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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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parliamo di elites, che sono quelle che contano, siamo d'accordo. quelle del centro e del nord che interesse hanno nel favorire questa condizione? perché non si oppongono? sono piu' ricche, piu' potenti, piu' numerose.. piu' tutto.

Ho spiegato come la vedo in un'altra risposta.  Le elites del Nord hanno i loro vantaggi (specie le grandi industrie assistite e colluse con lo Stato), inoltre sono obnubilate dal nazionalismo italiano, privilegiano l'idealismo e sono di scadente qualita' riguardo l'analisi empirica dei fatti per cui non si rendono conto dei danni che fa sia al Nord che al Sud l'organizzazione dello Stato italiano.

Hai scritto:

Per quanto gli italiani specie al Sud non abbiano ancora ben compreso cosa sia la democrazia, rimanendo abituati al fatto storico di essere comandati da stranieri, lo Stato non e' altro che il risultato della cultura e della volonta' dei suoi cittadini, e con maggiori responsabilita' delle elites.  E' questo che in Italia e' marcio: buona parte delle elites difendono e promuovono attraverso lo Stato i loro interessi contro l'interesse piu' ampio di tutta la societa'.  Le elites meridionali in particolare fin dagli ultimi decenni del 1800 si sono messe al servizio di chiunque stia al potere centrale a Roma per dare consenso in cambio di risorse pubbliche: questo fatto e' forse il principale elemento alla radice del malfunzionamento dello Stato italiano.

L'Italia conta 60 milioni di cittadini.

1/3 di questi vive nel Mezzogiorno. Ritengo ragionevole pensare che nel sistema "Stato Italiano" le èlite siano, nel caso pessimo, distribuite allo stesso modo.

Capirai con una semplice proporzione che la volontà di mantenere lo status quo è esplicita e di certo non può dipendere con maggior responsabilità dai cittadini del Mezzogiorno, ne tanto meno dalle sole loro élite - che sicuramente hanno grandi responsabilità.

Senza contare questo.

Da parte tua sarebbe più onesto dire: i terroni mi stanno sulle balle.

Guarda che in democrazia non hai bisogno del 100% per mantenere lo status quo. Se hai già 1/3 largamente favorevole sei decisamente a buon punto. Che poi in una zona sottosviluppata le elite che organizzano il consenso abbiano maggior potere (e quindi maggior interesse a mantenere quella zona in quello stato) mi pare un concetto talmente banale che non ha nemmeno bisogno di spiegazione.

Che poi in una zona sottosviluppata le elite che organizzano il consenso abbiano maggior potere (e quindi maggior interesse a mantenere quella zona in quello stato) mi pare un concetto talmente banale che non ha nemmeno bisogno di spiegazione.

Manca una premessa: se in una zona ci sono elite che organizzano il consenso, e' loro interesse mantenere lo status quo anche nel caso la zona non sia sottosviluppata. Il problema non e' lo sviluppo economico in se' - che potrebbe essere anche considerato uno scambio equo, quanto il livello di consapevolezza e partecipazione nella gestione della cosa pubblica.



Manca una premessa: se in una zona ci sono elite che organizzano il consenso, e' loro interesse mantenere lo status quo anche nel caso la zona non sia sottosviluppata.

Ma piu' un territorio e' sottosviluppato e piu' facile e meno costoso sara' gestire il consenso con la spesa pubblica.  Infatto a mio parere le elites meridionali consapevolmente o inconsapevolmente agiscono proprio in modo da mantenere il sottosviluppo del Sud perche' proprio la poverta' media del Sud Italia e' un fattore essenziale sia come scusa per chiedere soldi da Roma (o alla UE) sia per rendere gestibile il consenso con minore spesa, e quindi tenendo per se una maggiore frazione delle risorse economiche intermediate.

Tra l'altro sono veramente patetici politici e giornalisti italiani quando rimangono affranti e angosciati dalla prospettiva che alcune o tutte el regioni meridionali superino il 75% del PIL UE medio perche' ... perderebbero (gran parte dei) contributi UE!  Invece di rallegrarsi perche' hanno recuperato un po' del ritardo economico che le affligge, sono angosciati dalla diminuzione dei trasferimenti di ricchezza da intermediare.

Ma piu' un territorio e' sottosviluppato e piu' facile e meno costoso sara' gestire il consenso con la spesa pubblica.

Questo e' vero anche con qualsiasi altro tipo di spesa, anche non pubblica. In teoria si potrebbe gestire anche quasi senza spesa - dal punto di vista economico avere un X di manodopera che ti vota perche' senno' la licenzi e hai gia' 2X persone disposte a prendere lo stesso posto anche per meno e' un bel vantaggio.

Tra l'altro sono veramente patetici politici e giornalisti italiani quando rimangono affranti e angosciati dalla prospettiva che alcune o tutte el regioni meridionali superino il 75% del PIL UE medio perche' ... perderebbero (gran parte dei) contributi UE! 

Non ho mai conosciuto nessuno che a qualsiasi condizione(*) fosse contento di perdere una rendita considerata "sicura", o una qualche agevolazione, nemmeno al nord: in una discussione su nfA e i fondi al SudTirol (mi manca l'umlaut, scusate l'imprecisione) qualcuno ha paventato che se lo Stato avesse tagliato i fondi si sarebbe ricorsi alle bombe, tanto per fare un esempio.

Ora, e' chiaro che sono opinioni e non ho alcuna intenzione di difendere giornalisti e politici, ma mi pare una cosa ancora piu' "naturale" di quanto indicato sopra. 

(*) EDIT: certo, bisogna vedere come si fanno i conti...


A me pare ovvio che se ti trovi in una zona ad alto sviluppo è più difficile organizzare il consenso su base clientelare perché non sei dipendente dall'intermediazione del politico per le tue necessità primarie. Se domani esporti tutti i disoccupati di Napoli in Svizzera il potere ricattatorio del mafiosetto di turno scende drasticamente.

NB Sorry ho ripetuto pedissequamente il concetto espretto da Alberto.

Quello che manca, secondo me, e' la tua definizione di sviluppo.

Se esporti tutti gli operai della FIAT di Torino anche il potere degli Agnelli in citta' sara' drasticamente ridotto. 

Se in un territorio invece del 90% di disoccupati richiedi il 90% di operai, quanto e' difficile tenerli sotto controllo? Basterebbe minacciarli di chiudere la fabbrica per avere il loro voto. E' gia' piu' difficile con le PMI, a meno che non si formino dei cartelli, ma quello sta alla formazione culturale della gente del posto.

Ovviamente, sono esempi estremi. Quello che volevo evidenziare e' che l'organizzazione del consenso e' facile anche quando il lavoro c'e'.

 

Capirai con una semplice proporzione che la volontà di mantenere lo status quo è esplicita e di certo non può dipendere con maggior responsabilità dai cittadini del Mezzogiorno, ne tanto meno dalle sole loro élite - che sicuramente hanno grandi responsabilità.

Queste infatti ricevono i soldi che qualcuno gli dà, gli ha sempre dato, nonostante i fallimenti alla luce del sole.

Ora: io non credo che ci sia un 66% di perfetti imbecilli e che sian tutti concentrati a nord di Napoli - anche se mi stai quasi convincendo eh! - ci vedo più un meccanismo del tipo do ut des.

Fermo restando che il Nord dà al Sud dei soldi che quando non spariscono letteralmente  - ed avviene spesso - alimentano un sistema che è dannoso per il Sud stesso, cosa ci guadagna?

Con la possibilità di avere un posto pubblico che ti garantisce un futuro, sono stronzi i meridionali che lo preferiscono ad uno privato in vattelapesca srl? dove il PADRONE pretende che gli ridai in contanti metà della busta paga??! O ti assume part-time facendoti lavorare 60 ore la settimana?

Qualcuno crea le condizioni per questo. Qualcuno PAGA questo. Questo qualcuno è il Nord. Ed a me risulta difficile credere che lo faccia per beneficenza. Non sono mica 20 anni che l'Italia è unita.

Dare la colpa al Mezzogiorno dello sfacelo dello Stato Italiano dopo averlo annesso con la forza mi sembra ingenuo. Dare la colpa ai meridionali mi sembra quantomeno razzista.

Tutto qui.

Qualcuno crea le condizioni per questo. Qualcuno PAGA questo. Questo qualcuno è il Nord. Ed a me risulta difficile credere che lo faccia per beneficenza. Non sono mica 20 anni che l'Italia è unita.

Dare la colpa al Mezzogiorno dello sfacelo dello Stato Italiano dopo averlo annesso con la forza mi sembra ingenuo. Dare la colpa ai meridionali mi sembra quantomeno razzista.

Ho gia' scritto e spiegato chi al Nord sostiene l'unita' d'Italia e in cambio di quali vantaggi materiali.  Il Sud e' corresponsabile, non unico responsabile. Ma dal Sud vengono anche le maggiori resistenze a riformare il sistema.