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Senza avvelenar nessuno

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Copio pari pari da un post che avevo fatto qui:

"Partiamo con il porci una domanda: all'inizio era una guerra o una missione di pace? La risposta è la seconda. Ufficialmente la spedizione Italiana era in missione di pace con la NATO (non come in Iraq, dove c'erano solo le nazioni veramente satelliti degli USA). In fondo la guerra era già stata vinta quasi del tutto e sembrava che oramai l'Afghanistan stesse per diventare un modello di esportazione della Democrazia (la stessa guerra in Iraq era stata perseguita proprio per l'ottima situazione Afghana).
Seconda domanda: ora siamo in guerra o in missione di pace? Uhm, tutte e due. Non possiamo dirci in guerra perchè non siamo in guerra contro una nazione o contro una minaccia ben definita, la maggior parte delle mansioni dell'esercito sono ancora compiti caratteristici di una missione di pace (aiutare la popolazione, addestrare l'esercito e sorvegliare la nazione in attesa che l'esercito sia pronto etc.), ma i nostri soldati e non solo i nostri stanno morendo e non possono più essere considerati casi isolati.
Terza domanda, la più importante: è giusto ritirarsi o no? Secondo me no. Aldilà della validità delle motivazioni che hanno portato all'inizio (prima) della guerra e (poi) della missione di pace, reputo che ritirarsi ora sarebbe uno smacco per le nazioni occidentali e sarebbe soprattutto una vittoria per i gruppi terroristici sparsi nel mondo i quali esistono veramente, non sono una farsa inventati da chissà quali cospirazioni. Ormai questa guerra/missione di pace ha preso le sembianze di una guerra generale al terrorismo, e perderla vorrebbe dire che arrendersi di fronte ai terroristi: insomma, vorreste che in Occidente i terroristi si sentano tranquilli di agire come vogliono?
Dopo sono d'accordo pure io che bisogna rivedere tutta la tattica di questa missione: se si vuole continuare la missione di pace è giusto che si trovi una soluzione alle coltivazioni di oppio, ai conflitti tribali ecc. e se si vuole invece continuare la guerra, cioè invadendo le montagne stanando i talebani, allora è giusto che si chiami "guerra", le forze NATO si ritirino e tutto resti in mano agli USA e ai suoi alleati più stretti.

PS: vorrei far notare l'ipocrisia dei nostri politici (tutti): fino a un mese fa dicevano che in Afghanistan saremmo rimasti e anzi avrebbero aumentato i soldati; ora invece anche Berlusconi, che sembrava il più grande sostenitore di tutti, dice che ci sarà un exit strategy. Se questo fosse un governo credibile, non creerebbe delle politiche in base ai sondaggi ma in base ai programmi e alle idee coerentemente."