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Senza avvelenar nessuno

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Allora, premessa: non la faccio tanto lunga (almeno spero) perche' certe elucubrazioni da strategageopolitologo da telegiornale non mi piacciono quando arrivano dal piccolo schermo della tv, figuriamoci quindi se mi metto a farle dal piccolo schemo del pc, ancor piu' per il motivo che non sono un fine strategageopolitologo che ha un contratto per sparar sermoni davanti alle telecamere televisivi, ma un semplice truciolatore di provincia.

Quindi, come si dice nei migliori atti notarili, la premessa e' percio' da intendersi parte integrante del resto del post.

Venendo al topic, la domanda potrebbe essere: cosa era, cosa doveva essere o cosa si pensava che potesse essere la nostra missione in Afghanistan ?

A questo punto, sinceramente, me ne importa una cippa. Adesso e' guerra e sarebbe opportuno che almeno le alte sfere cominciassero a parlarne apertamente, non come il ministro La Russa che in una trasmissione (8e1/2) ha detto, testualmente, "noi non siamo in guerra con nessuno, sono i talebani che sono in guerra con noi" Roba da asilo serale...

Ritirarsi ? Per me no. Ma, essenzialmente, a alcune condizioni:

1) che ci si chiarisca una volta per tutte se pur di tenere in vita un governo "morto vivente" come quello di Karzai, si e' disposti a tollerare brogli elettorali diffusi (le recenti elezioni non dovevano essere una festa della democrazia ???) e la presenza nel suo governo di trafficanti di armi e droga, alcuni dei quali non potrebbero neppure andare in missione istituzionale nei paesi i cui eserciti sono la' per proteggerli, in quanto in quei paesi sono ricercati.

2) conseguente a quanto sopra, si capisce o no, almeno da noi, in quanto gli USA lo sanno gia' dai tempi di GWB, che un giorno o l'altro con i talebani occorrera' per forza sedersi ad un tavolo ed incominciare a parlare ?

3) sempre come cosecutio di 1 e 2, occorre smetterla con questa asimmetria, per cui noi, e altri, andiamo dicendo ai 4 venti che siamo li' per la pace, le scuole, gli acquedotti, gli ospedali, ecc. mentre altri (essenzialmente USA e GB) sono li' quasi esclusivamente per bombardare, spesso e volentieri senza molte attenzioni ed impegno nel distinguere obiettivi "militari" da obiettivi civili.

Come diceva Pino Arlacchi nella succitata trasmissione, come volete che si venga a creare il necessario consenso nella popolazione ed anche in certi strati moderati del campo avverso se poi certe azioni si decidono sole ed esclusivamente in base alle elaborazioni matematiche di foto satellitari, fatte dall'altra parte del mondo e senza la minima possibilita' di una qualsiasi discrezionalita' da parte di chi sta sul campo ?

Cosi' quando succede, ad esempio, che un drone sganci una bomba su una festa di matrimonio anziche' su una riunione di capi talebani, hai voglia a scusarti per "l'errore" ed a promettere rigorose inchiesta, quando si sa perfettamente che il tutto era gia' stato deciso, pianificato e calcolato altrove.

 

O siamo anche noi convinti che l'unica soluzione per i conflitti sia sempre e solo una specie di "soluzione finale" ?

Secondo il mio, ripeto, modestissimo parere, chiariti questi punti ed intraprese le logiche azioni conseguenziali le cose potrebbero mettersi sui giusti binari.

Come diceva Pino Arlacchi nella succitata trasmissione, come volete che si venga a creare il necessario consenso nella popolazione ed anche in certi strati moderati del campo avverso se poi certe azioni si decidono sole ed esclusivamente in base alle elaborazioni matematiche di foto satellitari, fatte dall'altra parte del mondo e senza la minima possibilita' di una qualsiasi discrezionalita' da parte di chi sta sul campo?

Oh noooooooooooooo!! Sta a vedere che il fallimento della nostra politica estera, come la crisi finanziaria dell'anno scorso, sono il frutto della matematizzazione, dell'uso di modelli che non hanno nulla a che vedere con la realtà... se è così basta arruolare studenti di belle arti e usare le elaborazioni che fanno loro, magari prendiamo qualcuno della corrente realista in pittura così abbiamo riproduzioni più fedeli.