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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Il problema delle discussioni sul meridione è sempre lo stesso.

Si parte dai problemi, quelli che noi meridionali tocchiamo tutti i giorni, e che le polaroid di Lusiani e le parole di Michele esprimono con toni differenti, anche se eguali nella sostanza.

Poi, dai fatti, incontestabili, ci si sposta alla genesi storica dei problemi del meridione. Dapprima, gli affreschi che si propongono nella volta della discussione sono quelli tipici da manuali della scuola dell'obbligo, poi finalmente arrivano i cultori della materia e ci dicono cose che, dal punto di vista storico, ignoravamo...fino a che, la discussione storica prende del tutto il soppravvento e ci troviamo a discutere come gli eruditi locali, che volendo stupire con le glorie del natio borgo, ti narrano di tempi cui il triste paesello di oggi aveva in passato tanti mulini per la molitura del grano, era sede arcivescovile e così via...in Sardegna è una cosa talmente ricorrente che appena sento qualcuno di questi esegeti delle storie locali, stramazzo al suolo.

Esaurite le possibili discussioni storiche, si passa alle recriminazioni, e qui noi meridionali eccelliamo. Ci presentiamo con il solito rosario di lamenti, con l'orgoglio ferito di chi, pur abitando (sentite eh) nella culla del pensiero greco presocratico; o dei nuraghi o dei fenici, non sopporta questi del nord che parlano solo di fabbrichette, che sanno solo lavorare, non si godono la vita e sfruttano i poveri meridionali del sud; e allora giù, a dire che senza noi meridionali la Fiat bla bla....e ancora: "ah si la mafia in Sicilia? Però la mafia fa comodo anche al nord...anzi, senza la mafia e i suoi capitali, non esisterebbe l'industri al nord"...e via così.

Ma non basta risolvere i problemi oggi, a prescindere dalla loro origine storica?