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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Le elites meridionali in particolare fin dagli ultimi decenni del 1800 si sono messe al servizio di chiunque stia al potere centrale a Roma per dare consenso in cambio di risorse pubbliche (Alberto Lusiani)

Ribadisco che il problema è più complicato di così. Ripeto (scusate) che nel dopoguerra fino alla caduta del muro di Berlino la mafia portava a Roma i voti che servivano contro i comunisti, con il beneplacito di Chiesa e Stati Uniti. Parlo della Sicilia che conosco meglio. Sono successe cose pesanti, a cominciare dalla strage di Portella della Ginestra alla festa dei lavoratori nel '47. Non era alle elites che arrivavano risorse, era alla mafia che arrivavano. Negli anni '70 il sindaco di Palermo si chiamava Ciancimino. Le elites non si dovevano immischiare, e quando cominciarono a farlo cominciarono anche a saltare per aria: Costa, Dalla Chiesa, Terranova, Falcone, Borsellino. Non cerco di trovare giustificazioni, ma queste cose non si possono ignorare.

non a tutti quelli cui viene offerta droga, la prendono (Monica Giambitto)

Eccetto se sei drogato. Il drogato non può rifiutare. Non ha mentalità, ha solo astinenza. E' vent'anni che sostengo che i soldi pubblici al sud (o meglio, di nuovo mi riferisco alla Sicilia che conosco) sono maledetti. Che vengano da Palermo, Milano o Bruxelles. Avrei voluto dirlo a Occhetto, ma non avevo il numero.

 

Eccetto se sei drogato. Il drogato non può rifiutare. E' vent'anni che sostengo che i soldi pubblici al sud (o meglio, di nuovo mi riferisco alla Sicilia che conosco) sono maledetti. Che vengano da Palermo, Milano o Bruxelles.

Condivido, il mio era solo un esempio (pessimo) portato all'estremo. Il principio che andavo esplicando è che a monte di determinate realtà ci sono delle scelte, individuali e collettive. Non si nasce drogati e non si nasce assistenziali. Ci si diventa, sul come siamo - credo - tutti d'accordo. Ho solo affermato che è possibile fare una scelta diversa e, di generazione in generazione, migliorare. Altrimenti non avremmo avuto i Borsellino o più banalmente i genitori miei e di D'agnelli.

La mia critica non era portata a te, forse non mi sono spiegata bene. Ho ben detto che esiste un concorso di colpa di Stato e società (a Stato puoi sostituirci qualsiasi organo che abbia fatto assistenzialismo).

 

Non si nasce drogati.

A sud o ti droghi o muori. Nel migliore dei casi devi aver a che fare con drogati.

Allora che fai se sei onesto e non ti piace? Cosa fai se vuoi veder riconosciuto, e retribuito, il tuo merito?

Te ne vai.

Gli intelligentoni, senza ironia alcuna, che scrivono su NFA ad insegnare in USA. Gente sicuramente meno brillante ma non meno rispettabile verso il Nord Italia. Alimentando il sistema che permette a degli arroganti di esprimere giudizi a pioggia e continuando a negare ogni possibilità di riscatto di quella zona sfigata dell'Italia.

Ribadisco che il problema è più complicato di così. Ripeto (scusate) che nel dopoguerra fino alla caduta del muro di Berlino la mafia portava a Roma i voti che servivano contro i comunisti, con il beneplacito di Chiesa e Stati Uniti. Parlo della Sicilia che conosco meglio. Sono successe cose pesanti, a cominciare dalla strage di Portella della Ginestra alla festa dei lavoratori nel '47. Non era alle elites che arrivavano risorse, era alla mafia che arrivavano. Negli anni '70 il sindaco di Palermo si chiamava Ciancimino. Le elites non si dovevano immischiare, e quando cominciarono a farlo cominciarono anche a saltare per aria: Costa, Dalla Chiesa, Terranova, Falcone, Borsellino. Non cerco di trovare giustificazioni, ma queste cose non si possono ignorare.

E' vero che il periodo dal 1945 al 1989 e' un po' particolare perche' la gestione del consenso clientelare al Sud oltre che richiesta e benvenuta da parte di chi aveva il potere a Roma e' stata bene accetta in funzione anti-comunista all'interno del patto atlantico.  Aggiungo che il Sud e' stato fondamentale per la sconfitta delle BR perche' la gestione clientelare- feudale della sua popolazione lo ha reso di fatto impenetrabile al proselitismo estremista.

Ma non vedo grandi differenze di comportamento rispetto al periodo 1861-1924, esemplificato da Giolitti e dal trasformismo, ne' rispetto al periodo 1924-1945 nel quale i fascisti comperarono il consenso meridionale con le assunzioni in posti pubblici, ne' rispetto al periodo che va dal 1989 ad oggi.

I soldi pubblici vanno non solo alla Mafia ma anche alle elites mediante posizioni ben retribuite nello Stato e parastato, posizioni di potere nell'apparato statale che consentono di esercitare potere edestrarre benefici (Duilio Poggiolini docet). Inoltre anche la criminalita' organizzata e' parte delle elites in senso ampio, ogni uomo d'onore in Sicilia ha un ambito di autorita' su mediamente un centinaio di persone a lui devote (P.Ginsborg, Stato dell'Italia) e quindi autorita' e capacita' relazionali che lo rendono parte delle elites in senso lato.

non a tutti quelli cui viene offerta droga, la prendono (Monica Giambitto)

Eccetto se sei drogato. Il drogato non può rifiutare. Non ha mentalità, ha solo astinenza. E' vent'anni che sostengo che i soldi pubblici al sud (o meglio, di nuovo mi riferisco alla Sicilia che conosco) sono maledetti. Che vengano da Palermo, Milano o Bruxelles. Avrei voluto dirlo a Occhetto, ma non avevo il numero.

Penso sia giusto riconoscere che chi nasce a Sud e' veramente in qualche misura drogato dall'intervento pubblico clientelare e improduttivo, che e' un'arma molto potente in mano alle elites per plasmare la societa' meridionale. Tuttavia molti drogati riescono a disintossicarsi, e questo dovrebbe essere piu' facile per i membri delle elites.  Purtroppo troppi appaiono profondere i loro sforzi unicamente alla conservazione della vigente societa' malata.