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La lite Tremonti-BS. Ipotesi fantapolitiche.

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Non convince neppure me l’ipotesi di fantapolitica.

A me pare che i borborigmi governativi nascano dalla volontà di rintuzzare e mettere nell’angolo la Lega, evidentemente percepita come corpo estraneo e potenzialmente pericoloso. Questo è l’obiettivo primo ed è un obiettivo perseguito ad ampio spettro.

Al seminario bipartisan di Asolo delle Fondazioni FareFu­turo e ItalianiEuropei, che riconoscono come rispetti­vi politici di riferimento Gianfranco Fini e Massimo D’Alema, si è prospettato un asse tra Fini e D’alema.

Le proposte emerse raccolgono consensi ampi; la proposta di estendere il diritto di cittadinanza agli immigrati è addirittura sostenuta da tutto l’arco istituzionale ad esclusione della Lega; la proposta del finiano Adolfo Urso di introdurre nelle scuole pubbliche e private l’ora di Islam, facoltati­va e alternativa a quella catto­lica, sembra studiata apposta per suscitare le rimostranze della Lega.

Dall’altra parte forse Fini ammicca a una parte dell'elettorato leghista

Certe dichiarazioni finiane si prestano ad essere lette come la rivendicazione di proposte tradizionalmente leghiste, quasi volesse candidarsi a progettarle e realizzarle  in alternativa a chi ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia. Sottraendole alla Lega potrebbe pilotarle.

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_18/voto-agli-immigrati-e-cittadinanza-un-asse-tra-fini-e-d-alema-alessandro-trocino_83ec74a0-bbb6-11de-b0a3-00144f02aabc.shtml

Fini conclude con una speranza: «L’anno scor­so ricordo i sorrisini per la nostra proposta di una Bicamerale per i decreti attuativi del federali­smo fiscale, che poi si è fatta». Quest’anno gli pia­cerebbe una riforma nel senso delle misure cita­te, sia pure al ribasso rispetto al progetto biparti­san Granata-Sarubbi * (e infatti Granata, finiano, protesta subito).

Ma va anche oltre: «Sarebbe bel­lo arrivare a un federalismo istituzionale, con il Senato delle Regioni». Con procedura bipartisan, come dice riferendosi a Berlusconi: «Fare rifor­me da soli è legittimo, ma non sempre è politica­mente preveggente» .

 

*Sarubbi ha svolto una tesi di laurea incentrata su un paragone tra la Lega nord ed il Fronte dell’Uomo qualunque; ha partecipato al convegno a Napoli «Povertà e nuovi bisogni», promosso a Napoli dalle Fondazioni Italiani europei e Mezzogiorno Europa, al quale il presidente Napolitano ha inviato un messaggio in cui parlava di una estensione preoccupante delle fasce di disagio nel Paese e in particolare nel Mezzogiorno.

http://www.corriere.it/politica/09_settembre_11/napolitano_sostegno_reddito_lavoro_19696c4a-9eb1-11de-8a40-00144f02aabc.shtml

http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/09/11/poverta-italia-sud-napoli-istat

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/47601girata.asp

Arriva anche il nodo della "cittadinanza breve" ad agitare le acque nella maggioranza. Su iniziativa del "finiano" Fabio Granata e del cattolico del Pd Andrea Sarubbi, infatti, alla Camera viene presentato un testo bipartisan che porta in calce il nome di cinquanta parlamentari di tutti i gruppi, salvo la Lega, e che propone la riduzione da 10 a 5 anni del periodo di tempo necessario a uno straniero per poter chiedere di diventare cittadino italiano e il passaggio dallo "ius sanguinis" allo "ius soli" per i figli di genitori legalmente soggiornanti e residenti in Italia da 5 anni.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48408girata.asp

La proposta di introdurre un’ora di religione musulmana facoltiva e alternativa a quella cattolica porta la firma di Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico vicino al presidente della Camera Fini. La Lega insorge mentre dal Pd arrivano caute aperture.

 

D'alema prova a mettere zizzania in casa altrui:

La mattina comincia con D’Alema che prende di petto la Lega: «Vedo che per il Veneto si decide da Milano: stanno prendendo gli stessi vizi che contestavano».

 

Le dichiarazioni odierne di Calderoli confermano il ruolo di Tremonti come “anello di congiunzione” della Casa delle Libertà tra la Lega e gli altri. Tremonti funge da cerniera.

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_25/brunetta_tremonti_vicepremier_37c370d2-c166-11de-b4fa-00144f02aabc.shtml

CALDEROLI - E sulla vicenda è intervenuto anche Roberto Calderoli. «È evidente - dichiara il ministro per la semplificazione durante la trasmissione di Rai Tre «in 1/2 ora», intervistato da Lucia Annunziata -che prima si è messo nel mirino Berlusconi personalmente e politicamente, poi si è provato a farlo con Bossi e la sua famiglia, ora con Tremonti, l'anello di congiunzione della Casa della libertà. L'obiettivo è grosso. Sono i poteri forti che vogliono sovvertire il risultato delle urne». Ma secondo Calderoli, «più che di elezioni anticipate c'è il rischio di governicchi. Qualcuno fa partire qualcuno sulle elezioni anticipate e si inventa un governo di unità nazionale per traghettare il paese chissà dove».

L’accordo Bossi-Tremonti:

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_24/vertice-arcore_b129356c-c079-11de-9fa6-00144f02aabc.shtml

Bossi ha risposto: «È solido, solido». Nessun problema, dunque, per Tremonti. «Finché sono vivo io - ha assicurato il leader della Lega - non ci saranno problemi con Tremonti». E il taglio dell'Irap, proposta cara alla Lega ma che ha suscitato l'ira del ministro nei giorni scorsi? «Col tempo l’elimineremo»

 

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_25/fini_tremonti_verderami_eb223ec4-c134-11de-b4fa-00144f02aabc.shtml

Così aspetterà l’incontro con Bossi e Fini per trovare un’intesa sulle Regionali, sicco­me — è il ragionamento del pre­sidente della Camera — il leader del Carroccio si starebbe muovendo dietro Tremonti per otte­nere i candidati governatori di Veneto e Piemonte.

A me pare che alcuni passaggi dell’intervista a Cicchitto confermino che la spaccatura all’interno della maggioranza e la convergenza con l’opposizione nascano dalla volontà di arginare e ridimensionare il ruolo della Lega, percepito come pericoloso e centrifugo.

Il Pdl, come il Pd, vuole arginare una deriva settentrionalista (“deriva”nell’ottica del Pdl nazionale, ma anche del Pd nazionale). La Lega, interpretando gli interessi di una sola parte di un Paese sempre più diviso da interessi che fanno leva sul territorio piuttosto che sulla contrapposizione tradizionale, certamente in quest’ottica può condurre un gioco più facile. Trascuro l'Mpa che non può che avere un ruolo gregario e che ha un ruolo solo in virtù del principio per il quale in democrazia ogni voto conta un'unità: da una parte porta voti e dall'altra drena risorse.

Il monito di Cicchitto: il Pdl, partito nazionale (mi sembra interessante la sottolineatura: "il primo al nord come al sud"), rivendichi il Risorgimento e l'unità nazionale. Forse si potrebbe tradurre: non trascuriamo il bacino elettorale meridionale

L'asse Lega-Tremonti su quale accordo si fonda? La Lega appoggia la candidatura al vicepremeriato di Tremonti. E dal canto suo Tremonti verso la Lega?

I "settori originariamente di destra" hanno cessato di essere di destra? Si qualificano come fautori di che, se non di un'ideologia di destra?

 

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_26/intervista-cicchitto_7e76ee9e-c1fe-11de-b592-00144f02aabc.shtml

L’impressione è che nel partito e nel governo ci sia un’aperta insoffe­renza nei confronti di Tremonti e del suo asse con la Lega.«Non è così. Siamo tutti consape­voli della figura di Tremonti, e an­che del suo ruolo politico. Figura e ruolo che non sono in discussione. Anche Tremonti però dev’essere con­sapevole che la politica economica non può essere monopolio di nessu­no » .

 

Tremonti sarà d’accordo?
«Nessuno mette in dubbio quanto è stato fatto finora. Ma adesso occor­re una seconda fase, incentrata sulla crescita. In un partito da 270 deputa­ti, che è il primo al Nord come al Sud e ha ministri di peso, la politica economica è oggetto di discussione e di gestione collegiale, sotto la lea­dership di Berlusconi; che poi è l’uo­mo che prende i voti».

 

Come si sta muovendo Fini?
«Fini ha una dimensione istituzio­nale che rispetto e apprezzo. E atten­do con curiosità il suo prossimo li­bro. Invece non condivido le analisi 'tranquillizzanti' sviluppate da setto­ri originariamente di destra, dal Se­colo d’Italia alla fondazione FareFu­turo , che puntano all'omologazione in chiave bipartisan della situazione italiana a quelli di altri Paesi euro­pei » .

 

Di qui la destra, di là la sinistra. Non sarebbe male.
«Magari. Purtroppo non è così, a causa della linea prevalente nell’op­posizione. Per questo l’analisi è illu­soria, determinata anche da com­plessi d’inferiorità verso la sinistra, che non hanno alcuna ragione d’es­sere. Pensiamo piuttosto a costruire un grande partito interclassista, che dialoga con la Chiesa ma non le è su­bordinato, che rivendica il Risorgi­mento e l’unità nazionale e non per­mette alla sinistra di impossessarse­ne in modo strumentale».

 

Mi sembra che la tua ipotesi sia realistica.  Gia' nel governo Berlusconi 2001-2006 Tremonti era stato rimosso ad opera di Fini e Casini, ed e' indicativo che sia tornato al poptere con una Lega molto piu' forte nel 2008. La forza della Lega oggi rende piu' difficile l'operato del fronte che si oppone alla LN, ma non impossibile.  Durante i governi dell'Ulivo 1996-2001 la coalizione trasversale anti-LN ha dato prova di funzionare senza che la LN acquisisse la maggioranza assoluta nel Nord, fatto che sarebbe il vero ed efficace freno a questo genere di operazioni.

Mi sembra che si confermi che i malumori - verosimilmente in tutto l'arco istituzionale - hanno tratto origine dal pericolo leghista: "C’è una parte (consistente) di centrodestra che non vuole morire leghista. Per tanti motivi. Perché, innanzitutto, riconosce l’esistenza di qualche differenza ’pesante' di visione e di sensibilità. E perchè qualche timore sul futuro di un centrodestra a trazione verde inizia ad avercelo"

Le manovre bossiane tenderebbero ad "alzare la posta sulle candidature, 'mollando' il ministro dell’Economia una volta raggiunto l’obiettivo"

Tutti confermano stima e fiducia a Tremonti, gratificandolo del riconoscimento di ministro di economia (in realtà, nella dichiarazione attribuita a Frattini "ministro dell'Economica": sarà mica un lapsus freudiano?) migliore possibile.

 

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/10/25/visualizza_new.html_990598983.html

Capitolo a parte è poi la partita che dovrà giocare il Popolo della Libertà con la Lega Nord sulle candidature per le regionali. E uno dei ragionamenti che si fa nel Pdl mette proprio in relazione le candidature con la blindatura della Lega intorno al titolare dell'Economia.

Se al Carroccio sarà garantita la presidenza di due Regioni, una delle quali è il Veneto su cui il Senatur non è disposto a cedere, la Lega potrebbe forse assumere una posizione più neutra nel braccio di ferro tra il Pdl e Tremonti.

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48716girata.asp

Il Senatur: è un ottimo economista

La questione, però, non sarebbe stata posta in termini di ultimatum da parte di Tremonti. Il Pdl vuole pesare nella decisione e non subire l’iniziativa della Lega. Saranno infatti gli organi del partito ad esprimersi sulla linea economica del governo e sul ruolo del ministro dell’Economia.

[…]

 Parole che, pur riconoscendo i meriti di una politica improntata al rigore, tradiscono la voglia di dare in fretta un impulso al programma di governo. In questa partita, il Pdl vuole avere voce in capitolo.

«Tremonti -spiega Fabrizio Cicchitto- deve essere consapevole che la politica economica non può essere monopolio di nessuno», ma deve essere «oggetto di discussione e di gestione collegiale, sotto la leadership di Berlusconi». Il capogruppo a Montecitorio spiega che la discussione all’interno della maggioranza è «seria» e riguarda come coniugare il necessario rigore con la diminuzione del carico fiscale sulle imprese.

[…]

vicecapogruppo Italo Bocchino. «Il ministro Tremonti gode della fiducia di tutto il governo e c’è bisogno del suo lavoro al dicastero dell’Economia e c’è però anche bisogno di una maggiore concertazione sulle scelte che facciamo, soprattutto nell’impiego delle poche risorse a disposizione», dice. Non raccoglie nessun consenso l’ipotesi di una promoziona a vicepremier dell’attuale ministro dell’Economia.

Un tema sul quale insiste invece la Lega. Bossi dà il suo via libera all’idea di Tremonti vicepremier, una scelta che «potrebbe stabilizzare la situazione». «Lui -spiega il ministro delle Riforme- dal punto di vista economico è un ottimo ministro e ha tutti i contatti in Europa». Qualcuno "legge" l’offensiva di Bossi come una scelta tattica in chiave regionali. Cioè, il vero obiettivo del Carroccio sarebbe quello di alzare la posta sulle candidature, «mollando» il ministro dell’Economia una volta raggiunto l’obiettivo.

Ancora oggi, il leader del Carroccio ribadisce che il Veneto andrà alla Lega. Di ufficiale non c’è nulla, ma anche dal Pdl si ritiene la partita praticamente chiusa. In ogni caso, il via libera a Tremonti vicepremier viene respinto con fermezza. «Non vedo la ragione, credo si sarebbe dovuto decidere un vicepremier all’inizio del governo, ma ora non vedo che cosa sia cambiato per giustificare» questa nomina, spiega Franco Frattini. Il ministro degli Esteri dice di essere «della stessa linea dei tre coordinatori del Pdl», ma sottolinea anche che Tremonti è «il miglior ministro dell’Economica possibile».

Il parere di Bossi è «importante e autorevole», ma Tremonti è un ministro del Pdl e spetta al Pdl decidere«, rimarca anche Bocchino.

E non mancano i timori espressi anche dalla magazine on line della fondazione finiana Farefuturo:

«C’è una parte (consistente) di centrodestra che non vuole morire leghista. Per tanti motivi. Perchè, innanzitutto, riconosce l’esistenza di qualche differenza ’pesantè di visione e di sensibilità. E perchè qualche timore sul futuro di un centrodestra a trazione verde inizia ad avercelo», si legge su "Ffwebmagazine".

 

http://www.ffwebmagazine.it/ffw/Page.asp?Cat=Archivio&Tipo=UltimeNotizie&AlreadySelected=y&IdTipo=0&Codi_Cate_Arti=50&TitoloBlocco=In%20Primo%20Piano

Una cosa è sicura, non moriremo legisti

 

Ma no, nascono dal pericolo di adulterazione del PdL e della sua ragione sociale. All'elettore del PdL (perlomeno quello tradizionalberlusconiano) non gliene frega niente della "stabilità dei conti pubblici" e dell'influsso financo "morale" espresso da Tremonti. Beninteso, questa del Mezzemaniche della Valtellina è posizione confusa, e non non si applica in modo trasversale a tutte le politiche e in modo consistente (basti vedere lo "scudo fiscale"), ma qui non può non rilevarsi la patente divaricazione con il Tremonti 2001-2005, cacciato da Fini, allora, per il motivo opposto.

Pare che alla gente del PdL non vada giù che si debba fare tutta 'sta penitenza: non si può spendere e spandere, tagliare una tassa là, smantellare dei vincoli qui, e via discorrendo. Quindi Berlusconi convocherà per la prima volta l'organo collegiale direttivo del partito per sconfessare questo andazzo che rischia di far perdere il contatto con le costituencies del partito.

La Lega c'entra poco o nulla, qui sono i Ministri della spesa che si sentono minacciati (e quelli garanti politicamente della diminuzione dele entrate). Ma, ripeto, il pericolo ancora maggiore è quello di dare credito all'idea che governare sia "agire logicamente" nel rispetto di vincoli politici razionali, anzichè dare spazio all'opera vitalistica di affermazione del proprio potere sui meccanismi politico-amministrativi. Anche dei "segnali" vanno bene, purchè si diano quelli... giusti.

RR