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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Penso Marino.

Numero uno perchè non ha un passato a testimoniare contro di sè.

Numero due perchè è a favore del testamento biologico, mentro gli altri nicchiano e fanno distinguo.

Numero tre perchè vorrebbe abolire il valore legale del titolo di studio e gli altri due no.

E' anche contro il nucleare, e questo è un suo gravo difetto. Tuttavia, se lo paragoni a agli altri due, perlomeno lui non ha avuto modo di dimostrare di far parte della casta e della cultura di cancrena che essa rappresenta. Bersani l'ha fatto fino a prima del 2006, come uomo di D'Alema, mentra Franceschini ha dimostrato di non essere troppo intelligente dal 2006 al 2008 come uomo di Veltroni.

In short, non so se Marino sia meglio, sicuramente ha avuto meno occasioni per dimostrare e edire di essere peggio degli altri due. Penso sia un candidato subottimale, ma se gli Italiani di sinistra vogliono cambiare, forse hanno più chance con lui che con gli altri due...

E' anche contro il nucleare, e questo è un suo gravo difetto

Perche'? Non e' una domanda polemica: voglio dire, assumendo che posizioni pro o contro siano egualmente degne se argomentate, vuoi dire che la posizione di Marino al riguardo e' argomentata male?

A dire il vero, una posizione antinucleare e' coerente con il resto delle sue idee - resta da vedere quanto siano una posizione elettorale o reale.

Non dico che non sia coerente: non sto spendendo tempo per studiare il pensieri di nessuno dei tre candidati segretari del PD.

Penso che sia sbagliato essere contro il nucleare. Una delle poche cose buone che ha fatto questo governo è far ripartire il nucleare. Non so quanto efficacemente stia operando Scajola in materia, ma se tra 10 anni potremo annoverare il nucleare tra il paniere di energie disponibili, questo sarà una cosa buona per l'Italia. Per questo non vedo di buon occhio nessuno dei tre candidati su questo punto. Vorrei che mi spiegassero come, concretamente, intendono far diventare la bolletta Italiana competitiva.

In fondo, se ci pensi, questo incide sul costo di fare impresa. Penso che un governo con a cuore le imprese dovrebbe fare "politica industriale" nel senso di favorire la nascita e la vita (e il fallimento, quando è il caso) delle aziende. Ridurre i costi (e.g. energetici, burocratici, di licenziamento dei dipendenti) per le imprese dovrebbe far parte di questa politica industriale, non l'intervento diretto dello stato come industriale.

Sono d'accordo: lo Stato come arbitro di poche regole fate rispettare in maniera ferrea e fornitore di pochi essenziali servizi, il resto demandato alla libera iniziativa e possibilmente frantumando (fisicamente) corporazioni e cartelli vari.

Personalmente comunque sono contrario al nucleare, per vari motivi - tra cui proprio il fatto che non puo' prescindere dall'intervento dello Stato per costruire e mantenere le centrali. E poi con lo Stato (e i governi) che ci ritroviamo ho poca fiducia di come verrebbero costruite e mantenute (per non parlare delle scorie).

Comunque grazie, avevo equivocato: credevo parlassi di "errore" di Marino all'interno del suo modo di vedere, non di confronto con altra opinione.