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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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La vedo dura. Da un lato c'è una scarsa propensione al rischio, gli "imprenditori" al Sud scarseggiano, e non è (solo) colpa della politica, ci sono anche fattori culturali stratificatisi nei secoli, non vanno via in poco tempo.

In brevissimo: la società meridionale non è mai uscita dal rapporto dominus/clientes, gli ha cambiato nome, forme, ma la maggior parte del "popolo" aspetta ancora che il potente (nobile/politico/imprenditore) gli procuri il cibo, per cui penso che, in caso di secessione, o il fenomeno diventa parossistico (c'è un bellissimo libro di fantasociologia, ambientato in USA, di Korbluth, Non è ver che sia la Mafia, cambiagli l'ambientazione e hai uno scenario),o si innesca un processo virtuoso, ma, visto il livello culturale che ho intorno, temo che il primo sia lo scenario più realistico in tempi brevi.

Devo dire che, nel caso si realizzasse una qualsiasi forma di secessione/federalismo, quelli come me non potranno continuare a nascondersi dietro il dito, o sfogarsi su Nfa, ma dovranno uscire allo scoperto e contarsi e provare a contare qualcosa. Ma con i se non si va da nessuna parte..

Sul lungo termine, saremo tutti morti (JMK dixit).

Grazie per la risposta e peccato, speravo che "l'innesco di un processo virtuoso" fosse l'ipotesi più probabile. Un rimpianto in meno per una secessione che comunque non ci sarà*.

Ps

*Il federalismo invece sì...sui cartelli stradali. Col senno di poi e paradossalmente penso che una delle cose peggiori (per il Nord) che il Sud abbia causato sia la nascita della Lega.