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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Premettiamo che io non m'indigno, al massimo m'incazzo. :) I discorsi mi sembrano viziati da qualcosa che è senso di superiorità.

Parliamo di evidenza empirica, benissimo.

1) Non si spiega come mai allora ci sian flussi migratori di docenti, e dirigenti, che dal Sud si avviano verso Nord. Mi aspetterei il contrario: orde di Galli che invadono il Sud per accaparrarsi un bel posto statale. Fisso e ben retribuito.

2) Cosa costa di più a Nord? Gli affitti? Il barbiere? Se parliamo di affitti ti direi che se vuoi la movida milanese devi potertela permettere. Altrimenti vai in qualcuno dei tanti bellissimi paesini di provincia di cui il nord non è meno ricco del sud. Anche li il mattone è a prezzi stratosferici? Ho l'impressione che si contino le mele con le pere misurando gli oneri di chi vive nei grandi agglomerati produttivi del nord o nelle immediate vicinanze con quelli di chi vive nei paesi del meridione. Si tratta di realtà diverse.

3) se gli impieghi sono STATALI non è colpa del meridione se funziona in maniera anomala. discussione terminata dal mio punto di vista. l'argomento è inoltre per me scarsamente interessante visto che snobbo l'impiego statale. Ma se statale è l'impiego la colpa è dello stato non del solo meridione. o no?

4) questo è molto molto troppo vero assai ma allora il problema è dello STATO, non del meridione, che anzi questa situazione la subisce. per come la vedo io è una situazione imposta dalla quale infatti chi  può scappa.

Questione "pezzo di carta" non saprei dirti se la situazione è messa meglio o peggio a sud rispetto al nord. Si al sud funziona male. Ma è comunque una questione DI STATO. Secondo me. E' una situazione di cui il sud sarà anche artefice ma risente anche delle decisioni dei rimanenti 2/3 del Paese.

Cosa costa di più a Nord? Gli affitti? Il barbiere?

Io non sono un esperto di queste cose e mi rendo perfettamente conto che prendere due dati a caso non ha grande rilevanza statistica: tuttavia non posso fare a meno di notare come, nelle recenti classifiche di Altroconsumo, Palermo e Catania risultano le due città dove è più costoso fare la spesa e che, viceversa, l'acqua potabile a Milano costi 4 volte meno che a Firenze (e 2 volte meno che a Palermo).

Sono sicuro anch'io che in uno sperduto paesino del messinese la vita costi meno che in centro a Milano/Bergamo/ecc ma non è che sia così convinto che automaticamente la vita nella val Padana costi di più che nel mezzogiorno.

Mi permetto di fare un'osservazione sul primo punto: essendo saturo il "mercato" del lavoro pubblico al sud, mi pare ovvio che chi ha le caratteristiche si riversi su altri "mercati" con concentrazioni minori. Inoltre il semprevirgolettato mercato del lavoro pubblico al nord ha meno concorrenti autoctoni (abbiate pazienza se sbaglio i termini tecnici, sono un'informatica), perché il rapporto tra stipendi pubblici è privati è più vicino all'1 rispetto a quello del sud quindi la stessa quantità di lavoratori si spalma su un mercato totale (privato + pubblico) più ampio.

Vorrei farti notare, inoltre, che le osservazioni fatte da tutti su questo sito mi paiono più che abbondantemente suffragate da dati. Difficilmente si trova qualcuno che parla per partito preso o in seguito a pregiudizio, perciò mi rendo conto che il sentire attaccato il Meridione in quanto portatore di un certo atteggiamento non sia gradevole, ma giustificare tale atteggiamento dicendo che la colpa è solo dello Stato perché gli impieghi e i finanziamenti sono statali mi pare privo di logica e di (auto)critica. Esempio banal(izzant)e: non a tutti quelli cui viene offerta droga, la prendono. Esiste un concorso di colpa tra Stato e società meridionale che non è possibile liquidare con un'affermazione come la tua.

Il way of life meridionale è, guardiamoci in faccia, questo. Per n-mila fattori e cause, ma lo è. Il fine (campare) non giustifica i mezzi con cui è perseguito attualmente.

 

(as an aside: sono di origini meridionali anche io, giusto per non essere tacciata di "senso di superiorità")

Ma ai meridionali, non ho capito, piace il lavoro statale in generale o, come mi sembra qualcuno sosteneva, piace il lavoro statale AL SUD perché è li che grazie a quello si vive alla grande mentre al nord ti lascia povero? 

Poi: davvero la (piccola o grande che sia) percentuale di meridionali che emigra si accaparra cosi' tanti posti statali, some people say, a nord? E che ci va a fare a nord? La fame?

Mercati con concentrazioni minori.. a nord allora il lavoro statale è snobbato completamente o quasi? E vabè la colpa è dei terroni?

Esperienza personale: dopo 30 (leggi trenta) anni (mio padre è stato chiamato a fare il bidello a torino... chissà che mezzucci ha adottato!

Il meridione il meridione.. la realtà è che lo stato se ne SBATTE. Batte cassa ai cittadini del sud non meno che a quelli che del nord. Si.. magari evadono di piu'.. ma oltre ad essere costretti in un sistema un po' schifoso si prendono anche un rischio. anche evadere ha un costo.

Chi non vuol competere nella melma se ne va. E cosi' via...

Ma ai meridionali, non ho capito, piace il lavoro statale in generale o, come mi sembra qualcuno sosteneva, piace il lavoro statale AL SUD perché è li che grazie a quello si vive alla grande mentre al nord ti lascia povero?

Poi: davvero la (piccola o grande che sia) percentuale di meridionali che emigra si accaparra cosi' tanti posti statali, some people say, a nord? E che ci va a fare a nord? La fame?

E vabbè, uno ti dà anche il beneficio del dubbio, ma almeno cerca di ascoltare... In generale, il lavoro statale al sud dà uno stipendio migliore che un impiego di pari livello nel settore privato. Non facciamo finta che non esistano persone che concorrono per posti pubblici al nord in modo da poter chiedere il trasferimento al sud dopo n mesi (anni?). Il lavoro pubblico ha in più l'appeal di essere un posto fisso a vita.

 

Mercati con concentrazioni minori.. a nord allora il lavoro statale è snobbato completamente o quasi? E vabè la colpa è dei terroni?

Primo, cosa c'entra la colpa. Ma ti rendi conto di come dici le cose e della qualità delle tue affermazioni?

Secondo, ho asserito che il lavoro statale al nord ha meno incentivi ad essere perseguito che al sud. Rispondevo alla tua affermazione (uguale alle altre trecento che hai postato) in cui sostieni che è invalida l'ipotesi che il lavoro pubblico sia maggiormente ricercato dai meridionali, dicendo che ti aspetteresti che ci fosse un flusso maggiore dal nord al sud di wanna-be lavoratori pubblici perché al sud il costo della vita è inferiore. Io ti ho risposto parlandoti (inadeguatamente, visti i miei limitati mezzi teorici) di concentrazioni e di mercati, dandoti una possibile e parziale spiegazione del perché ciò non avviene. Basterebbe fare un parallelo con il processo osmotico e ti renderesti conto che non è un discorso campato in aria. Se il mercato del lavoro pubblico al sud è SATURO, una persona del nord prende armi e bagagli e va a fare un concorso al sud dove con ogni probabilità non vincerà perché non agganciato, perché la concorrenza è maggiore e soprattutto va a stare in un posto che come infrastrutture e servizi è inferiore al posto dove si trova attualmente? Non prendiamoci in giro.

Esperienza personale: dopo 30 (leggi trenta) anni (mio padre è stato chiamato a fare il bidello a torino... chissà che mezzucci ha adottato!

Dopo 30 anni, mia zia è stata chiamata a fare la bidella nella città dove vivo. Non ha adottato nessun mezzuccio. Ciò non toglie che ha venduto il negozio dove lavorava a Melfi e se ne è venuto qui nel Centro (neanche al Nord, figurati) e ora fa la bidella.

Mia madre (sorella della suddetta zia) a 35 anni ha fatto un concorso per essere assunta all'ENEL e l'ha vinto, arrivando prima. Senza nessun mezzuccio, me la ricordo ancora che studiava la notte sui libri perché durante il giorno lavorava.

Se non si guarda il quadro generale e si osservano i particolari, le nostre vite sono costellate di persone oneste. Altrimenti, abbi pazienza, non saremmo qui a parlare. Questo non significa che il problema non ci sia.