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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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performance dipende, dal reddito, dal titolo di studio dei genitori, dalla qualita' degli edifici scolastici, dalla presenza di insegnanti precari o stabili, dalla qualita' degli insegnanti e dei dirigenti scolastici.

http://osp.provincia.pisa.it/primo_piano.asp?ID_PrimoPiano=1167

Ma l`Italia non è tutta uguale. Le scuole del Nord Est avevano il 20,1% di precari (26.406 unità) e quelli del Nord Ovest il 19% (37.411 unità), che è come dire un precario ogni cinque insegnanti.

La punta di maggior precariato, sempre al Nord Est era quella dei docenti di scuola secondaria di I grado: 26,1%, con l`Emilia Romagna che in questo settore sfiorava il 27%.

Le scuole del Sud, con 25.272 precari, avevano "soltanto" il 10,7% di precariato (un precario ogni 10 insegnanti), con la punta minima della scuola primaria ferma al 4,5%. La Campania risultava la regione meno precaria con il 9,3% (primaria al 3,4%).

Le Isole, infine, hanno avuto il 13,2% di docenti precari, presenti particolarmente, come nel resto d`Italia, nella secondaria di I e di II grado, i settori di maggior precariato.

Non è molto stupefacente se si pensa che i precari sono per lo più giovani, freschi di formazione, con un grado di motivazione (credo) elevato dal momento che hanno deciso di intraprendere la carriera di insegnanti in un momento di scarso appagamento economico e sociale. Solita situazione in cui hai tanti insider ipergarantiti e totalmente privi di incentivi a migliorare la qualità del proprio lavoro. Ma la Gelmini in una delle sue N-mila dichiarazione non aveva parlato di test periodici per gli insegnanti?