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Figli & figliastri

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Concordo pienamente (e l'ho scritto nel primo punto della mia replica al DF) che lo "statalismo" in AA-ST ha preso una brutta piega, e non c'e' molto da aggiungere su quanto hai scritto.

Non concordo invece sul fatto che l'autonomia "politica" debba essere disgiunta da quella "finanziaria". Va eliminato quello che tu definisci residuo fiscale negativo, ma come potrebbe esserci esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo se poi si deve sottostare a vincoli di bilancio imposti dall'esterno?

Una curiosita': nei tuoi numeri, come si tiene conto del fatto che in alcune regioni la gran parte delle strade e' di competenza statale o gestita dall'ANAS, mentre in altre (eg AA-ST) tutte le strade sono di competenza provinciale? In altre parole, nel primo caso le spese per la manutenzione delle strade viene spalmata sulle regioni interessate? Ovviamente lo stesso discorso varrebbe per altri settori di spesa pubblica (non saprei come fare per la difesa...).

come si tiene conto del fatto che in alcune regioni la gran parte delle strade e' di competenza statale o gestita dall'ANAS, mentre in altre (eg AA-ST) tutte le strade sono di competenza provinciale? In altre parole, nel primo caso le spese per la manutenzione delle strade viene spalmata sulle regioni interessate? Ovviamente lo stesso discorso varrebbe per altri settori di spesa pubblica (non saprei come fare per la difesa...).

Vedi, Christian, al di là dei numeri che fotografano le singole situazioni - sui quali ci si può accapigliare giudicandone l'adeguatezza - sempre lì siamo. Al "ci spettano più risorse giacché abbiamo maggiori competenze". Ma t'invito a riflettere sul fatto che il problema, in realtà, sia a monte: perché, di grazia, anche gli altri territori che lo volessero non dovrebbero avere le stesse competenze e, dunque, le medesime modalità di copertura delle spese?

DF, sfondi una porta aperta, ma tu, poco sopra, affermi il contrario: visto che non possiamo estendere i privilegi agli altri, togliamone qualcuno all'AA-ST. Per inciso nell'ultimo intervento non chiedo piu' risorse poiche' abbiamo maggiori competenze, mi chiedevo semplicemente se la diversa assegnazione delle competenze non possa distorcere il quadro "top-down" entrate vs uscite.

Per il resto io non faccio altro che rilevare che quei privilegi nel caso dell'AA-ST hanno radici storiche "sensate", senza negare che abbiano recentemente introdotto storture rilevanti.

Chiudo ripetendo l'invito a non sminuire la complessita' del personaggio Durni: quasi sempre ha dimostrato di agire nell'esclusivo interesse della popolazione, rimanendo fermo sia nei confronti di interessi particolari (conosci altri politici che hanno fatto licenziare in tronco dipendenti pubblici perche' non lavoravano? e questo molto prima di Brunetta), che di avversari politici (non e' facile tenere al margine gli estremisti, soprattutto negli ultimi anni). La deriva statalista, pero' e' innegabile...

tu, poco sopra, affermi il contrario: visto che non possiamo estendere i privilegi agli altri, togliamone qualcuno all'AA-ST

No, io non voglio privilegi, ch'è cosa ben diversa. Possiamo discutere del modo di arrivare a quel risultato - che rimane nel mirino - per accordarci sui compromessi da accettare in una fase intermedia. Oggi i privilegi ci sono, è innegabile ed ingiustificato. A mio avviso non hanno senso e le proteste in merito ad essi rimangono perfettamente legittime.

Vorrei, però, ribadire un punto, che a me pare significativo. Se veramente Herr Durni fosse quel cavaliere senza macchia, animato solo dal sacro fuoco dell'autonomia - diritto fondamentale ed irrinunciabile dei popoli, per il quale battersi - non si opporrebbe alle legittime aspirazioni in tal senso che altre popolazioni esprimono, ma anzi le appoggerebbe. Con il suo atteggiamento, invece, dimostra in modo inequivocabile di agire in funzione della convenienza, sia essa "del suo popolo" oppure del suo partito od addirittura personale (non so e non mi interessa quale, probabilmente un mix di tutte): è ovvio il timore di aver qualcosa da perdere in caso di concessione altrove delle medesime condizioni vigenti nell'AA-ST.

Quanto alla capacità di gestione delle frange estremiste (non direi solo avversari politici, Christian, citando il mitico vicesindaco di BZ, Ellecosta, che dichiara "Il 25 aprile non ho nulla da festeggiare, il Suedtirol è stato liberato dalla Wehrmacht nel settembre 1943" ......), non è in discussione. Egli è un abilissimo politico, ma ....... che c'entra?

Non concordo invece sul fatto che l'autonomia "politica" debba essere disgiunta da quella "finanziaria". Va eliminato quello che tu definisci residuo fiscale negativo, ma come potrebbe esserci esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo se poi si deve sottostare a vincoli di bilancio imposti dall'esterno?

Intendo dire che nel contesto italiano Trentino e Sudtirolo sono regioni ricche, ai vertici del PIL pro-capite, e anche nel contesto mondiale sono aree ricche e sviluppate.  Per l'esercizio dell'autonomia quindi non hanno bisogno di alcun contributo dallo Stato italiano, ma dovrebbero usare esclusivamente le risorse interne, senza alcun aiuto.  Semmai, considerato anche che specie ultimamente amano votare a sinistra, dovrebbero versare parte delle loro tasse alla cassa centrale di Roma per solidarieta' con le Regioni ben piu' povere e sottosviluppate del resto della Penisola. E' ridicolo e vergognoso per esempio che Dellai alzi lamenti e strida al cielo in questi ultimi gg rtiguardo il fatto che col federalismo fiscale rischierebbe di perdere 500 milioni di Euro. Invece e' apprezzabile che soprattutto mi sembra i sudtirolesi abbiano accettato di fare solidarieta' indirettamente assumendo alcune funzioni dello Stato centrale senza trasferimenti aggiuntivi.

E' vero che l'autonomia vera include anche il potere di organizzare e modulare l'imposizione fiscale.  Non vedo tuttavia alcuna necessita' che l'autonomia della essere finanziata dallo Stato cenntrale.  E' anche una questione di incentivi perversi: se l'autonomia viene finanziata con le tasse altrui tutte le Regioni sono incentivate a chiedere autonomia indipendentemente dalle reali preferenze dei loro abitanti, come quegli italiani residenti a 20m sul livello del mare che si autodichiarano "comunita' montana". Per questo motivo ritengo che anche nel caso delle Regioni piu' povere e sottosviluppate lo Stato italiano non dovrebbe pagare una lira per l'esercizio dell'autonomia.  Per esempio, l'intero costo dell'Assemblea regionale siciliana dovrebbe ricadere unicamente al 100% sui contribuenti siciliani, come anche il costo dei dipendenti regionali.

Nessuna discussione sul fatto che ad autonomia legislativa debba corrispondere autonomia finanziaria, escludendo aiuti dall'esterno.

Ma in questo caso non stiamo parlando di razionali questioni amministrativo-economiche, ma di irrazionali (o meglio, con una razionalità vista da una diversa angolazione) questioni politiche: l'Italia vuole mantenere la sua sovranità territoriale in SuedTirol? Che paghi la sua ambizione! C'è però da dire una cosa, se il ST vuole garantirsi l'autonomia e fa le sue (giuste) rivendicazioni storiche, perché non organizza un referenum per l'indipendenza, come ha fatto il Montenegro?

O questo è un discorso troppo da "estremisti" della suedtiroler freiheit?

 

Una curiosita': nei tuoi numeri, come si tiene conto del fatto che in alcune regioni la gran parte delle strade e' di competenza statale o gestita dall'ANAS, mentre in altre (eg AA-ST) tutte le strade sono di competenza provinciale? In altre parole, nel primo caso le spese per la manutenzione delle strade viene spalmata sulle regioni interessate? Ovviamente lo stesso discorso varrebbe per altri settori di spesa pubblica (non saprei come fare per la difesa...).

Gli studi relativi ad entrate e uscite dello Stato nelle Regioni sono laboriosi ma quando fatti con accuratezza e onesta' sono in grato di contabilizzare con ragionevole correttezza introiti e spese relative ai residenti delle diverse Regioni. Gli introiti statali includono le tasse pagate allo Stato centrale e quelle pagate a tutte le amministrazioni locali, le spese includono le spese decisa e operate dallo Stato centrale e le spese decise e operate da Regioni, Province e Comuni.  Se in una Regione i soldi delle strade vengono dalle Province, ci sara' una ripartizione diversa tra spesa statale e spesa provinciale, ma e' sempre possibile calcolare i totali.  Gli studi che ho indicato per quanto posso capire sono corretti, anche se forse il secondo del 2005 non e' riuscito ad attribuire correttamente l'origine di tutte le imposte incassate nel Lazio, che appaiono sovrastimate rispetto al primo studio e alle aspettative in base ai livelli di PIL locale e di evasione fiscale stimata.