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Padani o Polinesiani?

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Franco, prendo atto e me ne rallegro che a te le decisioni delle amministrazioni comunali in discussione non piacciono affatto, diciamo cosi', senza se e senza ma. Pendo atto e me ne rallegro che il principio di reciprocita' non ti aggrada punto.

Nonostante le tue spiegazioni non riesco tuttavia ancora a capire il senso delle affermazioni seguenti:

"Poi, una riflessione. Mi piacerebbe davvero che chi impiega il suo tempo a difendere strenuamente il (sacrosanto) diritto di ciascuno ad essere ciò che è - e di mostrarlo in pubblico - dalle nostre parti prendesse anche ferma posizione in merito alle molte regole che non paiono garantire esattamente la pari dignità in altri luoghi. Insomma, eviterei un certo razzismo "al contrario", che puzza alquanto di ideologia anti-occidentale, apparentemente diffuso in taluni ambienti politici che, tante volte, abbiamo visto e sentito cianciare di disarmo unilaterale e simili facezie ...."

Qui non si lascia intendere che se le critiche provengono da "una certa sinistra", quella terzomondista per intenderci, non sono credibili perche' questa gente e' anti-occidentale o peggio, sono razzisti-al contrario? Se cosi' fosse, questo distinguo e' per me inaccettabile.

Secondo, se l'orizzonte culturale cui ti riferisci in quel paragrafo non e' il principio di "reciprocita'", perche' se non si prende una ferma posizione nei confronti del mondo arabo, si rischia di finire nella speciosa dinamica del "razzismo al contrario che puzza di anti-occidentalismo"?

Io saro' un tremendo egoista, ma non mi struggo se in Afghanistan non ci sono diritti civili, e non ho alcuna intenzione di prendere ferma posizione sul tema. Pero' mi sento a pieno titolo autorizzato a pretendere che i diritti ci siano a casa mia. 

Anche la tua successiva risposta tradisce un'equivoco di fondo. Nessuno vieta a Franco Bocchini, come libero cittadino, di criticare i costumi altrui. Quando pero' questa critica diventa discorso pubblico, addirittura discorso politico, allora entriamo in un'area di pericolo. La politica deve rimanere neutrale di fronte alle scelte private dei cittadini. Non c'entra nulla la sudditanza culturale, l'anti-capitalismo o il senso di colpa dell'occidente ricco. Politically correct in italia e' diventato erroneamente sinonimo di ipocrisia. In realta' si tratta di stabilire il confine di competenza della politica, che nell'Italia dei preti e' perso, ma non dovrebbe esserlo in un'Italia illuminista.