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La lite Tremonti-BS. Ipotesi fantapolitiche.

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Ma no, nascono dal pericolo di adulterazione del PdL e della sua ragione sociale. All'elettore del PdL (perlomeno quello tradizionalberlusconiano) non gliene frega niente della "stabilità dei conti pubblici" e dell'influsso financo "morale" espresso da Tremonti. Beninteso, questa del Mezzemaniche della Valtellina è posizione confusa, e non non si applica in modo trasversale a tutte le politiche e in modo consistente (basti vedere lo "scudo fiscale"), ma qui non può non rilevarsi la patente divaricazione con il Tremonti 2001-2005, cacciato da Fini, allora, per il motivo opposto.

Pare che alla gente del PdL non vada giù che si debba fare tutta 'sta penitenza: non si può spendere e spandere, tagliare una tassa là, smantellare dei vincoli qui, e via discorrendo. Quindi Berlusconi convocherà per la prima volta l'organo collegiale direttivo del partito per sconfessare questo andazzo che rischia di far perdere il contatto con le costituencies del partito.

La Lega c'entra poco o nulla, qui sono i Ministri della spesa che si sentono minacciati (e quelli garanti politicamente della diminuzione dele entrate). Ma, ripeto, il pericolo ancora maggiore è quello di dare credito all'idea che governare sia "agire logicamente" nel rispetto di vincoli politici razionali, anzichè dare spazio all'opera vitalistica di affermazione del proprio potere sui meccanismi politico-amministrativi. Anche dei "segnali" vanno bene, purchè si diano quelli... giusti.

RR