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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Cosi' la convergenza non arrivera' mai ...

Ci sono diverse cose su cui siamo tutti d'accordo: il denaro pubblico ha nel Meridione un ruolo eccessivo, producendo effetti di distorsione economica e corruzione sociale. Non siamo d'accordo su come intrepretare alcuni fenomeni e su come rimediare a questa situazione.

Provo anch'io ancora una volta a spiegare cosa non mi convince del tuo discorso. Ti prego di seguirmi fino in fondo (sopportando qualche ripetizione) e di non saltare troppo presto alle conclusioni. Forse riusciremo a chiarirci.

Tu sostieni che questo flusso di denaro pubblico ha principalmente la forma di stipendi per lavoratori statali del pubblico impiego. Il livello delle retribuzioni statali renderebbe poco competitivi gli altri lavori e avvelenerebbe il mercato, spingendo a cercare il posto statale a danno di altre attività più produttive.

Ma abbiamo già visto che se prendiamo in esame solo la retribuzione in denaro risulta difficile spiegare le attrattive dell'impiego pubblico. Il punto chiave è probabilmente la maggiore sicurezza del posto di lavoro. Mi sembra che anche tu sia d'accordo.

Non consideri però che un lavoro privato messo in regola e sufficientemente stabile è ugualmente ambito. Il problema è che si trovano principalmente, tanto nel pubblico quanto nel privato, lavori fortemente precari. Non affatto è mia intenzione sostenere che si debba avere per virtù divina un posto "sicuro": mi limito solo a constatare, semplicemente a fini descrittivi, qual è la situazione percepita da chi vi è immerso. Per inciso è anche possibile che in realtà le cose stiano diversamente, ma in ogni caso tendenze e orientamenti collettivi maturano nel tempo e hanno bisogno di tempo per cambiare. Naturalmente, se devo scegliere tra un lavoro precario pubblico o privato, il primo mi offre maggiori garanzie per il futuro (anche a retribuzioni inferiori). Mi sto ripetendo, lo so, ma ancora un po' di pazienza.

Il punto critico è l'autonomia economica. Indipendentemente dal fatto che si tratti di pubblico o di privato, viene cercato il lavoro che consente di essere autosufficienti. Non è fantascienza immaginare una persona che trascorra la sua vita lavorativa alternando brevi periodo di lavoro e lunghi intervalli di inattività. È il mercato, nessuno pretende niente. Avrai già capito però cosa ne consegue: si resta a carico della famiglia e il lavoro diventa una sorta di integrazione del reddito familiare più che un mezzo di sostentamento.

Ma niente moralismi. Ci interessa altro. Quale sarà dunque, a queste condizioni, il livello retributivo che fa diventare competitivo il privato rispetto al pubblico nella scelta delle persone? Se il discrimine è la "sicurezza", in una situazione di forte insicurezza complessiva, sarà uno stipendio che non consente l'autosufficienza economica del lavoratore statale.

Non so quanto sia praticabile e francamente mi sembra che si possa pensare a interventi più utili in favore del settore privato.

Concludo con una nota propositiva. È stata più volte sottolineata l'immensa responsabilità della classe dirigente meridionale. Sono pienamente d'accordo e aggiungerei che tale responsabilità si estende alla società civile nel suo complesso (è un circolo vizioso, un serpente che si morde la coda). Ma una cosa ben chiara ed avvertita è che senza legalità si può fare poco. Una giustizia che funzioni, tanto penale quanto civile, è la condizione pre-economica per rompere questo circolo vizioso. Probabilmente i due fattori più importanti per cambiare qualcosa sono la responsabilità  fiscale e una giustizia efficiente . Su quest'ultimo tema le classi dirigenti del Nord, tra scudi fiscali, accuse di giustizialismo e garantismi pelosi hanno la loro parte di colpe. Sembra proprio che non abbiano capito quanto la questione della legalità sia decisiva, anche dal punto di vista economico. Legalità, non "sicurezza": non ronde antiscippi, ma contrasto all'illegalità economica e politica, senza guardare in faccia a nessun gruppo d'interessi. Una tale cecità fa supporre che l'alleanza con le mafie del meridione in fondo convenga a molti.