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Figli & figliastri

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Claudio G.W., non capisco che cosa intendi dire.

Il mio scopo è contestare la validità odierna degli statuti speciali, parlando proprio di quello che conosco meglio e che ha derivazioni storiche ben comprensibili, ma anch'esse non più attuali (se mai lo sono state, "più di altre").

Metto in risalto come le motivazioni addotte per mantenerlo in vigore siano pretestuose e, quindi, da respingere e preciso che vi siano non solo ragioni di equità, ma anche di rispondenza al - da molti a parole perseguito, non so quanto strumentalmente - percorso verso il federalismo, per volere un cambiamento.

In conclusione, la mia netta preferenza va all'estensione delle medesime regole a tutti i territori, mentre la consapevolezza che ciò non avverrà - per ovvi motivi legati al mantenimento del consenso in vaste aree del Paese - mi spinge a chiedermi quali possano essere i compromessi a cui si ritiene ragionevole sottostare. Naturalmente, con il vincolo che siano gli stessi per tutti coloro che abbiano pari aspirazioni.

Che cos'è che non ti torna?

Non mi torna che quanto auspichi è una mission impossible, senza compromessi possibili, perché l'unico compromesso possibile è quello esistente.

Il compromesso di oggi è quello di pagare il conto della pretesa sovranità su un territorio in cui tale diritto è indebito. Il compromesso è anche mantenere persone che non sono produttive se non al consenso politico (d'altra parte questa è la democrazia: accontentare la maggioranza, e se la maggioranza è fatta di cicale...)  Il conto naturalmente lo pagano coloro che lavorano produttivamente.

Mi sorprende che si possano fare ragionamenti tanto articolati senza puntare direttamente al cuore del problema, che è il sistema stato italiano.

Infatti arrivi a questa conclusione:

Se, dalla sera alla mattina, TUTTE le regioni italiane diventassero autonome e con le stesse prerogative dell'Alto Adige, delle due l'una: o lo stato centrale dovrebbe tagliare drasticamente le proprie spese o la quota di imposte che l'Alto Adige (e gli altri) potrebbero trattenere dovrebbe scendere dall'attuale 90% ad un numero inferiore!

La ripeto con altre parole, più schiette e lapidarie. Delle due l'una: o il sistema stato italiano si suicida, o la quota di imposte che TUTTE le regioni italiane possono trattenere è sicuramente molto meno del 90% (magari vi fossimo anche solo vicini), che invece oggi SOLO il SuedTirol-Trentino trattiene.

Non ci sono compromessi. Se togli anche solo una briciola al ST fai crollare il castello di carte che per miracolo stà in piedi. Togliere anche solo una briciola significa screditare Druni e la sua gang, significa dare fiato al Suedtiroler Freiheit, e riaccendere la fiamma secessionista. Ma non lo dico io, lo ha detto il serenissimo governatore della prov. aut. di Bozen. E se questo dovesse accadere c'è da scommenttere una sicura reazione in Veneto (non in Regione).

Il triangolo Triveneto è una polveriera non troppo dissimile da quello che fu la ex Yugoslavia: un passo falso e salta tutto. L'unica differenza è che non circolano armi. La presenza dell'esercito non è poi da sottovalutare. Con la scusa della sicurezza intanto lo si è piazzato, non si sa mai.

In conclusione allora, non c'è problema di anacronismo nell'autonomia del ST, semmai il problema sono le altre regioni che autonomia non hanno. Di quale federalismo si parla se si sente il pudore per certe autonomie, se non addirittura il prurito, che traspare dall'articolo, di perequare tutti (in basso, ovviamente)?
Ecco allora la mia sintesi: non puoi sfamare gli affamati senza uccidere i corrotti che li affamano.

Questo è il nocciolo della questione. Non è una soluzione possibile? Beh, come ho detto, neppure per i compromessi c'è più spazio.

Claudio, non capisco come mai dalle considerazioni di DoktorFranz dovrebbero uscire le conseguenze che paventi.

Mi spiego: se ho capito bene, Doc dice che una volta che tutte le regioni chiedessero lo statuto speciale per avere la garanzia di un X% del gettito fiscale locale reinvestito localmente,lo Stato per non tagliarsele (le prebende) probabilmente abbasserebbe la X dal 90% a qualche altra percentuale, per tutti.

Non vedo propugnare una "perequazione verso il basso". L'alternativa ci sarebbe (tagliarsi le prebende), ma probabilmente non verrebbe applicata perche' a nessuno piace rinunciare ai dane', da Palermo a Bolzano non credo che questo cambi.

Ovviamente, per lo stesso motivo se in TAA la percentuale X scendesse ci sarebbe qualcuno che si arrabbierebbe - ma che si passi alle bombe dipende da molti fattori, in primis dalla X di cui sopra e in secundis da cosa si darebbe in cambio dell'abbassamento della X - al TAA e alle altre regioni che perderebbero lo status di speciale, ma presumibilmente guadagnerebbero in potere interno (*).

Analogamente, non capisco perche' un padovano a cui gli si dice che da un certo punto in poi lo X% delle tasse che paga verrebbe reinvestito nella sua regione dovrebbe arrabbiarsi: adesso quella garanzia non ce l'ha. Forse un udinese potrebbe aversene a male, ma come sopra: non e' garantito che si passi alle bombe. Tanto per dirne una, questo sarebbe un bel passo avanti verso il federalismo per tutti: o ci sono federalismi piu' uguali degli altri?

E per favore non tiriamo fuori l'argomento dell'esercito: storicamente quella nordorientale e' la frontiera da cui ci si aspettavano piu' attacchi dai tempi dell'unificazione. OK, non e' piu' cosi' da circa venti anni, ma facciamo che ci sia inerzia. E non sono sicuro che a tutti andrebbe bene rinunciare all'indotto provocato da questa presenza.

 

Consideriamo l'ipotesi indipendenza / annessione all'Austria. Siamo certi  che i benefici di una regione austriaca (o indipendente) "normale", con tutti i costi annessi dell'operazione, siano superiori a quelli di una regione "un po' meno speciale" italiana? Ammettiamo pure che siano molto efficienti nella gestione del loro proprio gettito fiscale. Gia' ora ne ricevono il 90%, quindi la variazione positiva in caso di secessione sarebbe minima. Forse ci sarebbe un carico minore di spese militari. Di sicuro pero' rinuncerebbero ai fondi dello Stato italiano, che a quanto ho letto sopra non son pochi. In caso di indipendenza, alcune materie prime le dovrebbero comprare lo stesso... oltre confine.

Dal punto di vista economico, probabilmente allo Stato italiano sarebbe convenuto cedere il Sud Tirolo a Vienna gia' dopo la seconda guerra mondiale. Cosi' magari sarebbe stata Vienna a dover gestire una minoranza italiana nei suoi confini - minoranza che oltretutto sarebbe stata probabilmente sottoposta a discriminazioni locali, giustificabili con l'oppressione provata dalla regione nel ventennio.

Sempre e solo IMHO.

 

(*) in una ipotesi ragionevole, non solo lo Stato dovrebbe garantirti un X% dell'imposizione fiscale locale ma anche la possibilita' di gestirla con autonomia, altrimenti e' una presa in giro.