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Figli & figliastri

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La questione, infatti, non è il noto motivo che ha condotto a tale situazione, bensì la disparità di trattamento che altri territori lamentano

Franco, dobbiamo intenderci sui concetti base, altrimenti parliamo su due binari paralleli. C’è una differenza tra Veneto e Alto Adige? Non sto parlando del Trentino, beninteso, ma del solo Sud Tirolo. Mettiamola in altri termini. Che cos’è una nazione? Che cos’è l’Italia? Esiste una nazione italiana? Della nazione italiana fanno parte i veneti? Perché i veneti no ed i lombardi sì? E i napoletani? Fanno parte della nazione italiana anche i sud tirolesi? Qui sta il nocciolo della questione. Può darsi che i miei libri di storia fossero sbagliati, ma su quelli sui quali ho studiato io, in Veneto nessuno ha scavato trincee per fermare l’invasore italiano. Anzi in un plebiscito svoltosi nel 1866 i veneti hanno votato a favore dell’unificazione con l’Italia. Non mi risulta che le elite culturali borghesi dell’800 che coltivavano il mito della nazione italiana unita escludessero dalla nazione il Veneto, né mi risulta che ne considerassero parte il Tirolo del Sud. Capisci dove sta la differenza? E, di conseguenza, c’è un’altra differenza fondamentale. Qui, in Alto Adige, si fronteggiano due etnie appartenenti a nazioni diverse, quella tedesca, in senso lato, e quella italiana (non saprei come altrimenti definirla. Gli italiani di qui sono tutti immigrati da diverse regioni, tant'è vero che non hanno un dialetto). Negli anni ’60 qui c’era un clima da guerra civile. In Veneto quali sono le due nazioni, i veneti e gli italiani, i veneti ed i terun? Con chi la fate la guerra civile? La questione è tutta lì.

Ciò che dici è sicuramente condivisibile ma non vale per l’Alto Adige. Possiamo dire che ci sono i figliastri (veneti), i figli (siciliani, friulani, etc.) ed i non figli né figliastri perché non imparentati (i sud tirolesi), per questo, a mio avviso, tu e Galan sbagliate a prendervela con l’Alto Adige. Il concetto è giusto, l'esempio è sbagliato.

Inoltre, la seconda questione riguarda le arrampicate sugli specchi di Durni & soci per giustificare i privilegi di cui godono, ad esempio vantando un'efficacia nell'utilizzo delle risorse che, a prescindere dalla sua discutibilità, altri non potrebbero avere.

Giustissimo, affermazioni del genere lasciano il tempo che trovano. Infatti, il concetto non è quello, il concetto è quello di cui sopra e solo quello: il mantenimento della pacifica convivenza tra due diverse etnie, attraverso la destinazione di risorse economiche. A parte ciò, vorrei leggere esattamente che cosa il Kaiser ha detto.

L'ultimo rilievo concerne l'opposizione di costoro ad analoghe concessioni ad altri: ciò evidenzia la strumentalità di una posizione che non parte - come asserito - dal diritto a conservare la propria identità, che dovrebbe essere garantito a chiunque, ma dal timore di perdere risorse.

Anche qui mi dovresti dire dove la cosa è stata detta. A me non risulta, sarebbe politicamente stupido e Durnwalder è tutt’altro che stupido. Lui si oppone a che gli vengano tolte delle risorse, non che quelle a disposizione del’Italia vengano distribuite diversamente. Sono, anche questi, due concetti diversi. Peraltro ti faccio notare che la Provincia di Bolzano ha comunque dichiarato la propria disponibilità ad aumentare le proprie competenze a parità di risorse ricevute.

In conclusione, non ho alcun dubbio che le discriminazioni siano sbagliate e vi si debba porre rimedio, né che la soluzione stia in un vero federalismo, ma mi chiedo - e mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi - quale sia una strada realmente percorribile e con quali compromessi, posto che non sia accettabile un approccio del tipo "figli & figliastri" .....

Sud Tirolo a parte, la soluzione viene suggerita costantemente su nFA, un federalismo vero e quindi anche fiscale, probabilmente con il pagamento di una specie di “tassa di solidarietà” da parte delle regioni ricche come esiste in Germania in favore dei Länder dell’est. L’alternativa, per quanto riguarda l’Alto Adige, non può che essere quella di lasciarlo andare per la sua strada

 

 

Può darsi che i miei libri di storia fossero sbagliati, ma su quelli sui quali ho studiato io, in Veneto nessuno ha scavato trincee per fermare l’invasore italiano. Anzi in un plebiscito svoltosi nel 1866 i veneti hanno votato a favore dell’unificazione con l’Italia.

Ho una conoscenza superficiale anch'io del periodo, però mi risulta che non ci siano state trincee venete contro gli italiani perché non c'è stata proprio partita. Il regno d'Italia ha perso praticamente tutte le battaglie. Su terra l'esercito austriaco ha avuto la meglio su quello italiano, e su mare la marina italiana è stata sconfitta a Lissa dalla marina veneta (si, è stata proprio una battaglia tra veneti e italiani).

Il Veneto è stato annesso all'Italia perché alleata della Prussia (quella si che ha battuto l'Austria). Per gioco di alleanze il Veneto è spettato come bottino di guerra ai Savoia. Solo dopo, ad annessione avvenuta, è stato allestito un plebiscito (che è diverso da un referendum).

E comunque il risultato bulgaro del plebiscito è dovuto al metodo con cui è stato svolto.

Dunque, alla domanda che cos'è una nazione io vedo un percorso parallelo tra Sud Tirolo e Veneto, solo che al Veneto è successo 68 anni prima. Dopodiché nel Veneto c'è stato senzaltro un percorso di italianizzazione più precoce, non c'è dubbio. Però il sentimento di appartenenza nazionale di un cittadino veneto medio rispetto a un tirolese è dovuta a questo ultimo secolo di italianizzazione più che a un retaggio storico.

C’è una differenza tra Veneto e Alto Adige?

Non ha importanza, a mio avviso non è questo il nocciolo del problema. Qualunque siano le ragioni storiche, che conosco e comprendo, oggi io considero sbagliato che i cittadini di territori diversi fruiscano di trattamenti non equiparati da parte dello Stato centrale. Punto.

Guarda che, se si tenesse un referendum in ogni regione, non sarebbe solo il Sudtirol a scegliere di andarsene, nella situazione attuale: allora - ed ancora - perché alcuni sì ed altri no?

Può darsi che i miei libri di storia fossero sbagliati, ma su quelli sui quali ho studiato io [..........] in un plebiscito svoltosi nel 1866 i veneti hanno votato a favore dell’unificazione con l’Italia

Temo che lo siano, in realtà, ma non è colpa tua. Si dice sempre che i libri di storia vengono scritti dai vincitori ...

Anche qui mi dovresti dire dove la cosa è stata detta.

Non ho trovato un link. Fu una dichiarazione nel corso di un'intervista televisiva rilasciata ad un'emittente locale: ero in AA, e ne fui spettatore.

Sud Tirolo a parte, la soluzione viene suggerita costantemente su nFA, un federalismo vero e quindi anche fiscale, probabilmente con il pagamento di una specie di “tassa di solidarietà” da parte delle regioni ricche come esiste in Germania in favore dei Länder dell’est.

Certamente, Sud Tirolo compreso, però .....

Ieri notte (l'unico orario in cui riesco a vedere la tv pubblica italiana) ho ascoltato un'intervista a giovanni floris, il programma era GLOB, un programma satirico, ma ormai in Italia le notizie le danno solo i comici, ma tant'è.

Floris ha detto una cosa interessante (preparata secondo me, ma vera): oramai in Italia i problemi si sono talmente incancreniti, le soluzioni sempre rimandate, che sia il Nord che il Sud sono giunti alla conclusione che è meglio fare da soli (magari il Nord ci crede di più), perchè comunque si pensa che i problemi specifici non possano essere risolti a Roma, ma localmente.

Non sono un appassionato dell'Unità d'Italia, ma sentimalmente sono legato all'idea, al di là delle annessioni/unioni c'è gente (molta, moltissima, un'intera generazione quasi) che ha dato la vita per questa idea, resta il fatto che non si è mai data la risposta all'affermazione di Cavour: "L'Italia è fatta, adesso bisogna fare gli italiani". 150 anni non sono bastati, il fascismo, con il suo centralismo totale ha finito l'opera all'incontrario.

Effettivamente, a questo punto, con gli odi e le rivendicazioni che si stanno innescando, che si sono già innescate, con tutti occupati a difendere il proprio orticello, è meglio una federazione che uno stato centralizzato, a patto di non sostituire milano ladrona a roma ladrona.

Io, al di là di tutto i fatti specifici, non penso che sia stato il fallimento dell'unità d'Italia, ma il fallimento di una classe politica, che dagli anni 70-80 in poi ha pensato solo a se stessa e ad arricchirsi a spese dei cittadini, senza mai volerne capire i problemi e le aspettative. Ma assolutamente non credo nel fallimento dell'Unità d'Italia, solo che a questo punto è meglio che ognuno si tenga le trote e i delfini e vada avanti per la sua strada..

 

Non sono un appassionato dell'Unità d'Italia, ma sentimalmente sono legato all'idea, al di là delle annessioni/unioni c'è gente (molta, moltissima, un'intera generazione quasi) che ha dato la vita per questa idea, resta il fatto che non si è mai data la risposta all'affermazione di Cavour: "L'Italia è fatta, adesso bisogna fare gli italiani". 150 anni non sono bastati, il fascismo, con il suo centralismo totale ha finito l'opera all'incontrario.

In effetti era Massimo D'Azeglio, la cui biografia rivela interessanti somiglianze con SB

http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_d%27Azeglio