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Operazione FFF. Consigli, non richiesti, alla vittima.

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Io cerco ancora di dare una dimensione alle malefatte.

Ok, ma secondo me dipende da come vengono classificate.

Non ci ho pensato bene, ma credo che le malefatte possano essere divise a seconda dell'opportunità di cui necessitano per essere commesse.

Alcune le puoi fare solo se ne hai l'opportunità. Nel caso più idiota, se voglio svaligiare il caveau di una banca devo sapere com'è fatto e come si apre. Altrimenti anche volendo non lo posso fare.

Se voglio vendere un favore, devo poter fare il favore.

Credo che la gente possa percepire questa distinzione. A questo punto, la valutazione immediata è:

dato il medesimo tipo di opportunità, ne faccio un uso inappropriato o no?

Se usi questo criterio, il politichetto di provincia, che può vendere un piccolo favore, nel caso lo venda diventa immorale quanto il ministro che, potendo vendere un favore grosso, lo fa.

Lo stesso vale per l'uso ad personam del potere: se puoi modificare il piano regolatore per agevolare i tuoi piccoli affari, sei immorale quanto chi, potendo modificare le norme sull'ammortamento dei beni immateriali, ne ricava qualche miliardo di credito d'imposta.

Anzi, se vogliamo, da una parte hai un tizio che si vende (rischiando reputazione e libertà) per noccioline, dall'altra uno che lo fa per un tornaconto ben più importante. Ti viene da chiederti cosa sarebbe disposto a fare il piccolo se avesse le possibilità del grande.

Sembrano non volerlo capire i politici italiani, la qual cosa mi lascia basito: sono stupidi o davvero la mentalità della casta è cosi radicata in loro da non rendersi conto che i contratti milionari in RAI  per le società della famiglia della morosa sono immorali?

Secondo me tutte e due.

Aquile non sono di certo, in media. Temo che siano letteralmente "medi".

Se poi tieni conto della carriera che hanno fatto, venendo su in ambienti in cui pare che quasi tutti approfittino delle opportunità di cui parlavo, e in cui un Mastella diceva "certo che ho piazzato della gente, ma ne avevano tutti bisogno!", mi chiedo di cosa ti sorprendi.

Se ben ricordo, nessuno o giù di li aveva risposto al Mastella "ma cosa dici? Che ne avessero bisogno è irrilevante".

Non ho idea delle proporzioni, ma mi sa che il mix di solidarismo cattolico (devo aiutare chi ne ha bisogno) e di assurda complicazione delle leggi italiane (ok amico, capisco che sono 3 anni che impazzisci per la licenza, vedo cosa posso fare) selezioni proprio la classe dirigente che vediamo.

ho usato male il termine dimensione avrei dovuto dire classificazione e per chiarire

 

--- cercare di distruggere l'avversario pur disonesto con attacchi , spesso bugiardi , dei propri giornali o tv lo reputo più grave che rubare ( anche che chi distrugge non avesse mai rubato )

Lallo, non sono per niente "iperpuro", credimi.

Faccio solo un'analisi positiva (nel senso di "matter of fact", as opposed to "normativa") di come vanno le cose, di come funziona il popolo e di come esso giudica la moralità pubblica.

Se capisco bene Bottacin argomenta lo stesso punto. Che è il seguente: la moralità si misura in termini di "disponibilità " a violare la regola, qualsiasi regola. Che regola X violi dipende dall'opportunità: nel negozio di frutta rubi la mela, in goielleria il diamantone. Moralmente trattasi di atti equivalenti, anche se il secondo rende 10mila volte più del primo.

Da cui la conclusione, Fini è finito.

Morale, della storia: se si vuol giocare la carta della questione morale (come si deve, perché da essa non si scappa) occorre essere assolutamente al di sopra di ogni dubbio. Fini, e Casini, e Di Pietro, e tutti gli altri, non lo sono. Quindi casca il palco, quindi BS rules.

Se capisco bene Bottacin argomenta lo stesso punto.

Sì.

Da cui la conclusione, Fini è finito.

Di questo invece non sarei così sicuro. Data l'offerta che c'è sul mercato politico e le barriere all'ingresso di nuovi competitor, non sarei sorpreso se Fini rimanesse sul mercato quanto D'Alema.

se si vuol giocare la carta della questione morale (come si deve, perché da essa non si scappa) occorre essere assolutamente al di sopra di ogni dubbio. rules.

è una condizione forse necessaria ma non sufficiente , anche perché da qualche tempo il certificato di onestà non lo dà più il casellario giudiziario ma Il Giornale , Libero , Minzolini e Fede.

penso a Prodi agente del KGB , penso a Grillo , moralmente indegno , perché condannato per omicidio colposo ( in un incidente stradale ci scapparono tre morti ) ; li cita sempre il mio vicino ultras berlusconiano.

Ciò che fa la differenza è la conoscenza dei limiti logici dell'elettorato ( ragazzini di II media che non siedono neppure ai primi banchi - ipse dixit) e la disponibilità di mezzi per sfruttarli.

A mio modesto parere ha più probabilità di scalzare B&B un disonesto che conosca la media degli elettori , disponga di qualche mezzo , sappia sfruttare i passaggi tv piuttosto di un onestissimo professorone che sappia tutto di diritto ed economia e tedi solo di questo i suoi improbabili elettori.

Su Fini penso che  (da come ha saputo navigare negli ultimi vent'anni ) dimostri di essere più furbo di Bersani e di essere in competizione solo con Casini per cui non è detto che sia finito.

Penso che la lotta per non finire sia fra lui e pierferdinando anche perchè accarezzano il sogno comune di prendere il posto o i voti di SB. In anni di vicinanza e frequentazione  qualcosa dovrebbero anche avere imparato.

penso a Grillo , moralmente indegno , perché condannato per omicidio colposo

Pur non pensando granche' del personaggio, questa dell'omicidio colposo mi sembra un colpo basso che usano un po' a vanvera i suoi detrattori per screditarlo. Non puoi paragonare l'omicidio colposo al furto o alla corruzione. Nell'omicidio colposo manca l'intenzione di uccidere, essendo dovuto ad un atto imprudente, per il quale esiste teoricamente la possibilita' che causi la morte, ma manca l'intenzionalita' (altrimenti sarebbe doloso). 

Grillo, a Limone Piemonte, decise di fare un giro in fuoristrada col suo Chevrolet Blazer su per una stradina innevata e ghiacciata. Dopo qualche km uno dei passeggeri scese dalla macchina perche' riteneva troppo rischioso continuare in quelle condizioni. Poco dopo il gippone usci' di strada, uccidendo la famiglia di amici che Grillo portava in giro. Nessun incidente stradale in cui ci scappa il morto si conclude, in Italia, con una condanna per omocidio volontario, neanche se il guidatore e' strafatto.

Pero' c'e' chi commette un'imprudenza o un errore e chi se la va a cercare per fare il fenomeno col suo gippone.

 

 

Se non erro (ma se erro e qualche giurista vuol correggermi, son ben lieto d'imparare), per un caso del genere si puo' condannare la persona per omicidio colposo o omicidio preterintenzionale. Il secondo caso e' quello in cui il reo stava facendo qualcosa di sbagliato (guidava in stato di ebbrezza, per esempio), mentre il primo caso e' piu' blando. (Ho un amico che andando a non piu' di 30km/h - era in prima, fatto accertato al processo - ha investito un anziano signore che era spuntato da dietro un camion parcheggiato, uccidendolo. Il suo e' un omicidio colposo.) Se il caso di Grillo e' stato giudicato colposo, immagino che la sua imprudenza sara' stata relativa. A meno che anche quel giudice non fosse un comunista come quelli che giudicano il Berlusca...