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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Lo stato è unico si o no? Chi si occupa del rispetto delle regole? Le élite meridionali o è onere dello Stato? Sono i meridionali antropologicamente più intelligenti che riescono a rubare più e meglio? Io non credo.

Questa disparità è lo Stato ad imporla costringendo i Meridionali a vivere perennemente tra il suo martello (perché poi capita che batte cassa) e l'incudine di una criminalità che, più che potente ed organizzata, è capillare. Il Racket non è solo nei film di Raul Bova.

 

Inaccettabile. I meridionali non sono affatto costretti dallo stato. Il clientelismo, veicolato dal voto di scambio, suggella  l’accordo che condanna il Mezzogiorno a restare dov’è (forse non è una posizione poi tanto scomoda). Di chi è la responsabilità?.
La mastelleide ceppalonia non è che un episodio di questo fenomeno,  più vivido nella mente soltanto per la sua recenziorità.

Con questo non vi si vuol certo sostenere che non vi siano storture e inefficienze anche nel Nord; ma oltre a non essere (ancora?) comparabili,  ricadono in loco, non sulla testa di altri lontani.

Ogni volta che si intavola questa spinosissima discussione, le ‘argomentazioni’ meridionali (non di tutti i meridionali, ma i coraggiosi che vanno controcorrente rischiano di annegare travolti dall’impetuosità sopraffattrice della corrente) si appellano allo stato. Chi o che cosa è lo stato? Qual è la radice dei mali?

La condizione prima della libertà, sia essa individuale o sia essa collettiva, è l’emancipazione economica che segna l’ingresso nell’età adulta.  Fintantoché il Mezzogiorno suggerà alla mammella dello stato (la suzione, mediata dalla classe dirigente locale, attinge attraverso vari canali), si perpetuerà il circolo vizioso. Lo svezzamento è il passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea (fuor di metafora, statale) ad un’alimentazione più ricca e varia.

Il Mezzogiorno dispone di risorse e di capitale umano: non sono economista neppure io, ma, pur nella mia crassa ignoranza in materia, direi che le condizioni dello sviluppo ci sono. Puntare sempre il dito accusatore contro coloro che pagano i conti non è di buon auspicio per l’avvento di un’era nuova.

E’ tempo di rendersi conto che chi, lontano, si sente scaricare addosso il peso dei problemi irrisolti del Sud è sempre più insofferente.

Roma è lontana almeno quanto Palermo, o anche di più.

Forse la conflittualità politica si sposta sempre più dal fronte tradizionale che vede contrapposti centro-destra e centro-sinistra ad un altro fronte lungo il quale si contrappongono interessi e aspirazioni territoriali inconciliabili.

Forse si va disegnando una nuova geografia politica.

Mi pare significativa a riguardo la recente sintonia fra parte della maggioranza (la litigiosità porta a sperimentare fantasiose disgregazioni e riaggregazioni che si mantengono in virtuosistico equilibrio in virtù di compromessi precari) e l’opposizione: essa determina una convergenza su principi e posizioni che in precedenza erano occasione di divergenze e conflitto.

Il dibattito  romano sulle candidature delle prossime regionali giunge come un’eco affievolita da una lontananza siderale.

 “La Russa Ignazio-W l’Italia unita” esclude perentoriamente che si possa discutere della Lombardia, per la quale ha già deciso lui (?), siciliano di nascita e romano d’esercizio politico, a Roma.

minuto 19: http://www.wikio.it/video/1841982

Arduo assai tenere insieme l’Italia. Vorrei sapere se qualcuno, al di là degli interessi pecuniari contingenti, realmente percepisca quella coscienza unitaria alla quale, con la spigolosità di chi è consapevole di rivendicare una posizione debole,  richiama Napolitano, mentre stigmatizza le “bestemmie separatiste”. Lo diceva già la mia bisnonna: nina, l’Italia l’è tropa lunga. E' una tesi che ho a lungo contestato, ma devo ora riconoscere che anche nei decenni successivi non si è amalgamata, accorciandosi.

 

E’ tempo di rendersi conto che chi, lontano, si sente scaricare addosso il peso dei problemi irrisolti del Sud è sempre più insofferente.

:(

http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=NTLF0&num...

ALLELUIA!

Si preannuncia nel reclutamento scolastico una svolta federalista

La prima volta di un sindacato: la UIL la appoggia e incontra Formigoni per dicuterne

Non sarà facile, bisognerà vincere molte resistenze, ma qualcosa si muove, come reazione alle mostruose aberrazioni prodotte dal modello accentratore che ha imposto alle regioni più virtuose nella selezione di assorbire gli esuberi compiacenti delle altre, penalizzando i propri aspiranti.

Che sia l'alba di un nuovo giorno?

Difficile dire per quanto tempo albeggerà, prima dello spuntare del nuovo giorno, ma a voler essere ottimisti, si comincia a scorgere una luce, seppur fioca

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http://precariementi.splinder.com/post/21566724/Docente+%27ad+esaurimento%27

Gustosa testimonianza di un siciliano trasferitosi per lavorare e insidiato dalla perversa e aggressiva offensiva sferrata dalle élites meridionali nei confronti della classe docente centro-settentrionale.

“E tanti docenti precari, anche quelli meridionali che insegnano al Nord, cominciano a sentirsi verdi. Stanno diventando leghisti. Confidano nel celodurismo, nella tolleranza zero e nella secessione, nonostante siano meridionali, siciliani, sardi, calabresi.

Mi è capitato di domandarmi retoricamente in passato come avrebbero reagito i meridionali se per una volta la partita si fosse giocata a parti invertite ed ecco la risposta.

La morale della favola: è vero: i meridionali sono più svegli

Io ho sempre votato a sinistra, vagheggiando ideali un po' astratti e disincarnati. Finora…

Gli ideali di giustizia e progresso restano integri, ma, tenendo conto pragmaticamente dei concreti interessi in campo, cercano un'altra strada per realizzarsi

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Il senatore Pittoni, eletto in Friuli-Venezia Giulia per il gruppo della LNP e membro della VII Commissione in Senato, rappresenta le difficoltà che si verificheranno a partire dal 2011 in molte province non solo del Nord ma anche del Centro a causa dell'inserimento "a pettine" di docenti provenienti da altre province, spesso con punteggi esorbitanti. Invita quindi ad una seria riflessione su questo punto, esprimendo la forte preoccupazione di numerosissimi docenti.

Non resta da augurarsi che gli attriti parossistici prodotti dal pachidermico mostro romano-centrico tentacolare  costituiscano l'occasione per amputargli i tentacoli e avviare un'amministrazione decentrata e razionale, in cui nessuna regione sia più costretta a fungere da sfiatatoio delle altre e risponda responsabilmente del proprio operato ai propri cittadini-elettori.

Tutte le sigle sindacali - tranne l'ignava cgil e la palermitana anief - esprimono la loro ostilità al ripristino dell'inserimento a pettine nel 2011 (se ne sta discutendo in senato): che si stia diffondendo la presa di coscienza della dirompente conflittualità territoriale?

Considerazione a margine: un'accelerazione alla presa di coscienza è stata impressa quando sono stati intaccati gli interessi dei meridionali trasferitisi nel centro-nord, prima i settentrionali discriminati che osavano balbettare qualche lamentela erano tacciati di razzismo

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PS ed è altresì vero che io mi confermo regina degli storditi: non è qui che dovevo inserire il post, chiedo venia

 

Si preannuncia nel reclutamento scolastico una svolta federalista

La prima volta di un sindacato: la UIL la appoggia e incontra Formigoni per dicuterne

Meglio tardi che mai ma non confonderei queste reazioni con qualcosa di fatto e di concluso.  La pressione dei meridionali per l'accesso ai posti pubblici rimane fatalmente fortissima date le condizioni esistenti nello Stato italiano, mentre per i settentrionali soprattutto l'impiego pubblico e' molto meno importante. Sembra comunque che certi eccessi e certe conseguenze demenziali stiano incontrando un limitato argine.

Considerazione a margine: un'accelerazione alla presa di coscienza è stata impressa quando sono statiintaccati gli interessi dei meridionali trasferitisi nel centro-nord, prima i settentrionali discriminati che osavano balbettare qualche lamentela erano tacciati di razzismo

Questo e' un'ulteriore indicazione del fatto che nel sistema italiano il posto pubblico interessa molto molto piu' ai meridionali, che hanno poche altre alternative e per i quali nel sud rappresenta una rendita interessante.  I settentrionali sono molto meno interessati al posto pubblco e scontano anche la loro divisione in fazioni ideologicizzate, di cui presso gli insegnanti e i dipendenti pubblici in generale quella preminente e quella di sinistra, vocata senza rimedio ad un centralismo statale insulso e nocivo.

ma non confonderei queste reazioni con qualcosa di fatto e di concluso

no, ma forse si comincia a tracciare una direzione

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/32256.htm

Mario Pittoni, a cui voglio bene (è una specie di provenzale amor de lohn), almeno da quando so che esiste, cioè da poco, ha presentato come primo firmatario il 6 agosto 2008 il ddl “Nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente”, che risulta assegnato il 1° ottobre alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) in sede referente. I cofirmatari sono tutti della LNP.  L’esame non è ancora cominciato.

Il sistema di reclutamento trarrebbe beneficio dalla razionalizzazione in tutta Italia. Ogni regione, come sempre, sarebbe aperta a candidati di qualunque provenienza, ma finalmente si fermerebbe la giostra impazzita che non trova omologhi non già nel settore privato ma neppure nelle altre amministrazioni, e non vi sarebbe più spazio per i giochini furbi.

 

Mario Pittoni, a cui voglio bene (è una specie di provenzale amor de lohn), almeno da quando so che esiste, cioè da poco, ha presentato come primo firmatario il 6 agosto 2008 il ddl “Nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente”, che risulta assegnato il 1° ottobre alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) in sede referente. I cofirmatari sono tutti della LNP.  L’esame non è ancora cominciato.

Il sistema di reclutamento trarrebbe beneficio dalla razionalizzazione in tutta Italia. Ogni regione, come sempre, sarebbe aperta a candidati di qualunque provenienza, ma finalmente si fermerebbe la giostra impazzita che non trova omologhi non già nel settore privato ma neppure nelle altre amministrazioni, e non vi sarebbe più spazio per i giochini furbi.

Ottima cosa che si proponga di regionalizzare in qualche misura il reclutamento, rimango pessimista sulle possibilita' di successo, perche' non nutro molta fiducia nelle capacita' di analisi dei fatti e di discernimento politico dei parlamentari di CD.  Questa e' un'occasione unica per il CD: PD e CGIL stanno sostenendo come al solito posizioni demenziali ma questa volta talmente demenziali da essere violentemente e immediatamente dannose ad una platea vastissima di loro sostenitori. La sinistra e' evidentemente vittima dei suoi paraocchi ideologici e della sua incapacita' di analizzare le conseguenze dell'applicazione delle sue idee astratte apparentemente perfette ma che calate nell'Italia reale diventano dannose ed indecenti. Questa volta la maggioranza di CD ha in mano un'occasione formidabile per dare una bastonata micidiale alla credibilita' e al consenso per la sinistra tra gli insegnanti scolastici, che sono la categoria di massa che piu' vota il PD. Il problema per il CD (e in questa occasione anche per l'Italia) e' che ho i miei dubbi che siano in grado di capirlo. E a parte la LN il resto del CD ha paraocchi ideologici statal-centralisti non troppo difformi da quelli della sinistra, anche se leggermente piu' malleabili.