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Figli & figliastri

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A me sembra che il tono generale sia più vicino a quella maledetta malattia che si chiama invidia sociale  che ad altro (detto con benevola ironia, sia chiaro), perchè, date le condizioni storiche attuali, il Sud-Tirol rappresenta comunque un caso speciale e non assimilabile agli altri.

E' divenuto italiano in seguito alla sconfitta austo-ungherese nella I guerra mondiale. E questo comunque dovrebbe anche far riflettere i sud-tirolesi: se mamma Austria ha perso la guerra, per ingordigia, non volendo concedere all'Italia quanto per giustizia storica (cito, provocatoriamente, "l'ingiustizia storica" di cui parla lo statuto della SVP a proposito di separazione del Sud-Tirol dalla madrepatria) le spettava, non è colpa dell'Italia.

Già il re d'Italia, comunque, aveva riconosciuto e concesso ampia autonomia. Tra l'altro, aggiungo, che se il Sud-Tirol è "tedesco", Trento non lo è per niente. E' Italia, punto e basta.

Il Sud-Tirol parla una lingua tutta sua (a rigore, comunque, mi pare non sia neppure lingua tedesca), è per usi costumi e tradizioni più vicino al mondo crucco che al mondo italiano. E' stato vessato dalla politica di italianizzazione forzata fascista e al tempo stesso ha nutrito una certa simpatia nazista, simpatia che, alla fine della II guerra mondiale, è stata tra i motivi che hanno impedito alla riunificazione con mamma Austria ( altri motivi: le "simpatie" naziste austriache che non hanno di certo deposto a favore dell'Austria stessa al momento di discutere della spartizione di parte dei territori della sconfitta Italia, nonchè il fatto che in quella spartizione l'Italia aveva perso già l'Istria, vuoi per il peso politico del comunista Tito appoggiato da Stalin vuoi perchè era più "giusto" così).

In sintesi, il Sud-Tirol, personalmente, ha poco da frignare se sta in Italia: anch'esso ha le proprie colpe per la situazione che si è venuta a creare. L'Italia ha poco da frignare per l'autonomia concessa al Sud-Tirol: non ci vedo nulla di scandaloso, dal momento che è una "vera" minoranza distribuita su di un territorio non propriamente minuscolo, minoranza che per altro non vuole affatto integrarsi.

Piuttosto, gli statuti speciali che non hanno più ragion d'essere sono quello del Friuli Venezia Giulia e quello siciliano. Sulla Sardegna e la Valle d'Aosta si può discutere, personalmente più sulla seconda che sulla prima.

Una battuta finale (scusandomi per altro se il tono un po' irriverente può aver ferito qualcuno, ma non era mia intenzione, è che per sintesi e fretta sono andato di colpi d'ascia): se domani mattina mi proponessero indietro l'Istria in cambio del Sud-Tirol io firmerei ad occhi chiusi!!!

se domani mattina mi proponessero indietro l'Istria in cambio del Sud-Tirol io firmerei ad occhi chiusi!!!

di grazia, per curiosità, perchè?

Ok, in SudTirolo ci sono i germanofoni: ma anche tanti italofoni, e tanti "misti", costretti peraltro a dover scegliere a quale "etnia" appartengono ( poi ci sono i ladini , così come in Trentino e nel Bellunese)

In Istria ci sono tanti italofoni (c'erano, soprattutto). Ma ora ci sono anche tantissimi di origini e lingue slovene e croate.

Soprattutto: ma chi l'ha detto che i sudtirolesi vorrebbero tornare con l'Austria? Io sospetto che al limite preferirebbero una indipendenza assieme al resto del Tirolo.

E poi, ha veramente senso parlare di dispute territoriali in seno alla UE??? Penso abbia molto più senso la discussione sull'autonomia politica e soprattutto finanziaria.

 

 

Concordo. E' vero che al giorno d'oggi rimangono (soprattutto nelle vallate piu' remote) sacche di duri e puri. Ma sono convinto che molti giovani d'oggi di lingua tedesca si troverebbero a disagio in Austria piu' di quanto possano esserlo ora in Italia.

Penso si possa dire tranquillamente che quelle simpatie naziste che ci sono state in AA-ST durante la seconda guerra mondiale fossero sostenute essenzialmente dal fatto che gli interessati vedevano nella Germania l'unico difensore da Mussolini (attesa tradita poi dall'accordo Hitler-Mussolini sull'opzione).

Per il resto ritengo che la mentalita' sudtirolese dell'epoca, pregna di cattolicesimo, fosse quanto di piu' lontano ci potesse essere dall'ideologia nazista. Cio' non toglie che gli alleati poi non sono andati per il sottile e hanno fatto di ogni fil d'erba un fascio.

Tra parentesi, quello che si parla in ST e' tedesco, seppur con forte cadenza dialettale. La vera minoranza etnica e' quella a cui appartengo io (sono ladino). Quel che non molti sanno e' che nel corso del 19esimo secolo ci sono stati svariati tentativi di "germanizzazione" delle minoranze ladine da parte del governo centrale asburgico...