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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Parlando con chi ha lavorato sia al Nord che al Sud quel che emerge non è il diverso comportamento nel valutare, quanto piuttosto la migliore qualità delle scuole e la maggiore attenzione delle famiglie per i risultati dei figli

Questa affermazione non mi sembra nè in contraddizione nè in alternativa all'affermazione di Alberto Lusiani

tali dati sono stati riassunti da Mario Draghi con l'affermazione "vale piu' un 4 in matematica nel Nord Italia rispetto ad un 7 nel Sud"

E lo dico da un punto di vista logico senza voler entrare nel merito.

Se arrivo primo nel campionato di calcio finlandese sono una squadra più scarsa di chi arriva decimo nel campionato italiano. Perchè il campionato di calcio italiano è "di miglior qualità" di quello finlandese.

Quindi fuor di metafora quello che afferma Alberto (a dire il vero Draghi) è esatto (ripeto solo a logica senza nemmeno voler entrare nel merito)

Parlando con chi ha lavorato sia al Nord che al Sud quel che emerge non è il diverso comportamento nel valutare, quanto piuttosto la migliore qualità delle scuole e la maggiore attenzione delle famiglie per i risultati dei figli

Questa affermazione non mi sembra nè in contraddizione nè in alternativa all'affermazione di Alberto Lusiani

Non ho detto che lo sia, ho detto che bisogna precisarne la portata. Infatti  sarebbe scorretto concluderne che il problema consista in criteri di valutazione diversi da parte degli insegnanti al Nord e al Sud. È invece il livello medio degli alunni a determinare (tanto al Nord quanto al Sud) il livello di sufficienza e, di conseguenza, gli altri voti.

Così, invece di interrogarsi senza costrutto sul perché si valuta bene al Nord e male al Sud (come qualcuno ha fatto anche al ministero: vedi qui), sarebbe opportuno cercare di capire come mai con le stesse leggi, gli stessi regolamenti e gli stessi insegnanti le scuole al Nord funzionino meglio. In forma assolutamente non scientifica avanzerei tre ipotesi: il miglior funzionamento degli enti locali (da cui le scuole dipendono per molti aspetti della loro vita), un livello di alfabetizzazione storicamente superiore e una maggiore attenzione da parte delle famiglie per i risultati dei figli.

infatti  sarebbe scorretto concluderne che il problema consista in criteri di valutazione diversi da parte degli insegnanti al Nord e al Sud. È invece il livello medio degli alunni a determinare (tanto al Nord quanto al Sud) il livello di sufficienza e, di conseguenza, gli altri voti.

E' vero però rimane vero anche al contrario. Gli insegnanti al Sud valutano sufficiente quel che al Nord è valutato insufficiente, tu assumi che il livello di sufficienza è più basso al Sud per motivi extrascolastici e gli insegnanti devono adeguarsi per non bocciare tutti. Ora i tre fattori, che tu hai citato, hanno sicuramente una loro rilevanza ma hanno sicuramente una rilevanza (e qui entro nel merito) gli insegnanti.

Perchè: o si assume che al Nord sono geneticamente più evoluti (o prediletti da Dio!) in quanto hanno famiglie migliori, gestiscono meglio gli enti sociali, hanno "storicamente" un livello di alfabetizzazione migliore; o si assume che forse al Sud qualcuno non sta facendo tutto quello che potrebbe fare per migliorare la situazione.

Nel link che hai messo, il Ministro vuole fare dei corsi per migliorare il livello degli insegnanti in alcune regioni. Sei io fossi in loro e mi ritenessi preparato e ritenessi che il problema sia altrove farei "un casino che metà basta". Anche perchè il livello di preparazione è facilmente dimostrabile dati alla mano (certo meno dimostrabile è la "qualità" dell'insegnamento).

Non è scritto da nessuna parte che bisogna scioperare/protestare solo se ti toccano lo stipendio. Si può fare anche se non ti mettono in condizione di fare bene il tuo lavoro.Sempre che gli interessi ovviamente.

Gli insegnanti al Sud valutano sufficiente quel che al Nord è valutato insufficiente.

L'articolo che indicavo mostra che la valutazione al Sud è omogenea con le scuole del Nord che hanno rendimenti analoghi nei test OCSE-PISA. Gli insegnanti dovunque (sia a Bitonto che Mondovì o a Tipperary) tendono a valutare sulla base del livello medio degli alunni.

Tu assumi che il livello di sufficienza è più basso al Sud per motivi extrascolastici e gli insegnanti devono adeguarsi per non bocciare tutti. Ora i tre fattori che tu hai citato hanno sicuramente una loro rilevanza ma una rilevanza sicuramente maggiore (e qui entro nel merito) l'hanno gli insegnanti.

Sicuramente maggiore? Non mi sembra così chiaro, anche in base a quanto dici dopo. Comunque non è mia intenzione sostenere che gli insegnanti come categoria siano privi di qualsiasi responsabilità. Vorrei solo ricordare che sono gli stessi insegnanti che ottengono migliori risultati al Nord e che di conseguenza le responsabilità, dovunque stiano, non dipendono dal loro luogo di nascita.

Perchè o si assume che Nord sono geneticamente più evoluti (o prediletti da Dio!) in quanto hanno famiglie migliori, gestiscono meglio gli enti sociali, hanno "storicamente" un livello di alfabetizzazione migliore o si assume che forse al Sud qualcuno non sta facendo tutto quello che potrebbe fare per migliorare la situazione.

Non mi pare che la genetica c'entri qualcosa. Semmai la storia: il livello di alfabetizzazione era molto più alto al Nord già al tempo dell'unità d'Italia. La scuola pubblica e la lotta all'analfabetismo hanno fatto al Sud progressi molto più lenti (anche per la minore efficacia delle istituzioni).

Per quanto riguarda gli enti locali le scuole fatiscenti, gli edifici inadatti, la mancanza di strutture e di mezzi, i doppi turni, le uscite anticipate perché non c'è acqua  e i bagni non sono usabili sono tutti problemi che dipendono dall'inefficienza delle amministrazioni territoriali, dalla consapevolezza civile della gente e dalla corruzione della classe politica, non dalla genetica.

Infine le famiglie: la minore attenzione può nascere da fattori culturali, ma soprattutto influisce la sfiducia nella possibilità di farsi avanti in base al merito. Sfiducia da combattere ma forse non del tutto irragionevole, se si tiene conto della scarsa mobilità sociale e della vischiosità del sistema. Le famiglie hanno spesso difficoltà a capire in concreto quale sia il vantaggio di uno studio di qualità rispetto al puro e semplice ottenimento del titolo. In molti casi uno studio di qualità serve solo a creare i presupposti per andarsene.

Nel link che hai messo il Ministro vuole fare dei corsi per migliorare il livello degli insegnanti in alcune regioni. Sei io fossi in loro e mi ritenessi preparato, e ritenessi che il problema sia altrove farei "un casino che metà basta"

L'articolo è del 2008. Credo che l'idea, abbastanza balzana, non abbia avuto seguito (sulle reazioni si veda ad esempio qui). Il punto è che una mezza verità, ripresa da molti autorevoli commentatori e dallo stesso Draghi, ha dato il via a iniziative alquanto fuori luogo. Per questo è utile chiarire la questione. Dire che non si tratta di voti, ma di livello medio delle scuole non è una inutile pignoleria terminologica se la cosa ha conseguenze sull'azione del governo.

The crucial omitted variable is the school-level average competence: schools with low-performing students, all over the country, inflate grades. Students in the South get higher grades simply because they are in weaker schools

Da qui si parte.

Nel post precedente ti ho fatto notare che quello che tu dici non contraddice l'affermazione di Alberto Lusiani e soprattuto non sposta il fatto che il livello di sufficienza è diverso.

Da questo faccio seguire la mia boutade sul Nord geneticamente migliore.
E' mai possibile che quando qualcosa è migliore al nord rispetto al sud ci siano sempre motivi storici, culturali e chi più ne ha più ne metta da ponderare ma mai la responsabilità di qualcuno?

Non voglio mica buttare la croce addosso agli insegnanti meridionali (anzi come tu fai notare tanti lavorano nelle scuole del Nord) ma se il livello di sufficienza dei miei alunni è basso e mi si accusa di non essere preparato che tutto si riduca a "il nord è meglio per motivi storici" mi sembra molto comodo.

Poi se veramente pensi che tutto si riduca a questo è quindi che questo gap non sarà mai colmabile libero di pensarlo però non consegue dalle premesse (almeno a mio avviso ed in questo caso).

 

 

Da questo faccio seguire la mia boutade sul Nord geneticamente migliore.

Che Gente Che Livello

Si, ma mi son perso la parte che dovrebbe far ridere da qualche parte. Quindi rimane l'affermazione.

Le che proponi, inoltre, sembrano voler sostenere la tesi che a sud è costume rubare, arrangiarsi, approfittare.

Da Nord a Sud partono ingenti movimenti di denaro, e questo è vero. Denaro che però non finisce in qualche modo ai comuni mortali. I politici del sud non accontentano il malcostume dei cittadini. Lo progettano. Non sono i geni che trasformano un bambino in un impiegato del catasto, è la contingenza. Questo sistema è creato ad arte altrimenti, davvero, non si spiega proprio come sia ancora in piedi. I regali del Nord hanno impoverito il sud... anni ed anni di beneficenza e non se n'e' accorto nessuno?

Al sud manca la legalità punto e basta.

Perché non si è mai operato concretamente in quel senso? Si è davvero fatto il possibile? In Sicilia d'estate manca l'acqua. La SA-RC è una macchietta dai tempi dei film in bianco e nero. Dove sono i responsabili? Devo credere che 2/3 d'italia ha continuato a regalare dei soldi a casaccio? Non ci riesco.

Questione di font? Basta che schiacci ctrl e + contemporaneamente per un po' di volte, prima o poi qualunque commento raggiunge il livello del tuo.

Altrimenti è il commento più inutile che abbia letto su nFA.

Un ultima risposta, dato che forse non mi sono spiegato bene. Il mio intervento non sosteneva che nulla può cambiare, che niente si può fare e che il mondo va così e deve per forza andare così. Non era nemmeno mia intenzione sostenere che il Meridione è sennza alcuna responsabilità nella crisi morale, economica e sociale che sta vivendo.

Il problema è che per affrontare (ed eventualmente risolvere) un problema bisogna almeno aver chiaro dove il problema stia. Così tu dici

The crucial omitted variable is the school-level average competence: schools with low-performing students, all over the country, inflate grades. Students in the South get higher grades simply because they are in weaker schools

Da qui si parte.

E io sono pienamente d'accordo. Ma cerchiamo di capire cosa significhi prima di tutto. Prendiamo l'esempio che avevi fatto nella tua prima risposta:

Se arrivo primo nel campionato di calcio finlandese sono una squadra più scarsa di chi arriva decimo nel campionato italiano. Perchè il campionato di calcio italiano è "di miglior qualità" di quello finlandese.

Dire che il problema sono i voti più alti (e che basterebbe una maggiore severità per rimettere le cose a posto) sarebbe un po' come affermare che i campioni finlandesi per le loro vittorie avrebbero dovuto ricevere un punteggio più basso. Ora, è vero che entrambi sono ugualmente primi e che i valori sono differenti, ma dimentichiamo che si parla di campionati differenti.

Questo campionato differente non si gioca solo tra Nord e Sud (come ti già ho segnalato), ma tra ogni singola scuola (e a volte tra ogni singola classe), dato che per la valutazione manca uno standard unico nazionale di riferimento. Così, a meno di non essere un pazzo, finirai inevitabilmente per valutare sulla base della media delle tue esperienze. È così anche al Nord, è così dappertutto. Una prima indicazione su come intervenire mi sembra di averla data: un sistema nazionale e oggettivo di valutazione con test identici per tutte le scuole e modalità controllate di somministrazione per evitare possibili frodi. Non mi sembra tecnicamente impossibile, ma certo è difficile da realizzare politicamente.

Meno utile mi sembra invece organizzare corsi per gli insegnanti meridionali: la formazione è sempre benvenuta, semplicemente qui risolve poco o nulla. Quanto a bocciare in massa gli alunni, a parte che sarebbe comunque una boiata, nella situazione attuale avrebbe l'unico risultato di indirizzarli tutti quanti verso gli esamifici, che prosperano appunto sulla messe pur sempre ricca dei bocciati.

Se fra le famiglie e il "titolo" si frapponesse una barriera non aggirabile con altri mezzi, i ragazzi e i loro genitori sarebbero costretti a chiedere un'istruzione migliore, e d'altra parte le scuole e gli insegnanti dovrebbero necessariamente adeguarsi. In alternativa si può abolire il valore legale  del titolo di studio.

Non vedo altre strade.

Che tu non ti fossi spiegato bene o che io sia duro di comprendonio, fatto sta che non avevo capito quello che volevi dire. Spiegato così è logico e le tue conclusioni sono decisamente condivisibili.Quindi grazie della risposta!