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scruscioFromSicily (Ma la fanno sta secessione, o no?)

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Alberto, io capisco i tuoi entusiasmi ma stai ricostruendo la storia.

Siccome lo fai sulla base di un controfattuale che ti permette di spiegare tutto (la defezione "borghesi padani raccogliticci e imbarcati come candidati alle elezioni del 1994 dopo l'accordo del 7 a 3 per i collegi del Nord") non posso provare che hai torto direttamente. Però i fatti rimangono:

- il gruppo parlamentare leghista, sia Camera che Senato, era dopo le elezioni del 1996 ben più piccolo di quello del 1994;

- quei parlamentari (quelli del 1994, beh, anche quelli del 1996 a dire il vero) li ho conosciuti e mi sembravano ben intenzionati. Era il gruppo dirigente (Bossi ed i suoi lacché) che non sapeva cosa fare e non dava linea politica;

- quei parlamentari erano antropologicamente, culturalmente ed addirittura fisicamente identici a ciò che ora costituisce la struttura di potere locale della Lega, quindi non vedo perché "liberarsi di loro" per fare un partito di "puri e duri" fosse bene nel 1995-96 mentre vale l'opposto ora;

- dal 1996 al 2000 la LN è stata un ente inutile, con zero potere e tante ampolle e ridicole adunate. Non so, forse questo è servito strategicamente a costruire una specie di aura religiosa attorno a Bossi, o cose del genere. Di nuovo, questo è un controfattuale che non posso falsificare: senza Pontida il Nord non avrebbe capito ... cosa?

Tu affermi che ci tentò seriamente, la LN, a raggiungere l'indipendenza. Io non so quanto addentro tu fossi alla cosa, ma lascia che te lo dica: you're dreaming. Era una pagliacciata. Mimmo ci provava, mi ricordo le volte che sono andato a Venezia nel palazzo dello zio del mio amico Da Mosto a cercare di dargli una mano: era un circo, con Mimmo e pochi altri che avevano qualche seria intenzione. Bossi ed i suoi lacché facevano solo pagliacciate.

Se mi documenti, obiettivamente però, in che senso la scelta del cambio di alleanze prima e dell'indipendentismo da operetta poi abbia aumentato consensi e sia risultata utile, me ne taccio. Ma sulla base di quanto è documentato è servita solo a fare danni. Questi sono gli anni quelli con il "corazzato di cartone" vanno a occupare il campanile di San Marco: grande effetto delle adunate oceaniche bossiane ... Questi sono anche, se non ricordo male, gli anni della tremenda banca-truffa montata dal bancario milanese di cui non ricordo il nome (uno che aveva rubato uno scritto mio per venderlo alla regione Lombardia come ricerca sua) e del suo compare Arcucci ... una deriva impressionante. Che probabilmente spiega il ritorno da BS nel 2000-2001, a caccia di protezione, come dire, sostanziale e sostanziata.

Chiese qualcuno: ma quanto li avrà pagati? Risposi io: relativamente poco, son anche fessi oltre che disonesti.

Infine: dal 1994 ad oggi (son 16 anni e continuiamo a contare) la "causa" del federalismo (fiscale o meno) ha fatto passi ZERO. Non è impossibile che abbia fatto passi indietro (Roma capitale, banca del mezzogiorno, eccetera). Vediamo ora, dopo la vittoria alle regionali, quanto avanzerà. La mia predizione è che avanzerà zero, approveranno una riforma federalista mostruosamente cattiva ma ... blocheranno la RU486.

Michele, sempre pronto ad aggiornare le mie opinioni, e quello che scrivi lo considero sempre con la massima attenzione. Cercando di ancorarmi ai fatti e meno alle mie sensazioni meno direttamente conseguenti, aggiunto alcuni commenti e precisazioni.

Però i fatti rimangono:

- il gruppo parlamentare leghista, sia Camera che Senato, era dopo le elezioni del 1996 ben più piccolo di quello del 1994;

Il gruppo del 1996 era circa 80 parlamentari, corrispondendi al ~9.6-10% dei voti, rispetto ai ~180 del 1994 eletti col 8.3% dei voti grazie all'accordo 7-3 con Berlusconi, che aveva preso 20-22% dei voti, mentre AN aveva preso il ~12.5%.  Non c'e' alcun dubbio che la posizione della LN nel 1994 era estremamente debole, i suoi parlamentari sapevano di dovere l'elezione primariamente a Berlusconi, e avevano la prospettiva di essere piu' che dimezzati nelle successive elezioni.  Al contrario nel 1996 la LN aveva mostrato di poter competere e vincere seggi uninominali da sola, era sia pure di poco il primo partito al Nord e aveva mostrato di avere delle roccaforti elettorali dove godeva a livello provinciale di un consenso superiore al 35-40%.  Nel 1996 non c'era alcuno sbando, la LN era riassicurata della sua forza e completamente autosufficiente, la situazione era incomparabilmente migliore rispetto al 1994.

L'unico fallimento del 1996 e' stato che per un soffio era possibile formare una maggioranza omogenea politicamente, come Prodi fece.  Ma questo rimane un dettaglio trascurabile perche' se veramente ne' destra ne' sinistra avevano la maggioranza, sarebbe solo stata anticipata la trasumanza trasformista da destra a sinistra che fecero Mastella e Cossiga poco tempo dopo.

- quei parlamentari erano antropologicamente, culturalmente ed addirittura fisicamente identici a ciò che ora costituisce la struttura di potere locale della Lega, quindi non vedo perché "liberarsi di loro" per fare un partito di "puri e duri" fosse bene nel 1995-96 mentre vale l'opposto ora;

Il parlamentari del 1994 erano praticamente sicuri che non sarebbero stati rieletti per piu' della meta' rimanendo nella LN e come si e' ben visto una buona parte di loro 1) non era affidabile e 2) valeva poco tanto e' vero che ne sono rimasti a galla pochissimi di quelli che si sono affdati a Berlusconi e Fini.

- dal 1996 al 2000 la LN è stata un ente inutile, con zero potere e tante ampolle e ridicole adunate. Non so, forse questo è servito strategicamente a costruire una specie di aura religiosa attorno a Bossi, o cose del genere. Di nuovo, questo è un controfattuale che non posso falsificare: senza Pontida il Nord non avrebbe capito ... cosa?

Dal 1996 al 1999 la LN attraverso una serie di appuntamenti elettorali ha mostrato chiaramente che una proposta indipendentista raccoglieva elevato consenso in diverse delle province piu' produttive del Nord (es. Varese, Como, Bergamo, Verona, Vicenza, Treviso).  Alla prova del tempo il consenso non e' stato sufficiente, ma mi e' sembrato opportuno dare agli elettori l'opportunita' di esprimere il loro consenso. Inoltre proprio in quegli anni si sono fatti le ossa come governatori provinciali persone come ad es. Zaia, capaci di amministrare riscuotendo un elevato livello di consenso.

Se mi documenti, obiettivamente però, in che senso la scelta del cambio di alleanze prima e dell'indipendentismo da operetta poi abbia aumentato consensi e sia risultata utile, me ne taccio. Ma sulla base di quanto è documentato è servita solo a fare danni. Questi sono gli anni quelli con il "corazzato di cartone" vanno a occupare il campanile di San Marco: grande effetto delle adunate oceaniche bossiane ... Questi sono anche, se non ricordo male, gli anni della tremenda banca-truffa montata dal bancario milanese di cui non ricordo il nome (uno che aveva rubato uno scritto mio per venderlo alla regione Lombardia come ricerca sua) e del suo compare Arcucci ... una deriva impressionante. Che probabilmente spiega il ritorno da BS nel 2000-2001, a caccia di protezione, come dire, sostanziale e sostanziata.

Non posso documentare nulla del genere obiettivamente, manca il controfattuale, e non mi sembra possa essere documentato nemmeno l'opposto.  Non sono per nulla sicuro che la condotta di Bossi sia stata la migliore o la piu' efficace.  Io mi sono limitato a precisare alcuni fatti che secondo me tu non avevi esposto correttamente, come il fatto che nel 1996 la LN fosse allo sbando.

Infine: dal 1994 ad oggi (son 16 anni e continuiamo a contare) la "causa" del federalismo (fiscale o meno) ha fatto passi ZERO.

Il risultato pratico a oggi e' zero, sono d'accordo, forse la riforma costituzionale federale dell'Ulivo e' perfino peggio della Costituzione precedente. Tuttavia qualche cosa e' stato fatto. La riforma in preparazione l'ho gia' commentata e come ho scritto con un vero sano federalismo ha ben poco a vedere, anche se alcuni elementi, come i costi standard, sono utili e importanti seppure statalisti e centralisti.  Dal punto di vista del federalismo e anche della riforma dell'assetto istituzionale poi nel 2001 era stata prodotta una riforma che, se pur scadente per alcuni aspetti di ritorno al centralismo che la LN col 3.9% non aveva potuto contrastare, conteneva apprezzabili competenze esclusive, sia pure limitate, per le Regioni, e soprattutto una riduzione del numero dei parlamentari e il monocameralismo per la fiducia, che gli elettori italiani sono stati veramente stupidi a bocciare.

Per concludere, ora secondo me nei prossimi tre anni la LN ha forse l'ultima vera occasione di portare a termine qualcosa di positivo, poi gli elettori cominceranno a stancarsi, specie dove la LN avesse gestito male il potere locale.

Alberto, la differenza, alla fine, è di valutazioni.

A tuo avviso non hanno gettato al vento 16 anni ed un'occasione storica perché c'è in giro una orrenda proposta di legge (che secondo me Voltremont deve impedire che si approvi ed attui, perché così come è gli costa ulteriori soldi), Zaia "governa" il Veneto e vi è un ampio numero di amministrazioni locali leghiste".

Secondo me, invece, l'occasione è stata persa e, nel frattempo, la LN è diventata un partito xenofobo, statalista, clericale e, almeno per il momento, asservito ad uno che per un decennio avevano (correttamente) definito un delinquente, un ladro, un corruttore.

Oggi è uscito questo articolo su il Fatto:

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=9657...

Parla proprio di quello che state parlando voi.