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Figli & figliastri

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C’è una differenza tra Veneto e Alto Adige?

Non ha importanza, a mio avviso non è questo il nocciolo del problema. Qualunque siano le ragioni storiche, che conosco e comprendo, oggi io considero sbagliato che i cittadini di territori diversi fruiscano di trattamenti non equiparati da parte dello Stato centrale. Punto.

Guarda che, se si tenesse un referendum in ogni regione, non sarebbe solo il Sudtirol a scegliere di andarsene, nella situazione attuale: allora - ed ancora - perché alcuni sì ed altri no?

Può darsi che i miei libri di storia fossero sbagliati, ma su quelli sui quali ho studiato io [..........] in un plebiscito svoltosi nel 1866 i veneti hanno votato a favore dell’unificazione con l’Italia

Temo che lo siano, in realtà, ma non è colpa tua. Si dice sempre che i libri di storia vengono scritti dai vincitori ...

Anche qui mi dovresti dire dove la cosa è stata detta.

Non ho trovato un link. Fu una dichiarazione nel corso di un'intervista televisiva rilasciata ad un'emittente locale: ero in AA, e ne fui spettatore.

Sud Tirolo a parte, la soluzione viene suggerita costantemente su nFA, un federalismo vero e quindi anche fiscale, probabilmente con il pagamento di una specie di “tassa di solidarietà” da parte delle regioni ricche come esiste in Germania in favore dei Länder dell’est.

Certamente, Sud Tirolo compreso, però .....

Ieri notte (l'unico orario in cui riesco a vedere la tv pubblica italiana) ho ascoltato un'intervista a giovanni floris, il programma era GLOB, un programma satirico, ma ormai in Italia le notizie le danno solo i comici, ma tant'è.

Floris ha detto una cosa interessante (preparata secondo me, ma vera): oramai in Italia i problemi si sono talmente incancreniti, le soluzioni sempre rimandate, che sia il Nord che il Sud sono giunti alla conclusione che è meglio fare da soli (magari il Nord ci crede di più), perchè comunque si pensa che i problemi specifici non possano essere risolti a Roma, ma localmente.

Non sono un appassionato dell'Unità d'Italia, ma sentimalmente sono legato all'idea, al di là delle annessioni/unioni c'è gente (molta, moltissima, un'intera generazione quasi) che ha dato la vita per questa idea, resta il fatto che non si è mai data la risposta all'affermazione di Cavour: "L'Italia è fatta, adesso bisogna fare gli italiani". 150 anni non sono bastati, il fascismo, con il suo centralismo totale ha finito l'opera all'incontrario.

Effettivamente, a questo punto, con gli odi e le rivendicazioni che si stanno innescando, che si sono già innescate, con tutti occupati a difendere il proprio orticello, è meglio una federazione che uno stato centralizzato, a patto di non sostituire milano ladrona a roma ladrona.

Io, al di là di tutto i fatti specifici, non penso che sia stato il fallimento dell'unità d'Italia, ma il fallimento di una classe politica, che dagli anni 70-80 in poi ha pensato solo a se stessa e ad arricchirsi a spese dei cittadini, senza mai volerne capire i problemi e le aspettative. Ma assolutamente non credo nel fallimento dell'Unità d'Italia, solo che a questo punto è meglio che ognuno si tenga le trote e i delfini e vada avanti per la sua strada..

 

Non sono un appassionato dell'Unità d'Italia, ma sentimalmente sono legato all'idea, al di là delle annessioni/unioni c'è gente (molta, moltissima, un'intera generazione quasi) che ha dato la vita per questa idea, resta il fatto che non si è mai data la risposta all'affermazione di Cavour: "L'Italia è fatta, adesso bisogna fare gli italiani". 150 anni non sono bastati, il fascismo, con il suo centralismo totale ha finito l'opera all'incontrario.

In effetti era Massimo D'Azeglio, la cui biografia rivela interessanti somiglianze con SB

http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_d%27Azeglio