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La lite Tremonti-BS. Ipotesi fantapolitiche.

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Alessandro credo - a memoria quindi prego applicare beneficio d'inventario - il trucco stia nel perimetro di consolidamento del bilancio. Se i debiti delle Università non rientrano nel perimetro del bilancio statale, allora bloccando il pagamento dalla Tesoreria Unica riesci a migliorare i tuoi ratio di indebitamento.

Io ricordo che ai bei tempi dell'ingresso nell'euro l'unica cosa che interessava il sottosegretario Giarda (deus ex machina dell'operazione) era il "fabbisogno". La "competenza" era completamente ignorata. Non capisco quindi l'affermazione di Giavazzi. Do per scontato che, come quasi tutti i professori universitari, non sappia molto sul sistema dell'università e della ricerca in Italia (eccetto, immagino, per i "concorsi" nel suo settore), ma credevo che fosse un esperto in tema di debito pubblico.

Do per scontato che, come quasi tutti i professori universitari, non sappia molto sul sistema dell'università e della ricerca in Italia (eccetto, immagino, per i "concorsi" nel suo settore)

Puoi darlo per certo; e perdipiù non conosce nemmeno i sistemi anglosassoni.

RR

Per curiosità: perchè odiate tanto Giavazzi?

Per curiosità: perchè odiate tanto Giavazzi?

Per carità, l'odio è un sentimento che non mi pare abbia mai fatto capolino, in questo caso (e nemmeno in generale).

Però visto che si parla di persone, e quistioni comunque rilevanti, spendo qualche riga per precisare meglio (poi non so se il Prof. Figà Talamanca vorrà dire del suo).

Ecco, direi così, che sono un po' seccato da varie cose - della situazione dell'Italia, ad esempio (come molti altri, anche qui; niente di originale, nevvero...) - beh, se vogliamo scendere nel caso specifico, sono seccato del dibattito in materia di politiche dell'Università e della ricerca. Mica solo di Giavazzi, o da adesso... da parecchio, eh. Se vogliamo precisare ancora meglio, o tematizzare, direbbe una professoressa di italiano, sono un po' seccato del fatto che, data una situazione complessa e problematica come quella dell'U&R italiana, vi sia chi [molti], parlando di merito, qualità, valutazione, ecc. non esprime posizioni congruenti con i concetti, gli orientamenti, le metodologie che "il discorso scientifico" sull'argomento sostiene. O, meglio, che il miglior discorso politico, come informato dal miglior discorso scientifico corrente, sostiene.

Insomma, non ci siamo, siamo fuori strada, quando invece avremmo bisogno innanzitutto di buoni medici. Ma questi non hanno le prime pagine dei giornali, a loro non viene data la parola. Non si interpellano, non si importa il know-how che potrebbero dare. Niente di diverso, probabilmente, da quanto accade per altre politiche. Ma io conosco più a fondo U&R, su quella mi posso esprimere un po'.

L'ho scribacchiato altre volte, eh, e l'ho scritto anche al'interessato, all'inizio di quest'anno, in questa Nota qua. Niente di speciale, chiudiamo qua il discorso.

RR

Non è possibile odiare Francesco Giavazzi. E' molto simpatico, pronto ad ascoltare, curioso delle cose che non sa, a livello personale per nulla arrogante e "saputo" come invece sono molti professori universitari.  Purtroppo  e' anche un po' superficiale e sa molto poco sulle università italiane e sulla organizzazione della ricerca scientifica, fuori del suo settore. Troppo poco in rapporto all'ascolto che viene dato dai politici alle sue opinioni. Un esempio è quello dello IIT, che, assieme alla concomitante soppressione dello INFM, ha prodotto un cambiamento epocale nel sistema di finanziamento della Fisica della Materia, che è ora principalmente affidato alle decisioni di un singolo. Quando Francesco Giavazzi lo ha proposto non sapeva nemmeno che cosa fosse lo INFM e lo confondeva con lo INFN. Come se chi propone una riforma del sistema bancario in Italia confondesse la Banca di Roma con la Banca d'Italia. Certo qualche volta ho polemizzato con Giavazzi, debbo però riconoscergli oltre ad una notevole carica di simpatia una assoluta buona fede.