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Figli & figliastri

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Premetto, sono "sudtirolese". Detto cio', alcune considerazioni, ovviamente di parte:

1) e' vero, l'alto adige ormai e' una specie di dittatura socialista, per quanto molto benevola. La SVP fa il bello ed il brutto tempo, ed il peso della stessa nell'economia locale e' andata continuamente crescendo, sia per la presenza nell'azionariato di molte aziende (non capisco per esempio perche' non sia stato possibile fare le terme a Merano con capitali privati!), che per numero di impiegati in strutture pubbliche o assimilabili. Difficile negare che questa situazione sia colpa delle risorse economiche a disposizione del governo locale.

2) la mia critica principale all'articolo riguarda il secondo e terzo paragrafo. Sappiamo tutti come l'Alto Adige sia entrato a far parte dell'Italia, e nelle parole del DoktorFranz leggo il tipico atteggiamento di molti italiani che ritengono che, nonostante l'ingiusta annessione e le successive violenze fasciste, i sudtirolesi debbano dimenticare la loro identita' e rinunciare definitivamente alle proprie origini solo per i soldi e l'autonomia che hanno avuto dallo stato italiano nel dopoguerra. DF vuole ridurre la percentuale di tasse che torna in Sudtirolo. Seguiranno simili richieste anche relative alla riduzione di autonomia? Le affermazioni di DF secondo le quali dietro alla difesa di autonomia si cela solo "accaparramento di risorse" e', a mio avviso, offensiva. Forse si puo' giustificare solo perche' detta da un italiano, ed a mio avviso l'Italia e' stato ma non nazione, e per la maggior parte degli italiani il senso di appartenenza ad una nazione e' un sentimento sconosciuto.

3) come dice DF il Sudtirolo contribuisce solo marginalmente all' "alimentazione della bestia", ma non costituisce nemmeno un peso per il bilancio dello stato. Considerando la storia della regione, non la considero una cosa sbagliata: l'Italia trova al suo interno un piccolo stato nello stato, che funziona bene, e tutto sommato contribuisce al prestigio del paese. Non mi sembra poca cosa.

4) chiudo con una nota polemica: ci sono altre regioni a statuto speciale, con giustificazioni molto meno forti (Val D'Aosta, andatevi a vedere i privilegi degli abitanti di questa regione) e i cui problemi pesano decisamente di piu' nel contesto nazionale (Sicilia, Sardegna). DF invece se l'e' presa con l'Alto Adige: invida, o la solita piva degli italiani nei confronti dei "crucchi"?

C'é da aggiungere sul numero di dipendenti statali che nell'Alto Adige é molto alto perché é sede del IV corpo d'armata e quindi, in una regione molto piccola, questo alza notevolmente la percentuale sulla popolazione residente.

DF vuole ridurre la percentuale di tasse che torna in Sudtirolo.

No, voglio uguale trattamento per tutti i "territori del regno". L'opzione migliore in assoluto è, ovviamente, quella in vigore dalle tue parti ma - dovendo fare i conti con l'odiosa realtà - un second best potrebbe essere un certo riequilibrio di prelievo per il (mal)funzionamento della macchina centrale di cui, comunque, bisogna ridurre il peso.

nelle parole del DoktorFranz leggo il tipico atteggiamento di molti italiani che ritengono che, nonostante l'ingiusta annessione e le successive violenze fasciste, i sudtirolesi debbano dimenticare la loro identita'

Prego? Un veneto, pure con qualche goccia di sangue austriaco nelle vene, che chiede ad altri di rinunciare alla propria identità sarebbe davvero anomalo ..... Tra l'altro, ogni annessione è "ingiusta" in quanto determinata da eventi che passano sopra le teste delle popolazioni: se tu prendessi in esame anche la storia di altri territori troveresti (quasi?) ovunque motivo di recriminazione. Perché consideri validi solo i tuoi?

a mio avviso l'Italia e' stato ma non nazione

Certo. O, come sostieni più precisamente, per la maggior parte degli italiani il senso di appartenenza ad una nazione e' un sentimento sconosciuto. So what?

Le affermazioni di DF secondo le quali dietro alla difesa di autonomia si cela solo "accaparramento di risorse" e', a mio avviso, offensiva.

Nient'affatto. Trattasi di umana realtà ...... Altrimenti il caro Durni non si opporrebbe alle richieste del Veneto, ma le supporterebbe. Suvvia .... Il suo atteggiamento dipende solo dal timore di perderci, in termini di risorse e, di conseguenza, anche elettoralmente ...... :-)

ci sono altre regioni a statuto speciale [.......] DF invece se l'e' presa con l'Alto Adige: invida, o la solita piva degli italiani nei confronti dei "crucchi"?

Leggi. Ho semplicemente preso in esame le situazioni che conosco bene, specificando che il discorso può (e deve) essere ampliato a tutti gli altri "statuti speciali". Niete di personale contro i "crucchi", dunque, né chiunque altro. In particolare, se provassi chissà quali rancori non trascorrerei una tal quantità di tempo in loco, né dichiarerei il mio amore per la tua terra .....

l'Italia trova al suo interno un piccolo stato nello stato, che funziona bene, e tutto sommato contribuisce al prestigio del paese. Non mi sembra poca cosa.

.... mentre il Veneto - con le sue città d'arte e la sua economia trainante, le sue bellezze naturali e gli eventi culturali noti ovunque - invece no: argomento deboluccio assai, direi ..... :-)

 

Le mie argomentazioni non erano comparative. Non nego che il Veneto possa rivendicare molto di cio' che l'Alto Adige ha ottenuto, un po' per l'impegno dei propri politici, un po' perche' le loro controparti italiane (De Gasperi ecc.) hanno riconosciuto cosa fosse necessario per controbilanciare l'anomalia del sudtirolo sotto governo italiano. Ripeto, il mio argomento non e' "noi abbiamo y meriti e quindi x ci e' dovuto", ma che in considerazione del contesto storico lo status attuale del Sudtirolo e' l'unico equilibrio accettabile se l'Italia vuole mantenere sovranita' sul suo territorio.

Insisto sulla tua "fissa" con Durni: quello che forse non comprendi bene e' che il suo potere dipende indissolubilmente dalla sua capacita' di impersonare di fronte ai sudtirolesi il difensore dell'autonomia. Ed il "popolo" ha le idee piuttosto chiare da questo punto di vista (come hanno anche dimostrato le recenti elezioni provinciali). Forse sono troppo "idealista" io, ma sicuramente (almeno in questo caso) sei troppo cinico tu.

come dice DF il Sudtirolo contribuisce solo marginalmente all' "alimentazione della bestia", ma non costituisce nemmeno un peso per il bilancio dello stato

dai dati qui riportati però risulterebbe una maggiore spesa statale rispetto ai tributi incassati. Sono dati del 2005, non so se si trovano più aggiornati. Ragioni della maggiore spesa ci sono tutte: dalla complicata orografia alle spese militari fino a quelle dell'istruzione (dato il bilinguismo). E ci aggiungerei quella sorta di "ricatto politico" giocato dai deputati SVP quando sono stati fondamentali per sostenere maggioranze precarie, data la storia dell'Alto Adige non vi è nulla di anormale o scandaloso in ciò.

A me comunque sembrano pagliuzze rispetto a ben altre travi che ci schiacciano pesantemente in Italia.

 

A me comunque sembrano pagliuzze rispetto a ben altre travi che ci schiacciano pesantemente in Italia.

Verissimo, quindi mi chiedo (come ho gia' fatto nel post precedente): perche' la "questione altoatesina" merita sempre tanta attenzione e torna continuamente alla ribalta? C'e' un risentimento di fondo? Perche' in Alto Adige si insiste tanto sul mantenimento della toponomastica italiana mentre in Val D'Aosta e' sparita senza clamore subito dopo la fine del fascismo?

Mah!

 

A me comunque sembrano pagliuzze rispetto a ben altre travi che ci schiacciano pesantemente in Italia.

Non ho mai apprezzato il benaltrismo. Non lo dico nel tuo specifico caso, ma serve, solitamente, a fuggire gli argomenti sgraditi. Il fatto che ci siano sempre problemi più gravi di quelli in esame non toglie che si possa/debba discutere di tutto ciò che, secondo le personali esperienze e convinzioni, non funziona.

E, btw, il ricatto politico esiste da sempre. Lo stesso accordo Degasperi - Gruber (che ho linkato anch'io nell'articolo, non ne sono certo ignaro ....) ne è una magnifica rappresentazione: è il prezzo - rispondo così all'idealista (e poco realista?) Christian - pagato dai vertici politici italiani del tempo per porre fine a tutta quella serie di problemi derivati dalla mentalità nazionalistica in voga nei decenni precedenti ed ottenere la ratifica di una sovranità, per quanto limitata, che non minasse "l'onore" di alcuno.

Situazioni di quel tipo, del resto, non sono rare nella storia del mondo. Talvolta si risolvono in modo che potremmo definire più o meno "giusto" (anche in relazione alle singole sensibilità, peraltro), talaltra no: che so, magari anche gli Istriani avrebbero gradito un trattato simile ma, si sa, life is unfair .....

nelle parole del DoktorFranz leggo il tipico atteggiamento di molti italiani che ritengono che, nonostante l'ingiusta annessione e le successive violenze fasciste

Quello e' un tipico atteggiamento di molti italiani ma non per quanto so io di DoktorFranz.

DF vuole ridurre la percentuale di tasse che torna in Sudtirolo. Seguiranno simili richieste anche relative alla riduzione di autonomia? Le affermazioni di DF secondo le quali dietro alla difesa di autonomia si cela solo "accaparramento di risorse" e', a mio avviso, offensiva. Forse si puo' giustificare solo perche' detta da un italiano, ed a mio avviso l'Italia e' stato ma non nazione, e per la maggior parte degli italiani il senso di appartenenza ad una nazione e' un sentimento sconosciuto.

Non credo proprio che DF voglia quello che tu scrivi, ma per non difendere chi non ne ha bisogno scrivero' cosa ne penso io.

L'autonomia del Sudtirolo e' sacrosanta e del tutto giustificata storicamente, anche un'eventuale indipendenza totale o un'annessione all'Austria sarebbero interamente giustificate e secondo me opportune.  L'agente negativo e' lo Stato italiano che ha adottato dal dopoguerra la strategia di beneficiare alcune sue regioni periferiche, in primo luogo il Trentino - Alto Adige, con un abnorme e ingiustificato livello di spesa pubblica per comperare il consenso politico locale alla desolante prospettiva di rimanere dentro i confini politici e aministrativi dello Stato italiano e del parlamento situato a Roma.

Oggi il Trentino e il Sudtirolo sono per PIL pro-capite tra le regioni piu' ricche al mondo eppure lo Stato italiano prende risorse finanziarie dal resto d'Italia (un'area oggi economicamente in declino e povera rispetto alla media UE15) per alimentare la loro spesa pubblica abnorme rispetto al resto d'Italia e ancora piu' abnorme rispetto alle regioni confinanti come Lombardia e Veneto.  Tutto cio' e' completamente insensato: la questione dell'autonomia deve essere completamente disgiunta dalle risorse finanziarie tantopiu' che le regioni in questione sono tra le piu' ricche al mondo e possono finanziare senza alcun problema la loro diversita' culturale.

come dice DF il Sudtirolo contribuisce solo marginalmente all' "alimentazione della bestia", ma non costituisce nemmeno un peso per il bilancio dello stato.

Finanziariamente il ST viene alimentato dalla "bestia" e costituisce un peso per il bilancio dello Stato (vedi Spesa_pubblica_e_tributi_pagati_nelle_Regioni_d'Italia e scribd, pag.10 e pag.13). In cambio dell'alimentazione finanziaria, il ST ritorna alla "bestia" consenso politico, per esempio consenso politico contrario ad una maggiore autonomia e ad un federalismo anche finanziario che interessi le altre Regioni non speciali, per esempio le Regioni limitrofe Veneto e Lombardia.  E' questo il comportamento del ST che da' fastidio, sono sicuro anche a DoktorFranz.  Consiglio ai Sudtirolesi di salvaguardare le loro autonomie ma di non vendere il loro consenso politico in cambio di spesa pubblica come fanno le Regioni meridionali del Belpaese. Si tratta di un comportamento nocivo per l'Italia e in prospettiva futura certamente nocivo anche per il ST: la prosperita' aquisita con i soldi degli altri e' insana, insicura, introduce dipendenza e disincentiva il lavoro sano e produttivo unica base di prosperita' sana e duratura.

4) chiudo con una nota polemica: ci sono altre regioni a statuto speciale, con giustificazioni molto meno forti (Val D'Aosta, andatevi a vedere i privilegi degli abitanti di questa regione) e i cui problemi pesano decisamente di piu' nel contesto nazionale (Sicilia, Sardegna). DF invece se l'e' presa con l'Alto Adige: invida, o la solita piva degli italiani nei confronti dei "crucchi"?

Sicilia e Sardegna pesano piu' del ST unicamente perche' hanno un numero superiore di abitanti (in particolare la Sicilia).  Pro-capite il ST prende dalla "bestia" risorse finanziarie comparabili, pur essendo al contrario delle due Isole una delle aree piu' ricche e sviluppate del mondo.  Questo andazzo e' ignomignosa responsabilita' dello Stato italiano, perche' senza dubbio non e' il Trentino-Alto Adige ad estorcere denaro dalla Repubblica italiana.  Tuttavia va sottolineato che e' in atto uno scambio tra risorse date al ST e consenso politico dei sudtirolesi alla permanenza in Italia e al mantenimento dell'amministrazione borbonica italiana fatta di spesa pubblica per la compravendita di consenso politico nelle Regioni assistite, incluso il ST.

 

Concordo pienamente (e l'ho scritto nel primo punto della mia replica al DF) che lo "statalismo" in AA-ST ha preso una brutta piega, e non c'e' molto da aggiungere su quanto hai scritto.

Non concordo invece sul fatto che l'autonomia "politica" debba essere disgiunta da quella "finanziaria". Va eliminato quello che tu definisci residuo fiscale negativo, ma come potrebbe esserci esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo se poi si deve sottostare a vincoli di bilancio imposti dall'esterno?

Una curiosita': nei tuoi numeri, come si tiene conto del fatto che in alcune regioni la gran parte delle strade e' di competenza statale o gestita dall'ANAS, mentre in altre (eg AA-ST) tutte le strade sono di competenza provinciale? In altre parole, nel primo caso le spese per la manutenzione delle strade viene spalmata sulle regioni interessate? Ovviamente lo stesso discorso varrebbe per altri settori di spesa pubblica (non saprei come fare per la difesa...).

come si tiene conto del fatto che in alcune regioni la gran parte delle strade e' di competenza statale o gestita dall'ANAS, mentre in altre (eg AA-ST) tutte le strade sono di competenza provinciale? In altre parole, nel primo caso le spese per la manutenzione delle strade viene spalmata sulle regioni interessate? Ovviamente lo stesso discorso varrebbe per altri settori di spesa pubblica (non saprei come fare per la difesa...).

Vedi, Christian, al di là dei numeri che fotografano le singole situazioni - sui quali ci si può accapigliare giudicandone l'adeguatezza - sempre lì siamo. Al "ci spettano più risorse giacché abbiamo maggiori competenze". Ma t'invito a riflettere sul fatto che il problema, in realtà, sia a monte: perché, di grazia, anche gli altri territori che lo volessero non dovrebbero avere le stesse competenze e, dunque, le medesime modalità di copertura delle spese?

DF, sfondi una porta aperta, ma tu, poco sopra, affermi il contrario: visto che non possiamo estendere i privilegi agli altri, togliamone qualcuno all'AA-ST. Per inciso nell'ultimo intervento non chiedo piu' risorse poiche' abbiamo maggiori competenze, mi chiedevo semplicemente se la diversa assegnazione delle competenze non possa distorcere il quadro "top-down" entrate vs uscite.

Per il resto io non faccio altro che rilevare che quei privilegi nel caso dell'AA-ST hanno radici storiche "sensate", senza negare che abbiano recentemente introdotto storture rilevanti.

Chiudo ripetendo l'invito a non sminuire la complessita' del personaggio Durni: quasi sempre ha dimostrato di agire nell'esclusivo interesse della popolazione, rimanendo fermo sia nei confronti di interessi particolari (conosci altri politici che hanno fatto licenziare in tronco dipendenti pubblici perche' non lavoravano? e questo molto prima di Brunetta), che di avversari politici (non e' facile tenere al margine gli estremisti, soprattutto negli ultimi anni). La deriva statalista, pero' e' innegabile...

tu, poco sopra, affermi il contrario: visto che non possiamo estendere i privilegi agli altri, togliamone qualcuno all'AA-ST

No, io non voglio privilegi, ch'è cosa ben diversa. Possiamo discutere del modo di arrivare a quel risultato - che rimane nel mirino - per accordarci sui compromessi da accettare in una fase intermedia. Oggi i privilegi ci sono, è innegabile ed ingiustificato. A mio avviso non hanno senso e le proteste in merito ad essi rimangono perfettamente legittime.

Vorrei, però, ribadire un punto, che a me pare significativo. Se veramente Herr Durni fosse quel cavaliere senza macchia, animato solo dal sacro fuoco dell'autonomia - diritto fondamentale ed irrinunciabile dei popoli, per il quale battersi - non si opporrebbe alle legittime aspirazioni in tal senso che altre popolazioni esprimono, ma anzi le appoggerebbe. Con il suo atteggiamento, invece, dimostra in modo inequivocabile di agire in funzione della convenienza, sia essa "del suo popolo" oppure del suo partito od addirittura personale (non so e non mi interessa quale, probabilmente un mix di tutte): è ovvio il timore di aver qualcosa da perdere in caso di concessione altrove delle medesime condizioni vigenti nell'AA-ST.

Quanto alla capacità di gestione delle frange estremiste (non direi solo avversari politici, Christian, citando il mitico vicesindaco di BZ, Ellecosta, che dichiara "Il 25 aprile non ho nulla da festeggiare, il Suedtirol è stato liberato dalla Wehrmacht nel settembre 1943" ......), non è in discussione. Egli è un abilissimo politico, ma ....... che c'entra?

Non concordo invece sul fatto che l'autonomia "politica" debba essere disgiunta da quella "finanziaria". Va eliminato quello che tu definisci residuo fiscale negativo, ma come potrebbe esserci esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo se poi si deve sottostare a vincoli di bilancio imposti dall'esterno?

Intendo dire che nel contesto italiano Trentino e Sudtirolo sono regioni ricche, ai vertici del PIL pro-capite, e anche nel contesto mondiale sono aree ricche e sviluppate.  Per l'esercizio dell'autonomia quindi non hanno bisogno di alcun contributo dallo Stato italiano, ma dovrebbero usare esclusivamente le risorse interne, senza alcun aiuto.  Semmai, considerato anche che specie ultimamente amano votare a sinistra, dovrebbero versare parte delle loro tasse alla cassa centrale di Roma per solidarieta' con le Regioni ben piu' povere e sottosviluppate del resto della Penisola. E' ridicolo e vergognoso per esempio che Dellai alzi lamenti e strida al cielo in questi ultimi gg rtiguardo il fatto che col federalismo fiscale rischierebbe di perdere 500 milioni di Euro. Invece e' apprezzabile che soprattutto mi sembra i sudtirolesi abbiano accettato di fare solidarieta' indirettamente assumendo alcune funzioni dello Stato centrale senza trasferimenti aggiuntivi.

E' vero che l'autonomia vera include anche il potere di organizzare e modulare l'imposizione fiscale.  Non vedo tuttavia alcuna necessita' che l'autonomia della essere finanziata dallo Stato cenntrale.  E' anche una questione di incentivi perversi: se l'autonomia viene finanziata con le tasse altrui tutte le Regioni sono incentivate a chiedere autonomia indipendentemente dalle reali preferenze dei loro abitanti, come quegli italiani residenti a 20m sul livello del mare che si autodichiarano "comunita' montana". Per questo motivo ritengo che anche nel caso delle Regioni piu' povere e sottosviluppate lo Stato italiano non dovrebbe pagare una lira per l'esercizio dell'autonomia.  Per esempio, l'intero costo dell'Assemblea regionale siciliana dovrebbe ricadere unicamente al 100% sui contribuenti siciliani, come anche il costo dei dipendenti regionali.

Nessuna discussione sul fatto che ad autonomia legislativa debba corrispondere autonomia finanziaria, escludendo aiuti dall'esterno.

Ma in questo caso non stiamo parlando di razionali questioni amministrativo-economiche, ma di irrazionali (o meglio, con una razionalità vista da una diversa angolazione) questioni politiche: l'Italia vuole mantenere la sua sovranità territoriale in SuedTirol? Che paghi la sua ambizione! C'è però da dire una cosa, se il ST vuole garantirsi l'autonomia e fa le sue (giuste) rivendicazioni storiche, perché non organizza un referenum per l'indipendenza, come ha fatto il Montenegro?

O questo è un discorso troppo da "estremisti" della suedtiroler freiheit?

 

Una curiosita': nei tuoi numeri, come si tiene conto del fatto che in alcune regioni la gran parte delle strade e' di competenza statale o gestita dall'ANAS, mentre in altre (eg AA-ST) tutte le strade sono di competenza provinciale? In altre parole, nel primo caso le spese per la manutenzione delle strade viene spalmata sulle regioni interessate? Ovviamente lo stesso discorso varrebbe per altri settori di spesa pubblica (non saprei come fare per la difesa...).

Gli studi relativi ad entrate e uscite dello Stato nelle Regioni sono laboriosi ma quando fatti con accuratezza e onesta' sono in grato di contabilizzare con ragionevole correttezza introiti e spese relative ai residenti delle diverse Regioni. Gli introiti statali includono le tasse pagate allo Stato centrale e quelle pagate a tutte le amministrazioni locali, le spese includono le spese decisa e operate dallo Stato centrale e le spese decise e operate da Regioni, Province e Comuni.  Se in una Regione i soldi delle strade vengono dalle Province, ci sara' una ripartizione diversa tra spesa statale e spesa provinciale, ma e' sempre possibile calcolare i totali.  Gli studi che ho indicato per quanto posso capire sono corretti, anche se forse il secondo del 2005 non e' riuscito ad attribuire correttamente l'origine di tutte le imposte incassate nel Lazio, che appaiono sovrastimate rispetto al primo studio e alle aspettative in base ai livelli di PIL locale e di evasione fiscale stimata.