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Padani o Polinesiani?

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In effetti è un paragone tra due estremi un pò azzardato. Forse sono io che vedo le seconde (quelle "libere", col bikini) più tristi e meno coscienti delle prime (quelle col burka) ma non posso fare a meno di pensare che il fatto di essere, ad esempio, "libere" di andarcene in spiaggia in topless sia un pò (seppur non completamente) spinto dalla società stessa.

Ovvero: siamo libere di metterci in topless perchè ci siamo guadagnate questo "diritto", questa "libertà"  a suon di manifestazioni femministe (mah...) o in realtà, tutto sommato, alla società non dispiace guardarci le tette? I bikini diventano sempre più string, le ragazze in tv sempre più "tanghine", eppure grosse proteste contro il costume intero non ne ho viste...

Anche a me piace il bikini, e pure i nudisti mi stanno simpatici, ma mi chiedo perchè il mercato è pienissimo di bikini, string bikini, monokini ecc, e privissimo di costumi al ginocchio. Non li vuole nessuno, dite? Secondo me invece avrebbero un mercato. Ce l'avrebbero se le case di moda li sdoganassero e il target di questo articolo potesse, QUINDI, non sentirsi "out". Possibile che sia così labile il confine tra libertà e fashion? Sono loro schiave del burkini o noi schiave di D&G e striscia la notizia....? Ai posteri...

Non è un discorso "femminista" il mio, dico solo che le società, le mode e i costumi dei popoli si evolvono in base ai gusti ai desideri e ai giochi di forza interni ai popoli stessi.

Soprattutto, ciò che mi interessava dire, è che ai sindaci citati nel post non importa nulla della libertà delle donne col burkini. Gli importa solo levarsele dai piedi, e senza passare per razzisti.

 

 

Comprendo il discorso, ma il paragone continua a non reggere. Quella specie di mancanza di libertà di cui hai parlato per le italiane proviene dalla società orrendamente conformista della quale le italiane fanno coscientemente parte. Nessuno le ha obbligate a ingaggiare la guerra all'ultimo sguardo che ingaggiano ogni volta che si presentano in pubblico (questo vale anche per i maschietti): quindi il loro è parte della condizione umana, non di una società illiberale.

Te lo dice uno che ha indossato calzini bianchi e vestiti consunti per tutta l'università. Nessuno mi ha obbligato a vestire bene, e io non l'ho fatto.

Chiaramente, chi indossa un chador è obbligato a farlo per ragioni ben più di pressanti di chi vuole essere la più bella - o il più bello - del reame.

Credo ci siano persone più o meno coscienti in entrambi i gruppi, e che gli obblighi a vestirsi in un certo modo non siano limitati agli islamici.

Detto questo, dubito sia diffuso il caso di genitori che obbligano figlie riluttanti a girare mezze nude, per cui tendo a pensare che queste siano più libere di quelle che girano in burqa.Non credo però che a queste sia consentito frequentare spiagge e piscine miste, almeno se il burqa è imposto dalla famiglia.

Se una ragazza gira in tanga per piacere ad un ragazzo o per sentirsi parte di un gruppo posso forse trovarla insipida (per la verità di regola penso ad altro...), ma resta libera.Nessuno è schiavo di D&G, molti si comportano come lo fossero per mancanza di carattere.

Quanto ai costumi al ginocchio non sperare negli stilisti: quelli seguono il pubblico molto più di quanto lo guidano, non giocherebbero mai il loro nome su una scomessa balzana come quella.Dubito che messi sul mercato avrebbero un grande seguito, magari qualche casa minore o "etnica" (gli islamici non sono i soli a trovare osceni i bikini) prima o poi ci proverà.

 dubito sia diffuso il caso di genitori che obbligano figlie riluttanti a girare mezze nude

già, effettivamente la famiglia lo cicero pare un poco eccentrica

www.youtube.com/watch?v=UEOaN7qNETI&feature=related