Titolo

Che stiano arrivando le prime fatture?

1 commento (espandi tutti)

Non ero riuscito a commentare prima, lo faccio ora.

Bene, Michele, in primis credo che dovresti esser contento della diagnosi di Giuseppe Morandini, dal momento che è pragmaticamente simile alla tua (ed alla mia, ed a quella del 99% degli imprenditori, magari piccoli, ma veri ...).

Non a caso noi PI continuiamo a battere il tasto delle riforme strutturali (liberalizzazioni, merito e concorrenza, istruzione, legalità, efficienza ......), talvolta anche ponendoci in un non facilmente gestibile (e troppo spesso inconcludente) contrasto con i plenipotenziari economici d'ogni governo, immancabilmente statalisti.

Nemmeno serve dire che la tua vecchia "lista della spesa" sia ampiamente condivisibile da chi fa impresa né - per la verità - che tale summa di desiderata abbia scarsissime possibilità di approdare al concreto, in un ambiente culturale quale quello italiota. Non si demorde, comunque.

Inoltre, il tema fiscale non può essere trascurato, trattandosi di aspetto rilevante dell'anomala situazione presente in questo disgraziato Paese, in particolare oggi che territori comparabili (ad esempio Francia e Germania) stanno lavorando realmente ad una riduzione del carico impositivo. Rimane in primo piano la lotta contro quell'assurdità chiamata Irap, che solo una mente contorta e prevenuta come quella di Vincenzo Visco poteva partorire, pur nella totale consapevolezza che il problema di fondo stia nell'eccesso di spesa pubblica - e nella sua inefficienza - e che lì si debba affondare con decisione il bisturi.

Occorre, però, dire che rimangono necessarie anche misure emergenziali - di carattere finanziario - tra le quali, peraltro, non è possibile classificare la proposta delle T-Holdings, che vuole affrontare un problema caratteristico del nostro sistema manifatturiero: le difficoltà legate alla dimensione media troppo esigua per competere efficacemente, anche in considerazione del fatto che spalle non così forti rendono problematico dedicare ingenti risorse all'indispensabile lavoro di R&D.

Non saprei dire se il tentativo darà buoni frutti - ancora, tra l'altro, non ho elementi sufficienti a proporre un giudizio ragionato - ma è una strada da battere, forse anche allo scopo di ridurre quel particolarismo tipicamente italiano che rende così difficile la crescita dimensionale tramite aggregazioni ed acquisizioni. Chissà che il problematico momento non serva almeno a tale scopo.

Quanto a "posto fisso" e "Banca del mezzogiorno", la posizione è chiaramente di aperta critica. Nemmeno val la pena di perder tempo a discuterne qui, se non per irriderne la cultura (?) che sta a monte e per rammaricarsi, ancora una volta, della sua diffusione.