno un po' pena, perché non posso fare a meno di pensare che troppo spesso non sia una libera scelta.

Stai pensando per loro, magari é una loro libera scelta.

Come sai, infine, io non faccio grande distinzione d'integralismi. Mi pare solo una questione di tempi, nel senso che alcuni secoli orsono il potere della religione qui dominante era tale che le regole non erano molto differenti da quelle in vigore oggi in ambito islamico. Tutto qui, direi che l'Occidente - pur con tutti i suoi problemi - sia semplicemente una civiltà più avanzata. Ma è solo un'opinione.

O per vederla da un'altro punto di vista, la nostra civilità é  più corrotta (il flop delle nascite e Barbara D'Urso* ne sono prova)

*tanto per citare un simbolo della cultura della stupidà di oggi

 

O per vederla da un'altro punto di vista, la nostra civilità é  più corrotta (il flop delle nascite e Barbara D'Urso* ne sono prova)

cosa intendi per corruzione di una civiltà? e perchè lo si misura con il numero di nascite?

visto che la procreazione riguarda in primis l'individuo e poi in aggregato la società, misuri anche la 'corruzione' dell'individuo con il numero di nascite? (l'accezione morale implicita nella parola corruzione, può rifersi solo ad azioni individuali e solo in conseguenza di questo si può eventualmente discutere della moralità di un dato aggregato...)

cosa intendi per corruzione di una civiltà? e perchè lo si misura con il numero di nascite?

visto che la procreazione riguarda in primis l'individuo e poi in aggregato la società, misuri anche la 'corruzione' dell'individuo con il numero di nascite? (l'accezione morale implicita nella parola corruzione, può rifersi solo ad azioni individuali e solo in conseguenza di questo si può eventualmente discutere della moralità di un dato aggregato...)

C'é da farci sopra un trattato. Sono al lavoro e posso essere solo telegrafico spero nel weekend di riuscire a replicare.

cmq questo film si avvicina molto a quello che voglio dire:

http://www.filmscoop.it/film_al_cinema/ildeclinodellimperoamericano.asp

Ma dai, mi vuoi dire che il mondo crolla perchè si sta femminilizzando?

Il film che linki sembra suggerire quello... cmq sappi: nihil sub sole novi.

Esistono quei quadri fatti in età moderna con i gli antichi romani languidi, ebbri di vino donne e ragazzi, hanno perso la voglia di combattere e così l'impero romano crolla. E' questa la tua tesi? Che i marines vestono attillato e nn vanno più a combattere?

Ma dai, mi vuoi dire che il mondo crolla perchè si sta femminilizzando?

Il film che linki sembra suggerire quello... cmq sappi: nihil sub sole novi.

Esistono quei quadri fatti in età moderna con i gli antichi romani languidi, ebbri di vino donne e ragazzi, hanno perso la voglia di combattere e così l'impero romano crolla. E' questa la tua tesi? Che i marines vestono attillato e nn vanno più a combattere?

Oddio anche... a portarla all'estremo... sotto certi punti di vista...Ma puoi anche prendere ad esempio la fine dell'egemonia spagnola nel rinascimento, meno legata al "frocismo".

E' un po la natura umana, quando tutto va bene ci si siede e s'ingrassa, intanto i giovani ti fanno le scarpe.

Cmq si discuteva di burkini e kebabs!

evvai, i navy seals vestiti come freddie mercury a wembley!

 

(hmmmm, quasi una buona scusa per arruolarsi....)

Tutto qui, direi che l'Occidente - pur con tutti i suoi problemi - sia semplicemente una civiltà più avanzata.

cosa intendi per avanzata? le società verso dove avanzano o dovrebbero avanzare?

non è che forse il ragionamento è viziato dal fatto che noi (occidentali) nel giudicare abbiamo in mente un'idea di libertà così come è concepita nella cultura occidentale e quindi non permette una diretta comparazione delle diverse culture/civiltà...

 

Tutto qui, direi che l'Occidente - pur con tutti i suoi problemi - sia semplicemente una civiltà più avanzata.

cosa intendi per avanzata? le società verso dove avanzano o dovrebbero avanzare?

non è che forse il ragionamento è viziato dal fatto che noi (occidentali) nel giudicare abbiamo in mente un'idea di libertà così come è concepita nella cultura occidentale e quindi non permette una diretta comparazione delle diverse culture/civiltà...

Scegli pure tu la metrica.Se hai in mente il rispetto della sharia, sicuramente non siamo più avanzati, se pensi al rispetto dei diritti individuali, alla tecnologia o all' economia lo siamo di gran lunga.Ovviamente con tutti i distinguo del caso: la Turchia su tutti e quattro i punti citati è molto più vicina a noi che all'arabia saudita, e ovunque puoi trovare persone civili e fanatici trogloditi.

Certo, il mio punto di vista è biased dal fatto che do molto valore al poter praticare apertamente (quasi) ogni tipo di comportamento sessuale o religioso e pure (in negativo) a poter ripudiare una moglie con una frasetta.

Evidentemente sono d'accordo con te sui punti citati.

Tuttavia credo che la questione sia più complessa e in particolare ciò che mi lascia perplesso è il termine "avanzare" affibbiato ad una o altra civiltà.

Cosa si intende? c'è una meta verso cui si avanza o è da intendersi solo come un miglioramento (dato un criterio) rispetto ad uno stadio precedente? inoltre, nel momento in cui un miglioramento c'è, questo è acquisito o contingente?

Qual è un'unità di misura temporale adeguata per giudicare una civiltà? anni? generazioni? secoli?

Per fare un esempio banale (nel senso che la mia competenza in materia è banale...): pochi anni ma anche poche generazioni fa la civiltà occidentale ha prodotto il nazismo, oggi possiamo dire che la civiltà occidentale ha saputo decisamente "migliorare" se stessa (fissato un criterio, che credo tutti condividiamo). Ma ugualmente si può dire che nel periodo di pochi anni e poche generazioni prima del nazismo la civiltà occidentale fosse "peggiorata".

Allora la civiltà avanza o soltanto cambia nel tempo?

Tornando al giudizio comparato tra civiltà: quando facciamo il paragone ha realmente senso far riferimento ad aspetti contingenti (quindi oggi vantare il rispetto dei diritti umani (non proprio sempre comunque...) e non tanto tempo fa il nazismo) ? o forse dovremo far riferimento a ciò che caratterizza in modo non contingente una civiltà (e quindi guardare, nel bene, all' "occidentalità" della tutela di alcuni importanti diritti e, nel male, all' "occidentalità" del fenomeno storico nazismo giusto per stare all'esempio)?

 

Roberto,

ma che bisogno c'è di complicare le cose in questo modo?

Non è necessario avere una teoria della storia (ammesso che cose del genere nn siano alla fine che romanzi ragionati o ragionamenti romanzati di filosofi profetici) !!

Io mi accontenterei di valutazioni locali e non impegnative di intere civiltà, e mi fermerei al qui e ora piuttosto che fare un computo globale fra torti e ragioni su scala millenaria...diciamo che discutiamo problemi banali di ordine pubblico nn improbabili giudizi su chi sia meglio o peggio. A mio avviso, il burka e i veli, indossati con riferimento a concezioni ideologiche o religiose collegate alla subordinazione di principio della donna, sono un elemento negativo e deteriore che mi augurerei scomparisse per sempre.

Guarda che in realtà stiamo dicendo la stessa cosa: ossia che discutere dei burka o dei veli è cosa ben diversa dal discutere del fatto che una civiltà sia più avanzata di un'altra (come si diceva nel post che commentavo) o fare teoria della storia (cosa che visto la mia incompetenza mi guardo dal fare...).

Allora mi scuso... la lingua, o meglio le dita, sono state più veloci del mio cervello :-)

La differenza e' che gli argomenti dei musulmani per coprire le donne -o all'estremo, per isolarle se sono state violentate- noi li conosciamo bene, perche' fino all'altro ieri giravano anche dalle nostre parti. Per non parlare di altre questioni come il razzismo o la discriminazione degli omosessuali. Le nostre societa' questi temi li hanno affrontati e discussi in maniera aperta in tempi recenti, e questa discussione ha orientato la direzione pratica che poi abbiamo seguito. Le societa' islamiche semplicemente questo dibattito non l'hanno avuto. E questa osservazione e' -almeno fino a un certo punto- indipendente dalla conclusione a cui poi si arrivi. Nel senso qualunque sia il punto di vista una societa' sulla condizione femminile, lo rispetterei di piu' se fosse il risultato di qualche decennio di discussione aperta da parte di tutti, incluse le donne.

Ecco, cipangu, questo e' il punto -- anche se l'hai scritto a carattere 7.5. Rispondo a te per rispondere, indirettamente, a Franco e a tutti gli altri.

Primo, le culture sono endogene e pretendere di cambiarle mettendole fuori legge, fuori dalle piscine, e ai margini non fa che peggiorare il problema di oppressione (quando si tratta di oppressione) che si vuole risolvere. Se i cristiani si sono secolarizzati non c'e' nulla di intrinseco nella religione del Corano che faccia concludere l'impossibilita' di un processo simile. Poi si raggiunge un equilibrio dove tutti sono contenti: qualcuno si sognerebbe di vietare l'abito da suora?

Secondo, saro' uno smidollato occidentale relativista e decadente ma le culture sono anche relative. Parlare di culture piu' avanzate o superiori e' un nonsense. Un o una occidentale trova umiliante la condizione della donna nella cultura islamica, un musulmano e (immagino) molte musulmane invece trovano umiliante la condizione della donna nella cultura occidentale. Chi ha ragione?

Si' scusa per il font da amanuense, mi succede quando copio e incollo dal'editor. Mah.

Comunque figurati, io non sono per vietare nulla, e non mi importa chi sia piu' avanzato, non c'e' mica una scala quantitativa del progresso. Ma questo non vuol dire che debba piacermi tutto allo stesso modo. Secondo me c'e' una differenza qualitativa tra societa' in cui le questioni vengono discusse apertamente da tutti, inclusi i diretti interessati, e societa' in cui qualcuno decide per altri. Non c'entra niente con forzare le culture dall'esterno.

E' anche possibile che le donne musulmane trovino degradante la condizione della donna occidentale, ma come facciamo a saperlo se non hanno modo di esprimersi senza condizionamenti o pericolo di ritorsioni sociali? Che poi la scelta non e' binaria, o noi o loro - magari verrebbero anche fuori idee diverse.

E la stessa cosa vale per molte minoranze, oltre che per le donne.

 

 

 

Non sono in completo disaccordo, ma voglio essere più prudente di te.

Concordo che i divieti (ai quali in questo caso sono contrario di principio) abbiano l'unico effetto di alimentare tensioni, ma non è affatto detto che la secolarizzazione dell'islam avvenga per davvero - sempre che la secolarizzazione sia cosa buona.

Le scritture sacre, le quali non sono in alcun modo tutte uguali, imprimono caratteristiche assolutamente originali alla dottrina e, indirettamente, alla cultura dei fedeli. Esempi:

I buddisti della Cambogia e del Tibet si sono praticamente lasciati massacrare quando è stato il loro turno. Dall'altra parte del mondo, i Mormoni che decidono di diventare fondamentalisti, non ci pensano due volte a prendere alla lettera le loro sacre scritture, le quali sanciscono che l'unico modo per entrare in paradiso è essere poligami (e molto altro che non trascrivo...): gli effetti di tali scritture sono stati messi sotto controllo (con la forza) dal governo degli Stati Uniti, ma nelle poche comunità fondamentaliste si perpetrano tutt'oggi dei veri e propri crimini contro l'umanità.

Io non conosco il corano, ma so che c'è ben poco spazio per i diritti della donna...

Sui divieti, anche divieti nei riguardi di pratiche che io ritengo disumane come l'imposizione del Burqua (non sto a spiegare il perché qui), mi sento di dissentire. Allora arrivo alla provocazione...: E' forse il caso cominciare per davvero a CRITICARE APERTAMENTE le scritture sacre come suggerisce di fare l'evoluzionista Richard Dawkins?

E' vero, sembra peggio dei divieti, ma ne nascerebbe forse una nuova spiritualità?

 

E' forse il caso cominciare per davvero a CRITICARE APERTAMENTE le scritture sacre

le scritture sacre, come quelle profane, non fanno alcun male: il male lo fanno, da sempre, gli stupidi (religiosi o no) che le brandiscono come spade.

e' la stupidita' che bisogna criticare apertamente, aldo.

Il problema è che, anche se l'occidente è una civiltà più avanzata, l'Italia è mediamente molto più arretrata da questo punto di vista, la percentuale di dirigenti donne nella grande e media industria e nella pubblica amministrazione, cioè in tutti i posti dove la "cultura" dominante è più importante del merito, è a livelli da paese islamico, e molto inferiore alla media europea.

In realtà la critica principale che si può fare all'azione dei politici leghisti è che data la loro incapacità di combattere le cause si accontentano di nascondere la sporcizia sotto il tappeto, anche in questo caso la proibizione non è indossare il burka, ma mostrarlo in pubblico.

La mia impressione è che per alcune persone l' importante non sia la libertà o  il rispetto della dignità individuale, ma evitare il fastidio che la visione di comportamenti diversi dai nostri può destare in chi questi comportamenti li attua per pigro conformismo e non per "cultura".

La mia opinione negativa sul burka è decisamente attenuata quando il costume è attillato, molto colorato e la ragazza che lo indossa è vistosamente truccata , l'effetto finale molte volte è più attraente e piacevole di molte sciatte ragazzine con la trippa che deborda da pantaloni a cavallo bassissimo.

Forse chi vuole proibire certi comportamenti in pubblico come contrari alla nostra cultura dimostra una sfiducia terribile nella sua forza e nella sua superiorità, o uno stupida illusione di superiorità intellettuale, per cui si crede che gli "altri" siano troppo stupidi per capire che in una società occidentale si vive meglio che in una teocrazia islamica.

Guarda io mi accontenterei che certi diritti venissero rispettati almeno nello stato in cui risiedo. Franco, lasciatelo dire amichevolmente: questo modo di screditare come faziosi quelli che non la pensano come te e l'accusa di "razzismo al contrario" (cosa sara' mai Franco il razzismo al contrario?) e di ideologia anti-occidentale e' particolarmente fastidioso: e' chiaro, normale e sano che ogni cittadino sia interessato ai diritti di casa sua e meno (molto meno) ai diritti in casa d'altri.

Questa retorica della reciprocita' poi e' una sciocchezza inenarrabile, quasi il sintomo di un ossessione ancestrale, tipo "mamma li turchi". Il mondo e' pieno di posti di m**da: dobbiamo abbassarci al livello di tutti oppure solo al livello degli odiati mori? Mi chiedo come uno che si professa liberale non riesca distinguere tra le responsabilita' degli individui e quelle delle istituzioni statali in cui per sua sventura risiede. Come fai a non capire che il sig. Mohammad non deve pagare in Italia per le leggi illiberali che vigono nel suo paese d'origine? E se lo capisci, a che serve questo distinguo per cui "si va bene i diritti ma quelli sono anti-occidentali, non hanno credibilita', che stiano zittini"?

Luca - sempre amichevolmente, s'intende, sebbene il tuo intervento non appaia così amichevole ..... - non ti seguo proprio.

Quale sarebbe

questo modo di screditare come faziosi quelli che non la pensano come te

e perché per te

l'accusa di "razzismo al contrario" e di ideologia anti-occidentale è particolarmente fastidiosa

quando io dico semplicemente che certe furiose polemiche me ne ricordano altre, passate, che prendevan le mosse da una presunta colpa "madre" della società occidentale per strepitare richiedendo il disarmo unilaterale, senza tener conto della realtà globale? Non ricordi, forse? Oppure era quella, ai tempi, la tua posizione, che ricordi con una qualche nostalgia?

Inoltre, dove darei adito al dubbio se

dobbiamo abbassarci al livello di tutti oppure solo al livello degli odiati mori?

e fornirei evidenza della mia incapacità di

capire che il sig. Mohammad non deve pagare in Italia per le leggi illiberali che vigono nel suo paese d'origine

se ho dichiarato che, per quanto mi riguarda, tutti si possono vestire come meglio credono e mostrare in pubblico qualsivoglia appartenenza, quindi mai ho chiesto reciprocità, ma solo espresso insofferenza per questo intollerabile atteggiamento "politically correct" che vuole farci sentire tutti in colpa e vieta di malgiudicare altrui costumi?

Dunque, dove mai avrei chiesto di tacere a supposti soggetti privi di credibilità?

Non è, per caso, che una digestione un po' difficile od un caldo insopportabile ti abbiano spinto a reagire con un bel processo alle intenzioni che, ne converrai, non è esattamente il modo migliore di discutere?

Suvvia, Luca ....

 

 

quando io dico semplicemente che certe furiose polemiche me ne ricordano altre, passate, che prendevan le mosse da una presunta colpa "madre" della società occidentale per strepitare richiedendo il disarmo unilaterale, senza tener conto della realtà globale? Non ricordi, forse? Oppure era quella, ai tempi, la tua posizione, che ricordi con una qualche nostalgia?

Scusa, che c'entra? Non ho la più vaga alba di cosa Luca ricordi con nostalgia o meno, né m'importa, ma che c'entrano le teorie sul disarmo nucleare unilaterale con il principio secondo cui NON si richiede reciprocità nell'applicazione di certi diritti civili? Non vedo connessione alcuna, né logica né fattuale. Quale sarebbe la connessione fra una cosa e l'altra? Se intendo l'unica possibile è del tipo: "a VR  si lascerà che la gente vada in piscina in "burkini" solo se a [DOVE?] si pemetterà a [CHI?] di fare [CHE COSA?]." È questa? Mi auguro di no: Free trade is unilaterally good, e lo stesso vale per la libertà ...

La questione, nel caso specifico, mi sembra semplice semplice: che ne pensi della reazione delle mamme veronesi qui descritta e, in particolare, delle acute dichiarazioni del signor Tosi?

Il resto mi sembra irrilevante retorica: non vedo perché, ogni volta che perseguo l'idiozia X che avviene sotto le mie finestre io debba preoccuparmi dei miliardi di idiozie W, Y and Z che accadono nel mondo. La loro esistenza non aumenta né diminuisce la natura idiota di X, e se X accade davanti a me io mi occupo di X. Mi sembra un sano e pragmatico metodo d'azione, che tutti coloro i quali so scevri di pregiudizi ideologici farebbero bene ad adottare.

Michele, la mia posizione non lascia adito a dubbi di alcun genere: ho scritto

per quanto mi riguarda, tutti si possono vestire come meglio credono e mostrare in pubblico qualsivoglia appartenenza

quindi non ho chiesto reciprocità, né ho sostenuto che alcuno debba pagare qui per le leggi illiberali che vigono nel suo paese d'origine e neppure chiedo il silenzio di chi la pensi diversamente da me, come sostiene Luca: egli, dunque, fa un processo alle mie intenzioni, che io trovo scorretto e pretestuoso. Punto.

Per quanto riguarda il tuo "che c'entra?", la risposta è: nulla, strettamente. Ma l'argomento in discussione mi ha suggerito un'altra riflessione -  a mio avviso  legittima - relativa ad un atteggiamento comune in Occidente, che io giudico sbagliato e che potrebbe esser legato ad un qualche senso di colpa collettivo oppure ad una pregiudiziale ideologica come quella che stava alla base della richiesta di disarmo unilaterale. Ritengo una ricchezza la convivenza di molte opinioni differenti - tipica delle società libere - e proprio per tale motivo, accanto al giudizio sui fatti di casa, io rivendico il diritto di esprimermi anche sui fatti altrui: non credo che ci si debba limitare a guardare nel proprio orticello e, tra l'altro, nel mondo globalizzato mi pare che ciò che avviene altrove possa avere influenza pure qui.

Trovo strano, e non molto liberale, che qualcuno possa condannare tale posizione .... :-)

Franco:

la tua posizione sta diventando funambolica.

Se l'argomento non c'entra nulla, perché l'hai tirato fuori?

Io ti ho chiesto una valutazione su quanto è accaduto a VR e sulle dichiarazioni del sindaco della medesima città. La questione è solo quella, non ve ne sono altre. E le risposte possibili sono solo due: "giusto", "sbagliato". Il "da un lato ... dall'altro lato ..." qui non vale. Sono azioni specifiche, chiare e determinate. O sono accettabili, o non lo sono.

Michele, francamente ...... ci son solo due possibilità: o io utilizzo l'aramaico oppure tu non leggi ciò che scrivo (ce ne sarebbe una terza, ma mi rifiuto di offenderti pensando che tu non voglia capire ciò che dico). Facciamo che sia vera la prima, ma solo per amicizia ..... :-)

Ci riprovo.

Tutto parte dal mio commento che si schiera dalla parte della libertà individuale - cosa che non ti dovrebbe sorprendere, almeno spero .... - e che, quindi, non può sottintendere l'approvazione per alcuna misura restrittiva né per dichiarazioni in tal senso, ma esprime anche la mia opinione relativamente ad un atteggiamento che a me pare diffuso e sbagliato (non sto a ripetere, se ti va rileggi ....).

A tale intervento è seguito un duro commento di Luca Neri, che io trovo scorretto e pretestuoso in quanto legge nelle mie parole ciò che non è scritto - configurandosi come un processo alle intenzioni - ed anzi trae (incredibilmente, se non c'è preconcetto) conclusioni in netto contrasto con quanto asserisco relativamente al tema in oggetto.

Non ha alcuna importanza che questa mia seconda considerazione sia un off-topic: nessuna legge (ed, a mio avviso, nemmeno il buon senso) impedisce di proporre considerazioni che vengano alla mente, non tanto in correlazione al post stesso, quanto in seguito alla constatazione che alcuni diffusi atteggiamenti emergono nelle diatribe ospitate dai media, ogni volta che si dicutono simili argomenti.

Considero tale tema meritevole di attenzione, perciò l'ho introdotto. Se ad altri non interessa oppure lo ritengono fallace, od ancora suscita irritazione, pazienza. Me ne farò una ragione, senza accusare a destra ed a manca, e continuerò a spingere lo sguardo anche oltre l'orto di casa ..... :-)

Scusami, ma - lo ribadisco - la mia posizione è di una chiarezza esemplare e non del tipo "da un lato ...... dall'altro". Dunque il funambolismo c'entra come il cavolo a merenda .....

 

Franco,

ma nn è che da poco hai letto questo o questo? :-)

No, per la verità nemmeno ne conoscevo l'esistenza ...... :-)

Ma, com'è evidente, il tema è quello che sollevavo. Od almeno parte di esso, accanto all'aspetto ideologico, proprio della sinistra estrema: qualcuno vuole affrontarlo?

Rispondo qui, per comodità, anche alla questione che poni nell'altro intervento. Come sai, io voto Lega per motivi razionalmente legati a quella che mi pare l'unica opportunità che questo Paese ha di cambiare in senso federale, con benefiche conseguenze sulla responsabilizzazione delle amministrazioni locali.

Non condivido, infatti, gran parte delle esternazioni ed anche delle posizioni espresse dai suoi maggiorenti - e considero Borghezio un troglodita - ma non vedo cose granché migliori altrove, ed il conferimento di significativa forza contrattuale a quel partito è fondamentale, a mio giudizio, per arginare quella prevalenza meridionalista che tanti danni ha prodotto - al Sud in primis - e per avere una possibilità di cambiare la struttura del Paese, obiettivo fermamente perseguito solo dai leghisti (sebbene non sia affatto scontato che le motivazioni siano nobili ....).

Ritengo sia giusto rimarcare che il risultato sin qui ottenuto non è di grande rilievo ma, d'altra parte, l'importante è iniziare un percorso in quella direzione e cercare, passo dopo passo, di proseguire. Io non ho alcun dubbio che, senza una Lega determinante per il governo centrale, nemmeno si sarebbe partiti - ci si sarebbe persi nelle consuete interminabili discussioni, nei media ed in pletoriche ed inconcludenti commissioni bicamerali - e tu?

Franco, prendo atto e me ne rallegro che a te le decisioni delle amministrazioni comunali in discussione non piacciono affatto, diciamo cosi', senza se e senza ma. Pendo atto e me ne rallegro che il principio di reciprocita' non ti aggrada punto.

Nonostante le tue spiegazioni non riesco tuttavia ancora a capire il senso delle affermazioni seguenti:

"Poi, una riflessione. Mi piacerebbe davvero che chi impiega il suo tempo a difendere strenuamente il (sacrosanto) diritto di ciascuno ad essere ciò che è - e di mostrarlo in pubblico - dalle nostre parti prendesse anche ferma posizione in merito alle molte regole che non paiono garantire esattamente la pari dignità in altri luoghi. Insomma, eviterei un certo razzismo "al contrario", che puzza alquanto di ideologia anti-occidentale, apparentemente diffuso in taluni ambienti politici che, tante volte, abbiamo visto e sentito cianciare di disarmo unilaterale e simili facezie ...."

Qui non si lascia intendere che se le critiche provengono da "una certa sinistra", quella terzomondista per intenderci, non sono credibili perche' questa gente e' anti-occidentale o peggio, sono razzisti-al contrario? Se cosi' fosse, questo distinguo e' per me inaccettabile.

Secondo, se l'orizzonte culturale cui ti riferisci in quel paragrafo non e' il principio di "reciprocita'", perche' se non si prende una ferma posizione nei confronti del mondo arabo, si rischia di finire nella speciosa dinamica del "razzismo al contrario che puzza di anti-occidentalismo"?

Io saro' un tremendo egoista, ma non mi struggo se in Afghanistan non ci sono diritti civili, e non ho alcuna intenzione di prendere ferma posizione sul tema. Pero' mi sento a pieno titolo autorizzato a pretendere che i diritti ci siano a casa mia. 

Anche la tua successiva risposta tradisce un'equivoco di fondo. Nessuno vieta a Franco Bocchini, come libero cittadino, di criticare i costumi altrui. Quando pero' questa critica diventa discorso pubblico, addirittura discorso politico, allora entriamo in un'area di pericolo. La politica deve rimanere neutrale di fronte alle scelte private dei cittadini. Non c'entra nulla la sudditanza culturale, l'anti-capitalismo o il senso di colpa dell'occidente ricco. Politically correct in italia e' diventato erroneamente sinonimo di ipocrisia. In realta' si tratta di stabilire il confine di competenza della politica, che nell'Italia dei preti e' perso, ma non dovrebbe esserlo in un'Italia illuminista.