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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Posso chiedere una cosa? Ma fra i tre candidati alle primarie del PD chi è il più liberista? O il meno statalista? O il meno peggio?

Io avrei anche voluto leggere tutte le posizioni dai siti dei candidati, ma davvero non ce la faccio...c'è qualcuno che conosca bene le differenze tra i tre moschettieri? Dai su, qualcuno c'è sicuro.

Stai studiando matematica ed hai scoperto la regola di De l'Hôpital?

Guarda che per il GRE non serve, troppo avanzata ...  e neanche per la politica ...

la regola

luca centamore 23/10/2009 - 14:40

Madonna Boldrin cosa mi ha fatto ricordare!

Andando con ordine, già si può pensare che Bersani sia la derivata di D'Alema e Franceschini quella di Veltroni. Quindi anche se il teorema non esprime una condizione necessaria e sufficiente, mi pare logico pensare che pure il rapporto di quei limiti fosse indeterminato, sennò non sarebbero a questo punto.

Secondo me la derivata prima di Bersani è Zoro e quella di Franceschini, Adinolfi. Di poco ma mi pare più liberista Bersani.

Re: la regola

lugg 23/10/2009 - 15:10

 Di poco ma mi pare più liberista Bersani.

Si' ma qui andiamo sulle derivate seconde. Quand'e' che si comincia a integrare? Cosi' a naso mi pare piu' che altro che quacosa si dis-integri.

Giuro che era cazzeggio puro. Applicare il teorema di de l'Hôpital alle primarie PD? Allora perché non calcolare l'ottimo paretiano dati tre candidati e 14 correnti?

PS per un attimo mi è sembrato che Boldrin fosse diventato esperto anche di protocolli di routing. Ma dico in un anno che bazzico nfa, a stento ho capito cosa sono gli incentivi e quello a momenti mi piglia pure la certificazione CISCO?

 

Re(2): la regola

lugg 23/10/2009 - 16:31

Anche il mio era cazzeggio puro: mi solleticava l'idea di vedere A come derivata di B, ma che era piu' liberista di C - e intanto quel blob del PD che non si integra mai :)

L'ottimo paretiano con quello che c'e' nel PD non si applica proprio, secondo me.

 

Penso Marino.

Numero uno perchè non ha un passato a testimoniare contro di sè.

Numero due perchè è a favore del testamento biologico, mentro gli altri nicchiano e fanno distinguo.

Numero tre perchè vorrebbe abolire il valore legale del titolo di studio e gli altri due no.

E' anche contro il nucleare, e questo è un suo gravo difetto. Tuttavia, se lo paragoni a agli altri due, perlomeno lui non ha avuto modo di dimostrare di far parte della casta e della cultura di cancrena che essa rappresenta. Bersani l'ha fatto fino a prima del 2006, come uomo di D'Alema, mentra Franceschini ha dimostrato di non essere troppo intelligente dal 2006 al 2008 come uomo di Veltroni.

In short, non so se Marino sia meglio, sicuramente ha avuto meno occasioni per dimostrare e edire di essere peggio degli altri due. Penso sia un candidato subottimale, ma se gli Italiani di sinistra vogliono cambiare, forse hanno più chance con lui che con gli altri due...

E' anche contro il nucleare, e questo è un suo gravo difetto

Perche'? Non e' una domanda polemica: voglio dire, assumendo che posizioni pro o contro siano egualmente degne se argomentate, vuoi dire che la posizione di Marino al riguardo e' argomentata male?

A dire il vero, una posizione antinucleare e' coerente con il resto delle sue idee - resta da vedere quanto siano una posizione elettorale o reale.

Non dico che non sia coerente: non sto spendendo tempo per studiare il pensieri di nessuno dei tre candidati segretari del PD.

Penso che sia sbagliato essere contro il nucleare. Una delle poche cose buone che ha fatto questo governo è far ripartire il nucleare. Non so quanto efficacemente stia operando Scajola in materia, ma se tra 10 anni potremo annoverare il nucleare tra il paniere di energie disponibili, questo sarà una cosa buona per l'Italia. Per questo non vedo di buon occhio nessuno dei tre candidati su questo punto. Vorrei che mi spiegassero come, concretamente, intendono far diventare la bolletta Italiana competitiva.

In fondo, se ci pensi, questo incide sul costo di fare impresa. Penso che un governo con a cuore le imprese dovrebbe fare "politica industriale" nel senso di favorire la nascita e la vita (e il fallimento, quando è il caso) delle aziende. Ridurre i costi (e.g. energetici, burocratici, di licenziamento dei dipendenti) per le imprese dovrebbe far parte di questa politica industriale, non l'intervento diretto dello stato come industriale.

Sono d'accordo: lo Stato come arbitro di poche regole fate rispettare in maniera ferrea e fornitore di pochi essenziali servizi, il resto demandato alla libera iniziativa e possibilmente frantumando (fisicamente) corporazioni e cartelli vari.

Personalmente comunque sono contrario al nucleare, per vari motivi - tra cui proprio il fatto che non puo' prescindere dall'intervento dello Stato per costruire e mantenere le centrali. E poi con lo Stato (e i governi) che ci ritroviamo ho poca fiducia di come verrebbero costruite e mantenute (per non parlare delle scorie).

Comunque grazie, avevo equivocato: credevo parlassi di "errore" di Marino all'interno del suo modo di vedere, non di confronto con altra opinione.

 

Posso chiedere una cosa? Ma fra i tre candidati alle primarie del PD chi è il più liberista? O il meno statalista? O il meno peggio?

a giudicare dalle dichiarazioni riportate in questo articolo, forse solo perchè non ha avuto ancora il tempo o l' occasione di essere smentito dai fatti, ma potrebbe essere marino

http://www.libertiamo.it/2009/10/23/perche-andro-a-votare-ignazio-marino...