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La lite Tremonti-BS. Ipotesi fantapolitiche.

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Le Cicale di osservanza giavazziana tornino con il compito rifatto per bene.

Oggi Giavazzi stesso torna con un compito fatto meglio. Un testo molto politicista, adatto alle circostanze e al momento "topico" dell'orologio politico. Qualcuno potrebbe anche dire che pone una candidatura.

Comunque. Ci sono delle cose degne di osservazione, come la proposta di

accelerare l’aumento dell'età della pen­sione ripristinando lo spiri­to delle norme Maroni can­cellate dal governo Prodi

Già, perchè questa cosa non si fa? Con tutto il fare e il disfare tipico dei cambi di Governo in Italia, perchè questa cosa è uscita dai radar? Forse che era "fasulla" quella scelta originale, volta solo a mettere un legno in mezzo alle gambe del (sicuro) successivo governo di centro-sinistra?

Beninteso, sarebbe una scelta "seria", mentre ora mi sembra che l'andazzo sia di non rompere le uova di nessun paniere, ma solo di rubare al futuro. Si vedrà.

RR

Giavazzi, nel suo articolo di oggi, sembra sostenere che i debiti delle pubbliche amministrazioni nei riguardi dei fornitori siano già "contabilizzati" nel debito pubblico. A me sembrava che non fosse così, in virtù della Tesoreria Unica. Non sono un esperto e non sono sicuro di quel che dico. Tuttavia all'epoca delle manovre di contenimento delle spese per rientrare nei parametri di Maastricht nel 1995-96, mi sembra che la strategia fosse proprio quella di bloccare, attraverso la Tesoreria Unica, le spese delle amministrazioni pubbliche, costringendole ad indebitarsi con i fornitori. Mi ricordo di queste disposizioni solo perché si applicarono anche alle università e agli enti di ricerca. Allora pensavo che si trattasse di una manovra miope perché i fornitori si sarebbero rivalsi con un rialzo dei prezzi l'anno dopo. C'è qalcuno che possa chiarirmi se è effettivamente vero che i debiti delle pubbliche amministrazioni sono "già contabilizzati"?

Anch'io avevo fatto la stessa riflessione. Se sono già contabilizzati , allora tanto vale renderli disponibili ai fornitori.

Al massimo se lo Stato li tiene per se ( i soldi che servono a pagare i debiti ) può avere un ulteriore guadagno solo dagli interessi ( che dovrebbero essere pochi ) e quindi metterebe in sofferenza tutti i fornitori per quattro soldi !

Ma allora *Giavazzi scrive cavolate* e  * non dovrebbe essere possibile .

Qualcuno ci può aiutare ?

 

 

 

 

Baldassari risponde oggi a Giavazzi su Corriere della Sera : 

http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_28/baldassarri_giavazzi_90df3a06-c3e2-11de-a7c3-00144f02aabc.shtml

Dal mio punto di vista bisognerebbe quindi aumentare il Debito Pubblico di altri 60 miliardi . 

Il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, ammontanti secondo Giavazzi a circa 60 miliardi di euro, darebbe certamente un forte aiuto alle stesse imprese ma sarebbero immediatamente un aumento di Debito Pubblico. Questi debiti sono infatti contabilizzati in competenza e diventano Debito Pubblico solo quando vengono pagati per cassa, visto che il Debito è appunto alimentato dal Fabbisogno di Cassa e non dal Deficit di competenza.

Avevi colto il punto sopra, lo Stato si finanzia a spese dei fornitori, che non caricano un tasso d'interesse. Per la cronaca, 60bn finanziati tramite BOT a 12 mesi costano in termini di interessi intorno a 500 milioni di EUR. Se ti sembran pochi...

Tra l'altro dipende di che debiti si parla, visto che in alcuni comparti (sanità) essere pagati ad un anno è quasi un miracolo, il tempo medio di recupero è più del doppio.

500 milioni sono pochi rispetto a 60 miliardi . Se ho tirato in ballo gli interessi è perchè sono andato dietro all'ipotesi Giavazzi.

Nell'ipotesi Giavazzi , i 60 miliardi sono già contabilizzati come debito pubblico , allora al Tesoro sono dei pidocchi perchè trattengono questa somma per guadagnare 500 milioni all'anno ( dici tu ).

Nell'ipotesi Baldassari , invece , al Tesoro sono dei geni , fanno "bella" figura davanti agli Italiani e agli altri stati con un debito pubblico basso ( sono ironico ) , ovvero più basso di 60 miliardi che mi sembra rappresenta circa 4% del PIL , ovvero due settimane della vita di 60 milioni di persone .

Possibile che siamo qui a fare delle ipotesi senza sapere come stanno le cose. Ma i giornalisti del Corriere non potevano fare queste domande ? Esiste un Travaglio dell'economia ? ( Un giornalista preciso e documentato che pone delle domande )

A me risulta vera l'ipotesi Badassarri.

A parte il fatto che ciò non vada a grande merito di Giavazzi - il quale potrebbe verificare le informazioni prima di esporsi - la cosa implica, con tutta evidenza, che il debito pubblico sia sempre stato ufficialmente sottostimato, per ovvi motivi.

In particolare, ricordo una recente discussione in ambito confindustriale, nel corso della quale emerse proprio la difficoltà di procedere al pagamento dei fornitori pubblici - molti in attesa anche da lungo tempo - perché una tale azione produrrebbe l'emersione di quest'ulteriore debito, al momento non scritto nero su bianco, con tutte le conseguenze contabili del caso.

Non so se in altri Paesi la prassi sia la medesima - e chiedo lumi a chi ne sia al corrente - ma, se anche così fosse, non credo che in altri luoghi il debito verso fornitori abbia raggiunto dimensioni così imponenti, tali da affossare definitivamente i bilanci pubblici italiani.

Non serve nessun Travaglio (che poi avessi detto Gomez... Vabbé), si tratta di un normale bilancio. Se acquisto dei beni con pagamento a termine, dovro' inserire nello Stato Patrimoniale un debito (verso fonitori). Si tratta di una forma di finanziamento particolarmente vantaggiosa dal momento che tra N giorni ripaghero' al mio fornitore esattamente l'ammontare della fattura C, e non l'ammontare maggiorato di interessi C*(1+i*N/360); non a caso questo tipo di finanziamento dipende dalla forza contrattuale dell'acquirente - e lo Stato di forza contrattuale ne ha tanta, direi quasi a livelli mafiosi (ops). Quindi ha ragione Giavazzi a dire che questi importi sono già ricompresi nell'indebitamento complessivo delle Pubbliche Amministrazioni, dal momento che il bilancio si fa per competenza e non per cassa (spero di non dover spiegare la differenza!).

Il punto di Baldassarri è che il Debito Pubblico è dato dallo stock di titoli di debito in circolazione emessi dallo Stato, dal momento che è su quelli che lo Stato paga il costo del debito (per la cronaca, se io dovessi analizzare la situazione debitoria dell'emittente "Repubblica Italiana" guarderei tutto l'indebitamento e non solo lo stock di titoli emessi, ma io non sono Professore quindi let's leave the point aside). Si tratta di una differenza non solo contabile nella misura di (come scritto prima) di 500 milioni di EUR per anno; . Ora, magari 500 milioni sono pochi rispetto a 60 miliardi, ma sono non trascurabili in una situazione di bilancio come quella attuale.

Alessandro credo - a memoria quindi prego applicare beneficio d'inventario - il trucco stia nel perimetro di consolidamento del bilancio. Se i debiti delle Università non rientrano nel perimetro del bilancio statale, allora bloccando il pagamento dalla Tesoreria Unica riesci a migliorare i tuoi ratio di indebitamento.

Io ricordo che ai bei tempi dell'ingresso nell'euro l'unica cosa che interessava il sottosegretario Giarda (deus ex machina dell'operazione) era il "fabbisogno". La "competenza" era completamente ignorata. Non capisco quindi l'affermazione di Giavazzi. Do per scontato che, come quasi tutti i professori universitari, non sappia molto sul sistema dell'università e della ricerca in Italia (eccetto, immagino, per i "concorsi" nel suo settore), ma credevo che fosse un esperto in tema di debito pubblico.

Do per scontato che, come quasi tutti i professori universitari, non sappia molto sul sistema dell'università e della ricerca in Italia (eccetto, immagino, per i "concorsi" nel suo settore)

Puoi darlo per certo; e perdipiù non conosce nemmeno i sistemi anglosassoni.

RR

Per curiosità: perchè odiate tanto Giavazzi?

Per curiosità: perchè odiate tanto Giavazzi?

Per carità, l'odio è un sentimento che non mi pare abbia mai fatto capolino, in questo caso (e nemmeno in generale).

Però visto che si parla di persone, e quistioni comunque rilevanti, spendo qualche riga per precisare meglio (poi non so se il Prof. Figà Talamanca vorrà dire del suo).

Ecco, direi così, che sono un po' seccato da varie cose - della situazione dell'Italia, ad esempio (come molti altri, anche qui; niente di originale, nevvero...) - beh, se vogliamo scendere nel caso specifico, sono seccato del dibattito in materia di politiche dell'Università e della ricerca. Mica solo di Giavazzi, o da adesso... da parecchio, eh. Se vogliamo precisare ancora meglio, o tematizzare, direbbe una professoressa di italiano, sono un po' seccato del fatto che, data una situazione complessa e problematica come quella dell'U&R italiana, vi sia chi [molti], parlando di merito, qualità, valutazione, ecc. non esprime posizioni congruenti con i concetti, gli orientamenti, le metodologie che "il discorso scientifico" sull'argomento sostiene. O, meglio, che il miglior discorso politico, come informato dal miglior discorso scientifico corrente, sostiene.

Insomma, non ci siamo, siamo fuori strada, quando invece avremmo bisogno innanzitutto di buoni medici. Ma questi non hanno le prime pagine dei giornali, a loro non viene data la parola. Non si interpellano, non si importa il know-how che potrebbero dare. Niente di diverso, probabilmente, da quanto accade per altre politiche. Ma io conosco più a fondo U&R, su quella mi posso esprimere un po'.

L'ho scribacchiato altre volte, eh, e l'ho scritto anche al'interessato, all'inizio di quest'anno, in questa Nota qua. Niente di speciale, chiudiamo qua il discorso.

RR

Non è possibile odiare Francesco Giavazzi. E' molto simpatico, pronto ad ascoltare, curioso delle cose che non sa, a livello personale per nulla arrogante e "saputo" come invece sono molti professori universitari.  Purtroppo  e' anche un po' superficiale e sa molto poco sulle università italiane e sulla organizzazione della ricerca scientifica, fuori del suo settore. Troppo poco in rapporto all'ascolto che viene dato dai politici alle sue opinioni. Un esempio è quello dello IIT, che, assieme alla concomitante soppressione dello INFM, ha prodotto un cambiamento epocale nel sistema di finanziamento della Fisica della Materia, che è ora principalmente affidato alle decisioni di un singolo. Quando Francesco Giavazzi lo ha proposto non sapeva nemmeno che cosa fosse lo INFM e lo confondeva con lo INFN. Come se chi propone una riforma del sistema bancario in Italia confondesse la Banca di Roma con la Banca d'Italia. Certo qualche volta ho polemizzato con Giavazzi, debbo però riconoscergli oltre ad una notevole carica di simpatia una assoluta buona fede.