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Informazione scadente dal Corriere della Sera: imprenditori sotto i 30 anni nelle regioni italiane

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Alberto, concordo perfettamente con la tua opinione che, a partire dall'ennesimo episodio, evidenzia la bassa qualità dell'informazione italiota.

Però - e forse son io che non capisco - mi chiedo anche a che accidenti serva una simile statistica che, come scrive Andrea Gilli, non entra nel merito della questione. Si fornisce, insomma, una mera analisi quantitativa (tra l'altro traendone un non sequitur) che esclude ogni aspetto qualitativo, utile a distinguere le caratteristiche della situazione in esame.

Però - e forse son io che non capisco - mi chiedo anche a che accidenti serva una simile statistica

Il mio intervento voleva essere una critica al modo in cui alcuni dati sono stati riportati sulla stampa italiana, indipendentemente dalla validita' e dall'utilita dello studio di Confindustria che li conteneva, che non ho letto in originale ma di cui ho una solo una misera e alquanto distorta idea dal mediocre resoconto giornalistico che ho criticato.

Poi credo siamo almeno in tre ad essere d'accordo che il solo dato dei numeri dei giovani imprenditori titolari di ditte individuali non consente di trarre praticamente alcuna conclusione valida e utile, se non viene complementato di molte altre informazioni (ad es. settore di attivita', redditi dichiarati, disoccupazione giovanile, vita media delle imprese).  Pero' i dati statistici sono sempre utili, specie in un Paese come l'Italia dove domina la retorica fumosa e senza relazione coi fatti.