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Capitalism and socialism

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Andiamo alla sostanza perché ho interesse a capire se e dove sbaglio (vedi che arrogante); se invece vuoi usare il post come una seduta psicoanalitica resta li dove sei e leggiti altro. Da un punto di vista professionale sei un bravo economista accademico, ed è molto probabile che io mi sia sbagliato. Se così fosse ti ringrazio perché avrò imparato qualcosa. La gente si sbaglia di continuo (…) e non faccio drammi, non sono speciale.

Ammetto che la mia ultima affermazione è inconsistente logicamente. Spero di non deluderti nell’evitarti la rissa (verbale, chiaro…) che sembri cercare.

 

Ora, qual è il vero punto della questione? L’intervento dello Stato nell’economia. L’affermazione contestata è che c’è stato un costante incremento della mano pubblica nell’economia. QUESTO E’ IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE. Non confondere la discussione con Obama, Tremonti, Ratzinger ed altre boiate.

 

Non contesto che la spesa pubblica sia aumentata dal 1890 ad oggi (se avessi fatto un po’ di attenzione avresti letto che dico che è molto probabile) ne che in certi settori lo Stato sia intervenuto dove prima non interveniva (SEC, FED), e ricordo una risposta a un post di Alberto Lusiani in cui, dopo essermi andato a prendere i dati sulla spesa pubblica sul PIL in Italia per un periodo più limitato, dicevo esattamente la stessa cosa (non ho tempo di trovartelo, cercatelo). Leggendo, quel poco sai com’è, mi sono fatto una mia opinione circa l’opportunità l’intervento pubblico. Penso che ci sia una tendenza naturale dei policy makers a vedere la necessità di controllare l’economia e le sue istituzioni anche quando non c’è ne alcun bisogno. Ma non è sempre stato così. Quello che contesto e che l’affermazione fatta da Gianluca e presa at face value sia semplicemente errata perché non da conto della dinamica temporale, settoriale e cross-country. Insomma appiattisce tutto, soprattutto ciò che è avvenuto negli ultimi anni.

 

La mia opinione è che il sostegno politico a misure favorevoli al mercato e quindi avverse all’intervento diretto dello Stato nell’economia ha avuto fortune alterne. Negli ultimi 3 decenni ci sono stati diversi sviluppi favorevoli. Hai capito vero? Non tirare fuori storie che riguardano il 1890 vs 2009, sto parlando della storia recente.

 

Iniziamo a discutere e a verificare senza litigare. Sostanzio la mia affermazione in due contesti dove a mio parere la mano visibile si è un po’ accorciata.

 

Commercio internazionale e restrizioni ai flussi di capitale

Come definiamo l’imposizione di tariffe al commercio internazionale? E’ la mano visibile dello Stato che decide quale paniere di beni debba essere consumato dai privati? Se la risposta è si allora una discesa delle tariffe evidenzia un minore intervento degli Stati e una maggiore liberta di scelta del proprio paniere ideale. La mean tariff è scesa dal 43% del 1980 al 13% a fine 2004 (secondo un’analisi di Shleifer). Dove sbaglio? Un’evidenza simile, sempre da Shleifer scusami se lo ri-cito ma non è il mio Dio credimi, riguarda i flussi di capitale. Usando il differenziale tra il tasso di cambio ufficiale e quello del mercato nero, Shleifer deduce un maggior grado di apertura dei mercati finanziari e di liberalizzazione delle transazioni. Il periodo è lo stesso di prima. Anche i controlli sui capitali sono la mano visibile dello Stato, in questo caso nel distorcere l’allocazione ottimale di portafoglio. Mi chiedo se anche qui faccio delle deduzioni sbagliate. Non voglio difendermi dietro autorità (ho visto la tua tirata d’orecchio a Morelli…), ma mi sembra che anche Rajan e Zingales intravedano lo stesso trend (a essere onesti i loro paper hanno contribuito a formarmi questa idea).

 

Mercati Finanziari.

Lo Stato è uscito dalla proprietà, dalla gestione e in parte dalla regolamentazione delle Borse dell’Europa continentale (Germania, Francia, Spagna, Italia). La storia della Borsa UK è diversa ma anche li possiamo intravedere la mano pubblica che arretra. E’ una storia che abbraccia gli anni 80 e finisce oggi. Come lo chiami questo processo? E’ un mercato dove transitano migliaia di miliardi all’anno di euro all’anno, non proprio bruscolini.

Ci sono state privatizzazioni e demutualizzazioni con trasferimento delle competenze specifiche dallo stato ai privati. Prendiamo il caso italiano, per esempio; il Tesoro ha privatizzato la Borsa e così le funzioni di vigilanza sui mercati e il listing delle società quotate. Più in generale i mercati di Borsa europei sono stati testimoni indiretti della privatizzazione in altri settori. In Italia la quota della market cap detenuta dal settore pubblico è scesa da quasi il 30% del 1995 al 14% del 2008. Qual è la deduzione sbagliata?  

A livello europeo, un’importante legislazione chiamata MiFID introdotta negli Stati Membri nel 2007 ha trasformato i mercati azionari. E’ ispirata ai principi di libera competizione tra trading venues sul modello statunitense. Gli Stati Uniti a loro volta avevano introdotto una serie di riforme dei mercati azionari orientate alla maggiore competizione non al maggior intervento pubblico (Reg NMS e altre amenità, vai a cercarti i riferimenti se hai voglia). In conseguenza di ciò (ma anche di altre cose quali la tecnologia) ne è risultata un’accesa competizione tra Borse regolamentate e altri operatori ATS/MTF che forniscono servizi simili. Guess what? C’è più mercato e concorrenza.

 

Ecco, ho portato due esempi. Giusti o sbagliati non mi sembra di predicare…come dicevi? ah si …come un prete o un Obama o un Berlusconi o un Ratzinger.

Altri settori sono stati interessati da processi di deregolamentazione o privatizzazione dagli anni 80 ad oggi: trasporti aerei, autostrade, telecom, istituti di credito, utilities. La strada è ancora lunga certamente ma qualcosa è stato fatto.

Ecco, è per questo che dico che l’affermazione che dal 1890 ad oggi lo Stato ha costantemente allargato la propria influenza misses the point. Il sostegno politico (che poi si concretizza in diversi modi dalla deregolamentazione alla privatizzazione ecc…) a un’economia di mercato ha conosciuto alterne vicende. E’ possibile dire (meglio, lo dico io) che negli ultimi 30anni sia stato più forte che in passato e che probabilmente lo sarà meno da oggi in poi.

 

Sono descrizioni errate? Traggo delle conclusioni inconsequential? Può darsi, discutiamone ma datti una calmata e sii meno molesto.

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