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La lite Tremonti-BS. Ipotesi fantapolitiche.

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Mi sembra che la tua ipotesi sia realistica.  Gia' nel governo Berlusconi 2001-2006 Tremonti era stato rimosso ad opera di Fini e Casini, ed e' indicativo che sia tornato al poptere con una Lega molto piu' forte nel 2008. La forza della Lega oggi rende piu' difficile l'operato del fronte che si oppone alla LN, ma non impossibile.  Durante i governi dell'Ulivo 1996-2001 la coalizione trasversale anti-LN ha dato prova di funzionare senza che la LN acquisisse la maggioranza assoluta nel Nord, fatto che sarebbe il vero ed efficace freno a questo genere di operazioni.

Mi sembra che si confermi che i malumori - verosimilmente in tutto l'arco istituzionale - hanno tratto origine dal pericolo leghista: "C’è una parte (consistente) di centrodestra che non vuole morire leghista. Per tanti motivi. Perché, innanzitutto, riconosce l’esistenza di qualche differenza ’pesante' di visione e di sensibilità. E perchè qualche timore sul futuro di un centrodestra a trazione verde inizia ad avercelo"

Le manovre bossiane tenderebbero ad "alzare la posta sulle candidature, 'mollando' il ministro dell’Economia una volta raggiunto l’obiettivo"

Tutti confermano stima e fiducia a Tremonti, gratificandolo del riconoscimento di ministro di economia (in realtà, nella dichiarazione attribuita a Frattini "ministro dell'Economica": sarà mica un lapsus freudiano?) migliore possibile.

 

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/10/25/visualizza_new.html_990598983.html

Capitolo a parte è poi la partita che dovrà giocare il Popolo della Libertà con la Lega Nord sulle candidature per le regionali. E uno dei ragionamenti che si fa nel Pdl mette proprio in relazione le candidature con la blindatura della Lega intorno al titolare dell'Economia.

Se al Carroccio sarà garantita la presidenza di due Regioni, una delle quali è il Veneto su cui il Senatur non è disposto a cedere, la Lega potrebbe forse assumere una posizione più neutra nel braccio di ferro tra il Pdl e Tremonti.

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48716girata.asp

Il Senatur: è un ottimo economista

La questione, però, non sarebbe stata posta in termini di ultimatum da parte di Tremonti. Il Pdl vuole pesare nella decisione e non subire l’iniziativa della Lega. Saranno infatti gli organi del partito ad esprimersi sulla linea economica del governo e sul ruolo del ministro dell’Economia.

[…]

 Parole che, pur riconoscendo i meriti di una politica improntata al rigore, tradiscono la voglia di dare in fretta un impulso al programma di governo. In questa partita, il Pdl vuole avere voce in capitolo.

«Tremonti -spiega Fabrizio Cicchitto- deve essere consapevole che la politica economica non può essere monopolio di nessuno», ma deve essere «oggetto di discussione e di gestione collegiale, sotto la leadership di Berlusconi». Il capogruppo a Montecitorio spiega che la discussione all’interno della maggioranza è «seria» e riguarda come coniugare il necessario rigore con la diminuzione del carico fiscale sulle imprese.

[…]

vicecapogruppo Italo Bocchino. «Il ministro Tremonti gode della fiducia di tutto il governo e c’è bisogno del suo lavoro al dicastero dell’Economia e c’è però anche bisogno di una maggiore concertazione sulle scelte che facciamo, soprattutto nell’impiego delle poche risorse a disposizione», dice. Non raccoglie nessun consenso l’ipotesi di una promoziona a vicepremier dell’attuale ministro dell’Economia.

Un tema sul quale insiste invece la Lega. Bossi dà il suo via libera all’idea di Tremonti vicepremier, una scelta che «potrebbe stabilizzare la situazione». «Lui -spiega il ministro delle Riforme- dal punto di vista economico è un ottimo ministro e ha tutti i contatti in Europa». Qualcuno "legge" l’offensiva di Bossi come una scelta tattica in chiave regionali. Cioè, il vero obiettivo del Carroccio sarebbe quello di alzare la posta sulle candidature, «mollando» il ministro dell’Economia una volta raggiunto l’obiettivo.

Ancora oggi, il leader del Carroccio ribadisce che il Veneto andrà alla Lega. Di ufficiale non c’è nulla, ma anche dal Pdl si ritiene la partita praticamente chiusa. In ogni caso, il via libera a Tremonti vicepremier viene respinto con fermezza. «Non vedo la ragione, credo si sarebbe dovuto decidere un vicepremier all’inizio del governo, ma ora non vedo che cosa sia cambiato per giustificare» questa nomina, spiega Franco Frattini. Il ministro degli Esteri dice di essere «della stessa linea dei tre coordinatori del Pdl», ma sottolinea anche che Tremonti è «il miglior ministro dell’Economica possibile».

Il parere di Bossi è «importante e autorevole», ma Tremonti è un ministro del Pdl e spetta al Pdl decidere«, rimarca anche Bocchino.

E non mancano i timori espressi anche dalla magazine on line della fondazione finiana Farefuturo:

«C’è una parte (consistente) di centrodestra che non vuole morire leghista. Per tanti motivi. Perchè, innanzitutto, riconosce l’esistenza di qualche differenza ’pesantè di visione e di sensibilità. E perchè qualche timore sul futuro di un centrodestra a trazione verde inizia ad avercelo», si legge su "Ffwebmagazine".

 

http://www.ffwebmagazine.it/ffw/Page.asp?Cat=Archivio&Tipo=UltimeNotizie&AlreadySelected=y&IdTipo=0&Codi_Cate_Arti=50&TitoloBlocco=In%20Primo%20Piano

Una cosa è sicura, non moriremo legisti

 

Ma no, nascono dal pericolo di adulterazione del PdL e della sua ragione sociale. All'elettore del PdL (perlomeno quello tradizionalberlusconiano) non gliene frega niente della "stabilità dei conti pubblici" e dell'influsso financo "morale" espresso da Tremonti. Beninteso, questa del Mezzemaniche della Valtellina è posizione confusa, e non non si applica in modo trasversale a tutte le politiche e in modo consistente (basti vedere lo "scudo fiscale"), ma qui non può non rilevarsi la patente divaricazione con il Tremonti 2001-2005, cacciato da Fini, allora, per il motivo opposto.

Pare che alla gente del PdL non vada giù che si debba fare tutta 'sta penitenza: non si può spendere e spandere, tagliare una tassa là, smantellare dei vincoli qui, e via discorrendo. Quindi Berlusconi convocherà per la prima volta l'organo collegiale direttivo del partito per sconfessare questo andazzo che rischia di far perdere il contatto con le costituencies del partito.

La Lega c'entra poco o nulla, qui sono i Ministri della spesa che si sentono minacciati (e quelli garanti politicamente della diminuzione dele entrate). Ma, ripeto, il pericolo ancora maggiore è quello di dare credito all'idea che governare sia "agire logicamente" nel rispetto di vincoli politici razionali, anzichè dare spazio all'opera vitalistica di affermazione del proprio potere sui meccanismi politico-amministrativi. Anche dei "segnali" vanno bene, purchè si diano quelli... giusti.

RR