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Capitalism and socialism

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Ovviamente qui dentro tutti hanno visto il film e conoscono le posizioni politiche di Chomsky (tanto per citare un eseponente del socialismo libertario usa) ed è per questo che parlano. Io il film non l'ho visto e non saprei proprio cosa dire a parte il fatto che un sistema economico, che sia liberista o statalista o quello che a voi più garba, non è altro che una struttura politica. La regolamentazione c'è sempre, sia che si tratti di nazionalizzare sia che si tratti di svendere o vendere tutto ai privati e, per dirne un'altra, vietare minuziosamente la presenza dei sindacati nelle aziende o disciplinare lo sciopero o, ancora, per impedire monopoli oppure per non impedirli e elevare gigantesche barriere d'ingresso su un certo mercato. Lo stato poi se diminuisce da una parte crescerà comunque dall'altra tra ispettori delle finanze e marines che a centinaia di migliaia sono pagati dalle finanze pubbliche. A eliminare ogni "ammortizzatore" della povertà poi spesso succede che devi assumere e spendere tanto di più in forze dell'ordine, apparato repressivo-punitivo e propaganda per convincere che, se sei sfigato e nella merda è solo colpa tua e di nessun altro (gli opposti estremismi, i marxisti che danno la colpa al sistema e questi altri che additano solo il singolo - che tanto è altro da loro, ben pasciuti e dietro scrivanie, comunque al caldo).

Che la situazione negli usa sia pessima è evidente e che si sia arrivati a questo punto grazie alle legioni dei sostenitori repubblicani e democratici (non fa differenza) del "libero mercato" è anche qui chiaro.

Chiaro significa che qualunque cosa si voti sarà sempre Wall Street o la borsa relativa a decidere e che quindi non ci sia altra democrazia che quella delle scelte degli azionisti o delle agenzie di rating o delle banche centrali che premiano o puniscono questa o quella politica statale (a seconda che faccia o meno i loro interessi). E dire che gli interessi di Wall Street siano sempre quelli degli elettori è un volo acrobatico degno del miglior asino.

Chiaro significa che, le poche volte che la presidenza usa avanza una iniziativa appoggiata da molti (unions in testa) si scatena una propaganda da lavaggio del cervello finanziata da compagnie assicurative e altre lobby che smerda totalmente lo spazio di dibattito pubblico. E noi sappiamo che non c'è giusta deliberazione senza una conoscenza la più possibile limpida e non inquinata.

Che poi gli economisti, che tra parentesi hanno sempre e in caso ragione, non concordino su questo o quello o su quel "libero mercato" o ti spieghino che no, la colpa è della politica e non dell'economia e che bisognerebbe separare le sfere per fare un'analisi corretta, la cosa mi pare davvero ininfluente.
Anche perché, per dirla tutta, l'idea dell'uso dell'apparato statale come comitato d'affari non mi pare sia una loro intuizione.

"Chiaro significa che qualunque cosa si voti sarà sempre Wall Street o la borsa relativa a decidere e che quindi non ci sia altra democrazia che quella delle scelte degli azionisti o delle agenzie di rating o delle banche centrali che premiano o puniscono questa o quella politica statale (a seconda che faccia o meno i loro interessi). E dire che gli interessi di Wall Street siano sempre quelli degli elettori è un volo acrobatico degno del miglior asino."

Wow! Un teorico dello "stato imperialista multinazionale"! Che bello, mi fa sentire di nuovo giovane (formidabili quegli anni).

Grazie di esistere.

non ti preoccupare, io citavo chomsky (non penso che MM prenda come punto di riferimento del suo socialismo stalin o la scarpa di cruscev come pare dai dotti confronti che ho letto in questa pagina ma non si sa mai, magari parlava di Mao) e tu hai capito se va bene lenin ma hai scritto negri e hardt. complimenti, con la vecchiaia ti sei calato nei panni dell'asino? ovviamente scherzo. fra 30 anni ne riparliamo (se possibile).

Non virgolettare, usa la funzione Blockquote.

Ecco, io il film invece non l'ho visto, ma conosco e condivido alcune idee di Chomsky.

La frase finale in cui si suggerisce di sostituire il capitalismo con la democrazia non mi sembra in generale sbagliata. Ovviamente, non avendo visto il film, potrebbe essere completamente fuori contesto alla fine del film.

1) Che l'economia e il sistema politico, (inteso come sistema di organizzazione sociale atto alla gestione del potere) siano profondamente legati nella vita realte mi pare ovvio. Meno, secondo me, nei modelli economici esistenti.

2) Sostenere che il capitalismo e il liberismo siano la stessa cosa è una confusione di fondo piuttosto grossa. Il sistema capitalista di tipo americano non è esattamente quello teorizzato da Adam Smith. Ma non ci siamo nemmeno vicini. I sussidi statali in forma di finanziamento o limitazioni all'ingresso nel mercato esistono in  tantissimi settori, tutte queste distorsioni non sono casuali ma scelte dall'apparato di potere. Il capitalismo "liberista" americano ha preso quella via. Ce ne sono altre diverse che potrebbe prendere in futuro.

D'altro canto sostenere che il socialismo ha fatto danni mi pare una semplificazione eccessiva. Nella realtà sono stati applicati alcuni modelli di socialismo, alcuni con maggior successo di altri (vedi social democrazia tipo scandinavo e socialismo di stampo marxista-leninista).

Quindi opporsi al capitalismo americano (quello mi pare abbia fatto MM) non credo che significhi necessariamente sostenere un modello socialista, ne tanto meno un modello socialista-comunista. Oramai completamente superato.

La creazioni di modelli politico-economici nuovi che prevedano sistemi di gestione del potere e dell'economia più "democratici", cioè con maggiore condivisione delle scelte strategiche e con maggiore grado di libertà per gli individui, sarebbe, secondo me, auspicabile.Sopratutto grazie alle diffusione di una cultura di base più ampia e all'esistenza di nuove tecnologie. In concreto non so bene cosa voglia dire. Ma una schiera di economisti come quella qui presente sono sicuro che potrà pure inventarsi qualcosa!

In una frase, sostituire il capitalismo con la democrazia.