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Figli & figliastri

4 commenti (espandi tutti)

Ti faccio contento:

1)      Cos’è una nazione?

L'insieme di individui che si considerano come appartenenti volontariamente alla medesima.

2)      Cosa sono gli italiani?

Spero esseri umani :-) Se invece volevi chiedere "chi", la risposta è: tutti e solo quelli che si sentono di esserlo, che tali si dichiarano ed a cui va bene essere così classificati.

3)      Esiste(va) una “nazione italiana”?

Certo, visto che vi è un insieme (che contiene più di 2 elementi, sembra) di essere umani che tali si definiscono.

4)      Quali regioni ne fanno o facevano parte?

Quali ne facciano (di fatto) parte lo sappiamo. Quali ne farebbero parte se facessimo dei referendum su proposte di federalismo molto spinto? Beh, son disposto a scommettere che la risposta giusta sia "molte meno delle attuali 20"!

Quali ne abbiano fatto parte dipende dal periodo storico che hai in mente. Nel 1700 la Repubblica di Venezia NON faceva parte d'alcuna nazione italiana, ma proprio nessuna. E tale era da 900+ anni ... Cento anni dopo è arrivato Napoleone, e le cose son cambiate, in peggio.

5)      Perché le elites borghesi e culturali del risorgimento ricomprendevano il Veneto nel concetto di Italia ed i veneti nella nazione italiana?

Non so, va chiesto a loro. Imperialismo cultural-territoriale? Voglia di accaparrarsi le dolomiti per andare in vacanza e Venezia per farci la mostra del cinema? Non saprei ... Se è per quello, essi comprendevano anche i cafoni della zona di Sapri nel loro "concetto della nazione italiana", salvo poi essere massacrati dai medesimi quando andarono a raccontarglielo.

La gente, specialmente certe elites intellettuali, include tantissime cose strane nel proprio concetto di questo e di quello. Molte di queste "cose", quando sono persone, non hanno alcun desiderio d'essere sussunte nel concetto prescelto. Hai mai dato un'occhiata alla Fenomenologia dello Spirito di Hegel, o ai suoi Lineamenti di Filosofia del Diritto? Furono scritte più o meno al medesimo tempo, e sulla base dei medesimi principi e criteri, con cui quelle famose elites elaboravano il concetto di nazione italiana. Lui elabora il concetto, fra gli altri, dello stato che gli sembra assomigliare straordinariamente a quello prussiano di allora e non ti dico cosa ci mette dentro e quali belle proprietà gli attribuisce. Perché mai dovrei preoccuparmi di cretinate elaborate da menti similmente confuse ma sostanzialmente meno brillanti di quanto fosse GFH?

6)      Perché i veneti non sono italiani ed i siculi sì?

Io che ne so? Ho mai detto una boiata tale? I siculi saran ben quel che vogliono loro, no? Magari loro si sentono arabi, o marocchini, o siriani. Dopo certe letture estive, che ometto, magari potrei anche condividere. Ma il problema, comunque, non mi riguarda: ognuno si "sente" ciò che ha voglia di sentirsi.

7)      C’era, un diffuso sentimento di indipendentismo in Veneto anche durante il fascismo e nel primo dopoguerra, diciamo fino agli anni’70, oppure la forte identità nazionale veneta con rivendicazioni indipendentiste è nata negli anni ‘80?

Non c'ero ne' ai tempi del fascismo ne' nel primo dopoguerra. Sono arrivato, mentalmente parlando, a meta' anni '60 ed il senso d'identità distinta io ce l'ho sempre avuto, come anche gli amici con cui son cresciuto. Per molti decenni è stato vissuto con un complesso d'inferiorità (veneti polentoni, il dialetto veneto è brutto e volgare, periferia del paese senza grandi città, e via elencando menate), come mio padre mi confermava di nuovo proprio pochi giorni fa. Poi le cose son cambiate con la crescita economica la quale, ovviamente, ti dà sicurezza di te stesso e ti fa rendere conto che NON sei polentone e che ci sai fare almeno tanto quanto gli evoluti milanesi, gli istruiti romani o gli astuti napoletani. Ma la fenomenologia del problema è lunga e variegata ...

Comunque, che in Friuli siano ancora lì che aspettano Cecco Beppe, e che a Venezia il popolo canti "Viva Venesia, Viva San Marco, eccetera" non è cosa di oggi. Ricordo chiaramente quando venne "reinventato" il Carnevale di Venezia, nel 1978. Fu una cosa spontanea e veramente popolare (se ben ricordo, a prendere la primissima iniziativa fu la Compagnia de la Calza (pronunciasi "calsa") di Castello) che l'allora sindaco di Venezia (tal Mario Rigo, un socialista avversario di De Michelis) seppe capire ed appoggiare, cominciando a metterci soldi del comune a partire dal 1979. La notte del martedì grasso del 1979 (nel 1978 ero per Canaregio ad una festa) si chiuse in una Piazza San Marco piena di veneziani in maschera (niente o quasi turisti, al tempo ...) che dopo aver ballato e festeggiato intonarono spontaneamente Viva Venesia allo spegnersi delle luci di festa ...

Per molti decenni è stato vissuto con un complesso d'inferiorità (veneti polentoni, il dialetto veneto è brutto e volgare, periferia del paese senza grandi città, e via elencando menate), come mio padre mi confermava di nuovo proprio pochi giorni fa. Poi le cose son cambiate con la crescita economica la quale, ovviamente, ti dà sicurezza di te stesso e ti fa rendere conto che NON sei polentone e che ci sai fare almeno tanto quanto gli evoluti milanesi, gli istruiti romani o gli astuti napoletani. 

E' perchè presumo poco ti interessi di candidarti a Governatore del Veneto a marzo 2010. Ma credo che dicendo tutto quello che ai Veneti piace sentire, anche Luca Zaia avrebbe da combattere per vincere ;)

Mi scuso per la domanda personale, ma tu sei veneto, italiano o statunitense?

E' corretto dire che allo Zio Sam non gliene importa un fico secco, che tanto comunque le tasse le paghi all'IRS?

Negli USA ci sono stati che per particolati motivi storici e/o geografici (Texas? Louisiana? Alaska? Hawai?) godono di un trattamento fiscale più favorevole, come le province autonome di Trento e Bolzano?

Mi scuso per la domanda personale,...

Per quale delle tre ti scusi? :-) Scherzo, eh ...

1. Non saprei, dipende. Sono chiaramente veneto di origine, una parte della mia cultura - diciamo quasi tutta quella non scritta ed una piccola percentuale della scritta: a me Angelo Beolco piace più di Carlo Goldoni, che mi annoia, ma, d'altra parte, io trovo anche Retif de la Bretonne spesso più divertente di Donatien Alphonse, anche se il secondo ha delle intuizioni più profonde ... - ed "identità profonda" è veneta, la mia cultura scritta ed uno dei miei passaporti è italiano, mentre un altro è USA come lo sono una fetta crescente dei miei principi civili oltre che la mia professione. Altro non so.

2. Esatto, allo zio Sam interessano le tasse ed il fatto che, in caso di guerra con l'Italia io divento traditore e mi fanno fuori se non sto con lo zio Sam (apparentemente l'ho giurato!)

3. No.